Capitolo 15

La temperatura nella grande sala scende a livelli polari. Il gelido sguardo torvo di Christian è presto seguito dalla sua furia incontenibile e infine sostituito da uno sguardo volutamente impassibile, mentre cerca di rendersi conto di cosa è successo.

Riesco a vedere Taylor alle spalle di Christian, attento alla situazione che teme potrebbe sfuggire di mano.

So esattamente a cosa sta pensando Christian – lo considera un ladro che cerca di sottrargli il suo posto in una famiglia che oramai gli appartiene. So anche che non mi concederà il beneficio del dubbio per quanto riguarda il dottor Shawn e che non crederà che per me è solo un amico.

L’adrenalina mi rende nervosa e mi alzo troppo in fretta, con movimenti innaturali – lasciando involontariamente intendere la mia colpa.

“Christian, ciao!” Mi esce uno squittio acuto. “Vieni a conoscere il dottor O’ Reily”. Cerco di incollarmi un sorriso luminoso sulla faccia, talmente pallida che nemmeno il rossore in aumento riesce a colorirla.

Il dottor Shawn si gira sorpreso, seguendo il mio sguardo, e rivolge un sincero e aperto sorriso a Christian.

Oh ragazzi, lui non ha la più pallida idea di quello che potrebbe succedere! La fanciulla all’antica che è in me immagina subito un duello con le spade sguainate e la mia dea interiore è tutta rossa in viso e si fa vento: che puttana!

L’espressione di Christian si altera di nuovo, questa volta per la sorpresa perché si rende conto del fascino del dottor Shawn. Non riesco a muovermi, attonita perché capisco che Christian sta prendendo le misure al dottor Shawn.

Chris corre da Christian e gli abbraccia le ginocchia, chiedendogli a gran voce di prenderlo in braccio. “Papà, papà, c’è un coccodrillo! Si è nascosto sotto il divano!”

Con il suo solito modo premuroso Christian rivolge l’attenzione a Chris e gli sorride con calore, tenendo ben nascosta ogni traccia  del suo disappunto. “Davvero? Dovremo dargli la caccia e catturarlo: non voglio coccodrilli in casa, che potrebbero morderti” dice con voce minacciosa, facendo finta di mordere il pancino di Chris.

Chris ha un altro attacco di riso e cerca di divincolarsi dalle braccia di Christian, dimenandosi e calciando selvaggiamente. Quando Christian lo mette giù lui corre nella mia direzione e si nasconde dietro di me, divertendosi del gioco e incurante dell’atmosfera che si è creata nella stanza. Mi viene in mente che Christian non farebbe mai pazzie con Chris in giro e traggo un respiro di sollievo.

Il dottor Shawn si dirige verso Christian tendendogli la mano in segno di saluto, continuando a sorridere ma con un pizzico di indecisione. Quando Christian in risposta gli stringe la mano, sembra che la sala esploda per il testosterone che emanano entrambi mentre chinano leggermente la testa, con gli occhi chiusi, come due tori pronti a caricare. Il dottor Shawn regge lo sguardo furioso e violento di Grey.

Porca puttana!

Non hanno bisogno di dire nulla – i segni della lotta incipiente sono ben evidenti: entrambi hanno ben chiari sia i valori in gioco che il premio. Non c’è modo in intromettersi o di cercare di farli ragionare … Sono infastidita dal fatto che, anche se la cosa sembra riguardarmi, non ho alcuna voce in capitolo in questa gara scandalosamente ridicola a chi fa la pipì più lontano.

“Taylor la accompagnerà alla porta” dice Christian, riuscendo a malapena a tenere un comportamento civile.

Il dottor Shawn annuisce, si allontana da Christian e fa la cosa peggiore che avrebbe mai potuto fare: cammina con noncuranza verso di me e mi bacia sulle labbra per poi sorridermi e farmi l’occhiolino, mentre io resto assolutamente sbigottita. Sono in uno stato di shock totale: i miei occhi si dilatano, impallidisco vistosamente e resto bloccata, troppo intontita per accennare il benché minimo movimento. Lui solleva Chris in aria e gli dà un forte abbraccio.

“Ciao, dottor Shawn!” La voce innocente del mio bambino contrasta fortemente con l’aria burrascosa che si respira nella sala e io lo tiro a me, pronta a proteggerlo dalla tempesta che sta per scatenarsi.

Il dottor Shawn sta sventolando una bandiera rossa davanti a un toro infuriato: è chiaro che l’autocontrollo di Christian sta cedendo, è appeso a un filo e prego che regga almeno un altro minuto. Lui si dirige di nuovo, lemme lemme, verso Christian – apparentemente indifferente – e per fortuna si prepara ad andare via.

Mentre oltrepassa Christian, i loro sguardi si incontrano di nuovo e vedo che Christian gli rivolge alcune parole che non riesco a sentire. Vedo però che, in risposta, il dottor Shawn si irrigidisce prima di allontanarsi; Taylor lo segue per assicurarsi che se ne vada.

Mi lascio cadere sul divano respirando profondamente. E’ stato uno scontro tacito, ma intenso in una maniera pazzesca! So che dovrei essere grata che non si siano presi a pugni, ma sono in realtà furibonda perché ci si è quasi arrivati. La reazione di Christian è stata davvero eccessiva!

Lui mi oltrepassa, tenendo repressa la propria rabbia che minaccia di esplodere, e poi scompare nel suo studio sbattendo la porta.

Mentre mi siedo, con il cuore martellante e i nervi scossi, mi infurio sempre più. E’ stato lui a mandarci il dottore che, se devo essere sincera, mi piace anche perché rafforza il mio ego traballante: quale ragazza del resto non sarebbe lusingata del fatto che un uomo così attraente le dedichi qualche attenzione? – ma questo è tutto, lui non fa certo nascere in me le forti emozioni, le contrazioni e il desiderio sessuale che mi provoca Christian. Ma Christian è arrabbiato con me! Io non ho baciato il dottore, è stato lui che mi ha baciata! Non sono stata io a farlo venire all’Escala, ma è stato Christian a organizzare il tutto. Io ho solo pensato di partecipare a questo evento di beneficenza per aiutarlo – anche se sono abbastanza sicura che adesso la cosa sia improponibile. Tutto questo nonostante Christian, tristemente, non si sia ancora impegnato in alcun modo con me!

Cazzo, cazzo, cazzo! Cerco di farmi consigliare da Ana 2.0, ma anche lei è furibonda! Spinta dalla rabbia e dal desiderio di definire la cosa, prendo Chris e lo piazzo di fronte al grande schermo, poi scelgo un film, sapendo che lo terrà inchiodato per un po’. Dopo un abbraccio e un bacio sono pronta ad affrontare Christian in quella che potrebbe essere la nostra più grande prova di forza. E’ arrivato il momento che lui prenda una dannata decisione.

Il mio rapido bussare alla porta del suo studio è a tempo con il battito del mio cuore in gola; senza aspettare che mi inviti ad entrare apro la porta e lo trovo al telefono. Capto soltanto la fine della conversazione.

“… Sì, è quello che ho detto, tra mezz’ora!”, abbaia al suo interlocutore prima di sbattere giù la cornetta. I suoi occhi grigi che minacciano tempesta restano fissi nei miei.

“Era il dottor Flynn?” Chiedo, sperando segretamente che sia così.

Lui sbuffa: “Io non vedo Flynn da anni”. Dal suo tono traspaiono tutte le accuse contro di me che il suo cuore aveva archiviato e il suo sguardo è gelido.

Oh?

Questo fa aumentare la mia rabbia: “Forse dovresti ripensarci”. La sfida lampeggia nei miei occhi.

“Stai cercando di litigare, Anastasia?” Lui con eleganza si gira verso di me da dietro la scrivania, assumendo un’aria dannatamente terrificante e da predatore.

Mi tiro un po’ indietro, cercando di trasfondere un po’ di calma nella mia voce, “No, Christian, ma che diavolo è successo?”

“Tu chiedi a me cosa è successo?” sussurra incredulo, mentre la rabbia che lo rode traspare dalle profonde rughe che gli compaiono sulla fronte. “Dimmi Anastasia, c’è un cazzo di uomo al mondo che non è vittima del tuo incantesimo?” Mi ringhia queste parole con un tale furore represso che faccio un passo indietro, portandomi a filo della porta chiusa. Lui sbatte entrambe le mani sulla porta, ai lati della mia testa, quasi a imprigionarmi.

Il rumore mi fa sobbalzare e per la prima volta ho paura di lui, davvero paura. Avverto il calore che emana per la rabbia, mentre il suo sguardo implacabile non mi lascia un attimo. La mia bocca sembra di carta vetrata, posso solo cercare di invocare con lo sguardo la sua pietà mentre lentamente accenno di no con la testa.

“Ti dovrei rinchiudere in un cazzo di torre!”.  Il suo viso è a pochi centimetri di distanza dal mio e il suo respiro è irregolare  mentre si sforza di trattenersi.

Per la rabbia mi lascio andare alla provocazione: “Io non sono tua e non puoi rinchiudermi da nessuna parte!”; con il mio rauco sussurro, tutto sommato, esprimo tranquillamente solo quello che è vero.

Guardo l’effetto che le mie parole hanno su di lui e vedo che chiude gli occhi, premendo la fronte contro la mia. Lo sento digrignare i denti per la frustrazione. “Perché sei arrabbiato con me?” La mia voce si fa un po’ più audace, ora che vedo che sta recuperando il suo prezioso autocontrollo.

“Non sono stata io a introdurlo nella nostra vita e non ho certo ricambiato il suo bacio”. Faccio scivolare le mani al suo petto poi stringo il suo volto, avvertendo sotto le mani il pizzicore della sua barba sfatta. “Al più, posso essere lusingata dalla sua attenzione”. Vorrei che aprisse gli occhi e mi guardasse.

Le sue palpebre si spalancano e il suo sguardo mi brucia con ardore febbrile. “Lui vuole mio figlio e vuole te, il suo desiderio per te gli si legge chiaramente in faccia.”

“Per ora, noi siamo qui entrambi, Con te”. Mi fermo per dargli il tempo di comprendere le mie parole. “Ma non puoi permettere che le cose ti sfuggano di mano in quel modo, soprattutto con Chris in giro. Il fatto è che il dottore è stato molto abile con Chris e sicuramente gli piace. Quanto a me, io ho iniziato a considerarlo un amico”.  Sottolineo l’ultima parola, mentre fino ad ora ho parlato a bassa voce.

Quando lo sento tirare il fiato per protestare, portandomi un dito sulle labbra lo avverto di non interrompermi. “Lui può volere tutto quello che gli pare, ma Chris è tuo figlio e la cosa non potrà mai cambiare. Ti ho detto quello che vorrei da te, ma sei tu che ti tiri indietro e fino a che le cose non cambieranno non puoi vantare alcun diritto su di me. “

Speravo che il sollecitare la sua natura possessiva avrebbe creato l’occasione per dargli il mio contratto ma lui si concentra su una cosa che ho detto e vedo svanire la possibilità.

“Te ne vuoi andare?” Si allontana dalla porta, torna indietro e, profondamente addolorato, si porta le mani tra i capelli. La sua espressione tradisce la confusione che ha in testa.

“Non capisco che cosa ti aspettavi, Christian” – è il mio turno di guardarlo con aria scettica, tenendo entrambe le mani aperte, con i palmi rivolti verso l’alto, “una volta che questa minaccia sarà svanita torneremo a casa”. Mi sforzo di trattenere in gola il mio senso di oppressione: io non vorrei tornare a casa, ma se non stiamo insieme come posso rimanere qui?

Chiude con rassegnazione gli occhi mentre assimila le mie parole e non per la prima volta mi domando in che modo potrei fargli capire che anche lui vuole esattamente quello che voglio io. Ho sempre saputo che sarebbe stato un lavoro epico sgretolare i muri che ha costruito dentro di sé a sua protezione, ma sto cominciando a perdere la speranza.

All’improvviso mi ricordo dell’invito del dottor Shawn. E’ meglio che ne informi subito Christian, prima che lo venga a sapere in qualche altra maniera, visto che si comporta sempre come uno stalker.

“Solo perché tu lo sappia, il dottor Shawn mi ha invitata per lunedì sera ad una cena nel corso della quale si raccoglieranno fondi per Medici senza Frontiere – mi ha invitata solo come un’amica – ma alla luce di quello che … è successo oggi, non credo che ci andrò”.

“Io non voglio che tu vada da nessuna parte con lui”: è un ordine, risoluto e definitivo.

“Come ho detto, Christian, questa non è una decisione che ti compete”.

Ci guardiamo l’un l’altro, ostinati e litigiosi, provando una serie di emozioni contrastanti.

“Bastille mi sta aspettando, devo andare.” Lui abbassa la testa ed esce dalla stanza.

Ah, ecco per chi era la telefonata. Bene! I calci e i pugni gli permetteranno di tirar fuori tutta la merda di oggi! Forse, dopo, il suo stato d’animo migliorerà. In realtà lo invidio: non mi dispiacerebbe tirar fuori a calci un paio di cose che in questo momento mi opprimono!

Quanto tempo ci vuole per fargli prendere una decisione!

Confusa lascio lo studio, esausta e sfiduciata. Sento venir meno la forza di lottare per questa relazione. Sento la mancanza di mia madre, vorrei poterla chiamare qui per venire a vedere Chris,  in modo da potermi crogiolare nella mia autocommiserazione, ma il mio piccolo campione fra circa un’ora sarà pronto per il secondo round del pranzo e una madre non ha mai un giorno di riposo.

Come previsto, le prime parole che escono dalla bocca di Chris non appena mi vede sono per dirmi che ha fame: “Voglio la pizza, mamma!”

Ah, sì, Chris e la pizza, sospiro.

Ho iniziato a fare la pizza con lui per insegnargli a mangiare le verdure e questa è ben presto diventata una delle nostre attività preferite. La facciamo partendo da zero: prima impastiamo, poi stendiamo la pasta e la decoriamo con un arcobaleno di verdure. Gli piace così tanto che si rifiuta di mangiare la pizza comprata: così, mentre altre mamme godono di una pausa quando è la sera della pizza, per me questo si traduce invece in un grande lavoro che culmina con la necessità di affrontare una routine extra di pulizie.

Di solito non mi dispiace, mi piace il tempo che trascorriamo insieme, ma oggi mi manca il mio solito entusiasmo.

“E un toast al formaggio, invece? Yum, yum!”, cerco di convincerlo.

“Noooooo pizza!” Incrocia le sue braccine e assume uno sguardo ostinato con cui ho recentemente ripreso contatto: esattamente come suo padre.

Scuoto la testa. Forse, tutto sommato, un po’ di normalità può anche farci bene e può distrarmi dalla visita imminente dei nonni. “Va bene amico, andiamo”.

Ammiro il frigorifero ben fornito, dove trovo più di quanto possa avere bisogno. Prendo un po’ di piselli da sgranare, tanto per impegnare Chris senza che debba usare coltelli. Accendo il forno e comincio a preparare la pasta. Dopo i piselli, Chris passa all’impasto che ho preparato mentre io scelgo dal mio iPod qualcosa di frivolo da ascoltare. Mentre le note di “Sono sexy e lo so” iniziano a risuonare per la stanza, sento un’energia rigenerante.

Chris decide di fare la pizza per tutti, Christian, Collins e i nonni che devono arrivare, così prepariamo dei formati mini con una serie folle di guarnizioni. Guardando quello che sta preparando, so che il loro cuore si scioglierà. E’ così dolce, il mio bambino. Non posso trattenermi dal baciarlo su quella V che gli compare sulla fronte, a indicare quanto è concentrato.

Metto in forno metà delle pizzette preparate  e tengo da parte l’altra metà, per metterla a cuocere quando Grace e Carrick arriveranno. Il profumo della pizza che si sta cuocendo in forno e della mozzarella che si sta squagliando riempie la cucina e aleggia anche nella sala, è un profumo seducente e mi fa venire l’acquolina in bocca.

Mentre estraggo la teglia dal forno davanti a un impaziente Chris che mi tiene d’occhio, torna Christian, questa volta senza Taylor in agguato. La sua canotta nera aderisce al corpo sudato in un modo tale che mi fa venir voglia di morderlo. I pantaloni della tuta gli pendono sui fianchi in quel solito modo seducente, che invita a spingerli verso il basso. Sembra molto più rilassato e devo concentrarmi per mantenere calmo il mio respiro.

“Che profumo incredibile!” C’è un bagliore incerto nei suoi occhi mentre cerca il mio sguardo per capire il mio stato d’animo.

Rispondo con un sorriso riservato e altrettanto esitante: “Proviene dal lavoro creativo di tuo figlio”. Faccio scendere Chris dal bancone in modo che possa andare da Christian.

“Ti ho fatto qualche pizza papà!”, dice Chris mettendosi al fianco di Christian e prendendolo per mano. “Vieni, mangia con noi!”

E’ gratificante vedere che Chris ha abbracciato Christian con tutto il cuore e mi piace il modo in cui si stringe a lui: la sua mente infantile si rende conto che devono costruire il loro rapporto per compensare tutto il tempo perso.

“E’ fantastico, amico; hai fatto tutto da solo?”

“No, mi ha aiutato la mamma. Perché sei così bagnato?” chiede pizzicando con due dita la canotta di Chris.

“Sono andato in palestra a fare un po’ di boxe, devo andare prima a farmi la doccia?” Christian mi strizza l’occhio, divertito per l’atteggiamento di Chris.

“No, va bene, non puzzi.” La sua infantile concretezza è adorabile e fa ridacchiare sia me che Christian, sciogliendo la freddezza che ci teneva lontani.

Cerco di rilassarmi mentre mangiamo, ma l’orologio virtuale che ho in testa mi angoscia, presto sarà il momento di affrontare Grace e Carrick. Se da una parte non vedo l’ora di farla finita dall’altra preferirei evitare quell’incontro. Cosa penseranno mai di me!

“Sei stato grande, amico, grazie!” Christian bacia Chris sulla guancia mentre gli passa di fianco per infilare il piatto nella lavastoviglie.

Chris si crogiola nei complimenti di Christian e fa del suo meglio per impressionarlo ancora di più: “Abbiamo fatto un po’ di pizze anche per la nonna e il nonno”.

Christian avverte la nota di orgoglio nella sua voce e lo ricompensa con un po’ di attenzione in più, pronto a dimostrare che non dovrà mai lottare per l’approvazione di suo padre. “E’ stato molto gentile da parte tua, so che così li farai sentire i benvenuti.”

Il sorriso raggiante di Chris è la ricompensa per Christian e mi meraviglio di quanto perspicace lui sappia essere.

Mrs Taylor sarà di ritorno solo lunedì, così tocca a noi rimettere in ordine. Christian ne fa un gioco con Chris e così finiamo in fretta; si avvicina il momento dell’incontro faccia a faccia con i nonni, come l’ho chiamato nella mia testa.

“Oh, a proposito, mia madre ha detto che verrà anche Mia con loro, questo pomeriggio”. Me lo dice in maniera incidentale, come se mi dovesse dire che è una giornata di sole – a quanto pare non si rende conto dell’angoscia che mi stringe il cuore – mentre si allontana per fare la doccia.

Fantastico! Penso con sarcasmo, un altro Grey che adoro deludere.

Non molto tempo dopo Christian si unisce di nuovo a noi nella grande sala e Collins annuncia l’arrivo del trio. Ho fatto tutto il possibile per placare il mio nervosismo, mi sono cambiata d’abito, ho rifatto il trucco e ho intrecciato i capelli in un sofisticato chignon, cercando di cancellare ogni riferimento a quello che sicuramente potrebbe fare pensare ad una volubile Ana.

Con sua sbalordita irritazione, anche Chris ha subito lo stesso trattamento: lo ho lavato, spazzolato e cambiato, perché possa incarnare per l’occasione la figura del nipote modello.

Mentre aspettiamo, resisto alla tentazione di leccarmi le dita per lisciargli i capelli ribelli ma non a quella di rimettergli a posto i vestiti – ancora una volta – e lui si dimena irritato, ma il mio nervosismo non mi permette di fare diversamente.

Christian mi prende la mano mentre ci dirigiamo verso l’ingresso per incontrarli, il cuore mi batte nel petto come un tamburo mentre mi aggrappo a lui come se fosse l’aria di cui ho bisogno per respirare. Lui guarda le nostre mani e poi guarda me, e scorgo nei suoi occhi la solidarietà: “Andrà tutto bene”, mi rassicura.

Facile a dirsi per lui!

Grace è come al solito elegante e controllata; mi sorride calorosamente avvolgendomi in un grande abbraccio prima di spingere indietro le spalle per studiare la mia espressione: “Cara ragazza, sei meravigliosa, sono così felice di vederti!” Il suo sorriso affettuoso mi sorprende.

La stessa accoglienza me la riserva Carrick, anche se lui è un po’ meno espansivo, mentre Mia mi si butta al petto, eccitata: “Oh, Ana, quanto mi sei mancata!”

Huh??

Chris tiene entrambe le braccia strette intorno alle mie gambe: per timidezza si nasconde dietro le pieghe del mio vestito sbirciando i nuovi arrivati.

Quando Grace lo vede impallidisce e porta la mano alla bocca. Il suo respiro è soffocato, mentre nella sua mente riemerge il ricordo del piccolo Christian malnutrito e sporco che era arrivato a vivere con loro e lo confronta con Chris e il suo aspetto sano.

Carrick la prende per le spalle: senza dubbio condividono lo stesso ricordo, che la somiglianza di Chris con Christian suscita in loro.

Mia, che non può avere alcun ricordo di questo genere, rivolge a Chris un sorriso smagliante e  le brillano gli occhi mentre si inginocchia davanti a lui, quasi con reverenza. “Ciao” gli dice con un sussurro intimorito.

Il suo approccio fa uscire Chris da dietro la mia gonna; lui le fa un cenno di saluto con la mano, mordendosi il labbro inferiore – ancora incerto, ma curioso.

Mi accovaccio accanto a lui, “Questa è la sorella di papà, è la tua zia! Il suo nome è Mia”.

“Ma tu devi chiamarmi Mia, solo Mia, zia è per le vecchie signore noiose!”, interviene lei, dandogli scherzosamente dei pizzicotti sulla pancia.

Lui ridacchia cercando di schivarli e si nasconde dietro di me, iniziando a giocare a cucù.

Quando catturo lo sguardo di Mia, nei suoi occhi vedo un bagliore di sincerità: “E’  bellissimo, Ana, ottimo lavoro!”

La sua totale mancanza di rabbia nei miei confronti mi mette in difficoltà e avverto il disagio crescere alla bocca dello stomaco.

Mia si raddrizza e avvolge Christian in uno dei suoi abbracci totalizzanti poi gli dà un pugno sul braccio: “Sei un asino, sai!”

“Ciao anche a te, Mia”. Con il suo solito modo di comportarsi con lei, lui la guarda con indulgente divertimento.

Che cosa sta succedendo qui?

Ora che hanno avuto un po’ di tempo per ricomporsi, è il turno di Grace e Carrick di incontrare Chris. Con emozione ancora densa, si chinano entrambi al suo livello.

Carrick è il primo a parlare: “Ciao, giovanotto”, poi gli tende la mano; Chris esita solo per un istante prima di prendere la mano del nonno con entusiasmo, muovendo il braccio in su e in giù per godersi la novità di essere salutato come un adulto.

“Ciao”, risponde, oscillando da un lato all’altro. Quando vede il sorriso incoraggiante di Carrick, arrischia una domanda: “Il tuo nome è  nonno?”

Carrick getta indietro la testa esplodendo in una gran risata e infine rompe del tutto il ghiaccio.

“No, il mio nome è Carrick ma puoi chiamarmi nonno, se vuoi.” Fa l’occhiolino a Chris e prende la mano di Grace.

“E questa”, il suo sguardo caldo è allo stesso tempo confortante mentre guarda Grace, “è la tua nonna, Grace.”

Grace sta cercando di fare del suo meglio per mantenere un sorriso allegro, ma un’altra violenta ondata di sentimenti la soffoca. L’istinto prende il sopravvento e avvolge le braccia intorno al piccolo, impotente a combattere contro la marea delle emozioni che sale dentro di lei.

Sono intimorita e umiliata allo stesso tempo, vedendo con quanto amore hanno accolto Chris. Grace sta piangendo apertamente, stringendosi Chris al collo, accarezzandogli i capelli e baciandolo più e più volte. Guardo con emozione il titubante braccino di Chris intorno alle sue spalle che la accarezza dolcemente, per calmarla.

La diga che è servita a trattenere le mie emozioni nel corso degli ultimi cinque anni crolla improvvisamente, annullando tutte le mie difese mentre la commozione sgorga inarrestabile.

Il senso di colpa, la vergogna e il rammarico mi inondano, spazzando via tutto nel loro impeto potente e forzando le mie lacrime a rovesciarsi.

Riesco a malapena a respirare ed è solo per l’abbraccio forte di Christian che non cado a terra.

In quel momento il mio rammarico è talmente bruciante e vero che me lo sento bollato addosso. Come potrò mai spiegare? Traggo un respiro tremante, balbettando le mie scuse: “Io sono .. mi dispiace tanto”. So quanto pateticamente inadeguate siano le mie parole, non merito il loro perdono.

Grace solleva il viso rigato di lacrime e si alza con Chris in braccio; insieme a Carrick e Mia si spostano, ci circondano e ci troviamo tutti stretti in un abbraccio familiare.

Quando finalmente ci allontaniamo, le nostre emozioni si sono un po’ calmate e Chris è l’unico che riesce a parlare: “Puoi chiamarmi Chris”, dice, toccandosi orgogliosamente il petto col pollice.

Le sue parole alleggeriscono ancora di più l’atmosfera, il suo senso dell’umorismo ci fa sinceramente sorridere perché ci rendiamo improvvisamente conto che nessuno si è preso la briga di presentarlo.

Ci riuniamo tutti quanti nella grande sala, sedendoci per iniziare il cammino di recupero del nostro rapporto.

Offro da bere e scivolo in cucina per mettere nel forno le pizze di Chris. Quando inizio a preparare il caffè, Grace mi raggiunge. “Ana, è un bambino meraviglioso, hai fatto un ottimo lavoro con lui”. Siccome il complimento viene dalla madre di tre figli fantastici, il suo commento mi lusinga, ma ancora non riesco a cancellare dal mio intimo il nodo stretto di incertezza e sospetto che il loro caldo benvenuto suscita in me.

“Grazie Grace, lui è un tesoro e io lo amo infinitamente”.

Dopo un attimo di imbarazzante silenzio, comincia: “Cara ragazza, so che è difficile, e ancora più difficile è parlarne, ma per favore,” i suoi occhi inquieti cercano i miei, “non lasciare che il comportamento avventato di Christian ci divida. Lui sa di avere fatto un errore enorme, io sono così felice che alla fine sia tornato in sé. Se solo fosse venuto da me e mi avesse parlato, avrei potuto fargli capire come stavano le cose”. La sua mano si posa leggera sul mio braccio a sottolineare la sua sincerità, è solo che non ho idea di cosa stia parlando.

“Posso aiutarti con il vassoio, Anastasia?” ci interrompe Christian, prima che io abbia la possibilità di scoprirlo.

“Uhm, sì, certo. Grazie”. Faccio scorrere il vassoio sul bancone verso di lui perché lo possa prendere e per ragioni sconosciute arrossisco.

Ci guarda ad occhi stretti con il suo sguardo color ardesia, poi chiede aiuto a sua madre in modo che lei non ha altra scelta che seguirlo in sala.

Quando le pizzette sono pronte chiamo Chris e lui è ben felice di andare in giro con un piatto da portata, offrendo le sue creazioni. Il suo orgoglio è adorabile e tutti sono completamente entusiasti di lui. L’intera scena riscalda il cuore, e il mio cuore in particolare scoppia di gioia vedendo tutto l’amore che lo circonda; lui ha portato una grande felicità nelle loro vite.

Chiacchieriamo soprattutto di Chris e lui passa da un Grey all’altro, seduto sulle loro ginocchia a crogiolarsi, beato. Quando si parla della sua nascita Grace, da medico quale è, mi chiede tanti dettagli. Ogni tanto guardo l’espressione di Christian, che ascolta tutto con attenzione, ma quando racconto la storia del cesareo d’emergenza e devo parlare dei momenti in cui Chris è stato in pericolo di vita, l’orrore è evidente sul viso di Christian. Lui mi prende la mano, attirando l’attenzione di tutta la famiglia che fissa con stupore le nostre mani unite. Arrossisco e contemporaneamente rabbrividisco.

Mia mi viene in soccorso e mi racconta tutte le novità degli ultimi anni.

Lei ha aperto un piccolo ristorante che naturalmente è strepitoso, ma è ancora libera, “alla ricerca della persona giusta” dice scherzando, ma l’ombra che passa sul suo sguardo contrasta con il tono allegro delle sue parole. Mi chiedo cosa sia successo tra lei ed Ethan.

Accanto a me Christian raddrizza le gambe e si appoggia da un lato per ripescare il cellulare dalla tasca dei pantaloni. Ovviamente, è in modalità silenziosa. Dà un’occhiata allo schermo poi si allontana scusandosi, per rispondere in privato. A lunghi passi raggiunge velocemente la solitudine del suo studio.

Spero che si tratti di notizie utili a sventare la minaccia che incombe su di noi.

“Ana, lo so che è tutto molto nuovo, ma se mai hai bisogno di qualcuno che faccia da babysitter per questo piccolo angelo – per qualsiasi motivo – ti prego di ricorrere a noi”. Grace stringe con una calda stretta la mano che Carrick tiene appoggiata sulle sue ginocchia e i due si scambiano uno sguardo d’amore. “E’ passato tanto tempo dall’ultima volta che abbiamo sentito scalpicciare per casa i piedini di un bambino!”

Sorrido sinceramente, come potrei rifiutare? “Lo farò! Grazie”.

Quando Christian si unisce nuovamente a noi la tensione che lo agita è inequivocabile come è più che evidente che lui vibra di rabbia.

Oh caro!

Carrick coglie l’occasione: “Penso che per oggi abbiamo sfinito abbastanza questo piccolo uomo”, poi strizza l’occhio a Chris e gli fa il solletico spingendolo verso l’alto mentre tiene la mano di Grace.

Si alzano tutti in piedi e noto che Christian fa un cenno discreto di assenso a suo padre. Mia scosta a gomitate Grace, in modo da essere lei a tenere in braccio Chris fino all’ascensore ed è chiaro che ha assunto il ruolo di favorita, una zia che sfavilla per la gioia.

Con abbracci a tutti e con la promessa di incontrarci presto, tutti sono più a loro agio tranne me, che non sono ancora in grado di rimuovere la sensazione che c’è qualcosa di sbagliato.

Quando le porte dell’ascensore si chiudono con un fruscio Christian, agitato, si porta una mano tra i capelli e con l’altra si tormenta il naso. Il grigio dei suoi occhi gli conferisce adesso un aspetto tetro.

“Qual è il problema?” chiedo, sperando per una volta di non essere io.

“Possiamo parlare?” Abbassa lo sguardo su Chris e so che vuol dire “da soli”.

“Certo, gli troverò qualcosa da fare”; lui annuisce e si dirige verso il suo studio.

Io imposto per Chris un gioco sull’iPad e mi sento come un animale da macello mentre raggiungo Christian. Nella mia testa risuona una preghiera silenziosa, che lui non sia arrabbiato con me, almeno stavolta.

Busso cautamente alla porta aperta per avvertirlo della mia presenza e lui, galante come sempre, si alza in piedi fino a quando non mi siedo di fronte a lui.

“Ho bisogno di chiederti una cosa e tu devi essere completamente onesta con me, pensaci bene, si tratta di una cosa molto importante”, comincia senza preamboli.

“Va bene,” le farfalle della paura iniziano una danza lenta nel mio stomaco.

Tutta la mia apprensione circa il perdono dei suoi genitori mi abbandona improvvisamente.

“Hai mai parlato con qualcuno del mio, uhm … stile di vita?”

Scuoto la testa, questa è una cosa di cui sono certa: “A parte Kate, che – come già sai – ne è al corrente, non ho mai aperto bocca con nessuno.”

“Nemmeno Jose?” dice, torcendo la bocca al solo pronunciare quel nome.

“”No, Christian, mai, neanche una parola” e scuoto la testa per aggiungere enfasi alle mie parole.

Lui trae un lungo sospiro, crolla all’indietro e si passa una mano tra i capelli.

“Non è  stata Kate, uno scandalo su di me sarebbe uno scandalo per loro e lei non mi avrebbe mai tradito in quel modo”. E’ pensieroso, quasi stesse parlando a se stesso.

Kate potrebbe far parte di uno scandalo che coinvolgerebbe Christian? Christian si fida di Kate?

“Cosa sta succedendo?” il terrore mi invade.

“La telefonata di prima era di Welch. E’ stato informato da qualcuno che un “giornalista” ha ficcato il naso in un esclusivo club BDSM, di cui ho fatto parte, cercando di intervistarne i membri. E ha chiesto di me. Sembra che stia lavorando ad un articolo”. C’è una profonda amarezza nella sua voce.

“No!” Le mie dita corrono alla gola, “pensi che ci sia un collegamento col messaggio sulle pareti del tuo ufficio e il tentativo di entrare in casa mia?”

“E’ difficile dirlo, ma non può essere solo una coincidenza che tutto stia accadendo contemporaneamente.  Barney si è messo in contatto con il giornalista, fingendo di essere un socio del club per ottenere l’accesso al suo computer, ma la cosa strana è che lui non è chi dice di essere. Il giornale per cui afferma di lavorare non ha mai sentito parlare di lui e non c’è alcun riscontro che permetta di pensare che si tratti di un giornalista indipendente”.

“E allora? Sei riuscito a sapere di cosa è in possesso finora, o a individuare le sue fonti?”

Mi concentro per mantenere un tono tranquillo, a dispetto del mio cuore che batte forte.

“No, sto aspettando che Barney mi mandi una e-mail”. Tace per un attimo e poi mi sorprende, continuando: “Ci sono dei problemi nei negoziati con i coreani, ho intenzione di acquisire un impianto mal gestito di energie rinnovabili e una manciata di amministratori corrotti intendono votare contro la mia proposta di acquisto. Uno scandalo come questo consentirebbe loro di bloccare l’affare. La società fallirebbe, quegli amministratori disonesti butterebbero al vento milioni di contributi pubblici e migliaia di persone perderebbero il posto di lavoro”.

Mi sembra, e non per la prima volta, che lui porti sulle spalle una responsabilità enorme.

La responsabilità della vita di tante persone deve essere molto stressante, ma la pressione che lui subisce non sembra farlo vacillare. Quanto è ammirevole e quanto rispetto incute questo potente uomo, sexy da morire, che riesce a mantenere la serenità nonostante le responsabilità che gli gravano addosso.

“Corea del Nord o del Sud?” Chiedo sperando che me lo dica.

“Corea del Sud, a Seoul”, mi risponde, guardando pallido  verso il basso.

Restiamo in silenzio per un po’, rimuginando le ultime notizie.

“I membri di questo club, ti fidi di loro?” La mia domanda gli fa rivolgere lo sguardo verso di me.

“Sì, mi fido, avrebbero molto da perdere se parlassero, molti di loro sono persone di primo piano nel mondo degli affari. Mi interessa di più sapere da chi viene la soffiata. Questo è un club molto privato, non il tipo di cosa che puoi trovare nelle pagine gialle” la sua bocca assume un atteggiamento ironico “occorrono delle referenze per essere ammessi”.

Un ping segnala l’arrivo dell’e-mail che stava aspettando e lui si immerge nella lettura facendomi sentire di troppo.

“Fammi sapere se c’è qualcosa che posso fare per aiutarti. Adesso andrei a mettere a letto Chris”.

“Sì, certo. Mi dispiace, Anastasia,” scuote la testa come a  cancellarne l’angoscia che lo tormenta, scusandosi per essersi perso in questa vicenda, “certo, preparalo, verrò a leggergli una storia quando hai finito”.

Vado da Chris, lo porto in bagno e gli faccio lavare i denti, ma la mia mente è con Christian, la preoccupazione mi rode l’anima.

Chris riesce ad allontanare Christian dal computer per il tempo di raccontargli una storia e per quel breve periodo ci dimentichiamo del mondo esterno. Dopo molte coccole Chris finalmente si addormenta, rivolgendoci un sorriso felice prima di abbandonarsi al sonno.

Mi stupisce sempre il modo in cui Christian riesce a scindere i suoi sentimenti. So che lui è molto preoccupato per gli ultimi sviluppi, ma non lo si direbbe certo se lo si guarda quando è con Chris.

“Ci sono novità?” Chiedo una volta che abbiamo chiuso la porta e siamo tornati in sala.

“Non molte, no. Fino ad ora sembra essere rimasto a mani vuote, tranne per le informazioni di pubblico dominio, ma ha una lista di contatti; Barney incrocerà i dati per vedere se c’è qualche corrispondenza”.

Annuisco, un po’ disorientata per le sue risorse. “Posso versarti un bicchiere di vino?”

“Grazie, Anastasia”.

Riempio per entrambi un bicchiere e rimetto a posto la cucina mentre Christian si siede al bancone.

Sento il suo sguardo che mi segue e questo mi riscalda il sangue che si allarga in un bagliore roseo sulle guance.

Mi sento nuda ed esposta così rompo il silenzio facendogli una domanda che mi assilla: “Hai parlato di Kate prima; ovviamente, sei ancora in contatto con lei”. Sono troppo vigliacca per formulare una domanda diretta, così adopero un giro di parole in modo che lui possa comunque dirmi quello che non so.

“Kate e Elliot sono in Olanda da due anni e lì lavorano a una joint venture con l’Unione Europea e varie organizzazioni umanitarie per elaborare un progetto per la realizzazione di abitazioni ecologiche che possano essere prodotte velocemente in massa e possano essere spostate dove servono, ad esempio per essere utilizzate in campi profughi o in zone dove si siano verificati disastri naturali o cose di questo genere”. La sua mano fa un vago gesto onnicomprensivo.

“Wow, è fantastico.” Kate è un’altra persona che temo di affrontare: nella mia risoluta determinazione di nascondermi da Christian l’ho evitata come tutti gli altri. So che deve essere super incazzata con me, che ho deliberatamente ignorato la nostra amicizia. Spero che lei possa capire che non volevo mettere in pericolo la sua relazione con Elliot ficcandola in una posizione impossibile.

Lui mi guarda con aria interrogativa, avverte la mia mancanza di convinzione: “Ti sorprenderà che io e Kate siamo diventati amici. Dopo che tu ne sei andata lei era l’unico legame che avevo con te … ” la sua voce si affievolisce e lui si stringe nelle spalle, allontanando lo sguardo.

E’ dura sentire che la mia ex-migliore amica e il mio ex-marito hanno pianto l’uno sulle spalle dell’altro. Mi rendo conto di quanto ho sentito la sua mancanza, non ho mai pensato a lei come una ex-amica ma solo come una amica lontana.

“Hai l’aria stanca, Anastasia, vai a letto”. La preoccupazione nella sua voce mi tocca nel profondo del cuore, ma so che non significa nulla se non può accorgersi da solo di quello che rappresento per lui.

Faccio girare vorticosamente l’ultimo vino che è rimasto nel mio bicchiere e lo bevo d’un fiato: “Lo sono, hai ragione. Forse le cose andranno meglio domattina”.

Ieri sera mi sentivo fiduciosa, il nostro rapporto potenziale sembrava avere delle possibilità, ma stasera mi sento scoraggiata. “Buona notte, Christian”. Mentre cammino davanti a lui gli do una stretta sul braccio senza indugiare per vedere la sua reazione e procedo lungo il corridoio verso la mia stanza.

Mi sento un po’ meglio dopo il bagno e torno un attimo in cucina per prendere un bicchiere d’acqua – questa volta con il mio kimono di seta nera ben allacciato a nascondere gli slip:  non voglio correre rischi.

Le luci sono state tutte spente ad eccezione di quelle sul bancone della cucina; inoltre sotto la porta dello studio si intravede una striscia di luce. Mi verso un bicchiere d’acqua e lo butto giù in un colpo solo. Quando mi giro per tornare in camera trovo Christian in piedi dietro di me; faccio un sobbalzo e mi porto una mano al cuore per lo spavento.

Tiene in mano un foglio di carta e, nonostante l’oscurità, avverto l’intensità della sua rabbia. “Mi hai fatto paura”, dico a bassa voce, la bocca improvvisamente secca.

Lui sbatte il foglio sul bancone, sotto le luci, senza dire una parola.

Il mio sguardo si sposta velocemente da lui al foglio e di nuovo a lui, infine mi rendo conto che lui vuole che io legga cosa c’è scritto. Mi avvicino, scrutando le parole. Non riconosco il logo ma il disegno indica che si tratta di qualcosa che ha a che fare con la medicina. E’ una sorta di ricevuta con un elenco di spese, una sotto l’altra. Mentre scorro l’elenco i miei occhi si soffermano su una che è cerchiata in rosso e il respiro mi si blocca.

Lo sento dietro di me: “E’ per lui, Anastasia? Vuoi quel medico del cazzo?” Il suo tono accusatorio sembra quasi un ringhio.

Chiudo gli occhi per trattenere la rabbia che cresce, ma quando capirà? Mi giro e lo guardo negli occhi, senza vergogna, spavalda. “No”.

“Perché allora? Perché? Perché ti sei messa una spirale? “Il suo sguardo d’acciaio è fisso nel mio, inesorabile.

“Tu sei uno sciocco! Non capisci niente!” Distolgo con rabbia lo sguardo, consapevole del fatto che devo chiarirgli il significato e il perché di quello che ho fatto anche se ogni fibra del mio essere si ribella.

Il suo corpo mi blocca, e lui mi prende il mento e mi alza la testa per guardarmi meglio negli occhi. Sporgo il mento in segno di sfida: “Lo ho fatto per te!” Sputo fuori quelle parole che avrebbero dovuto essere romantiche.

I suoi occhi si allargano per lo shock prima che l’ombra pericolosamente malvagia della lussuria allontani la sua rabbia.

In meno di un secondo con una mano blocca le mie come in una morsa di ferro mentre con l’altra mi slaccia abilmente il kimono. Una mano rovente scivola sul tessuto morbido dei miei slip accendendo una scia di fuoco lungo il suo percorso. La sua bocca calda schiaccia con forza la mia, annientandomi. Mi morde e mi succhia poi trae un respiro e trova il modo di ringhiarmi con un sussurro delle parole che mi penetrano fino al cuore: “E’ questo quello che vuoi, Anastasia?”

I miei sensi stanno per esplodere, i miei neuroni sono come in fiamme e delle piscine di desiderio si formano tra le mie gambe. “Aaahh … sì.”

“Vuoi anche questo?” La sua mano fa scivolare giù dalla mia spalla le sottili bretelle rivelando un capezzolo eretto su un seno bianco come il latte. Le sue abili dita attenuano il dolore fisico del desiderio stringendomi il capezzolo tra le dita per poi afferrare il mio seno, massaggiandolo violentemente.

Posso solo respirare affannosamente sulla sua bocca, non sono più in grado di articolare un solo pensiero. Si spinge contro di me, dondolando i fianchi e preme la sua erezione contro il mio sesso.

Butto la testa all’indietro, cercando un po’ d’aria: il mio corpo non è più abituato ad una eccitazione  così forte, che mi annienta. La bocca avida di Christian si ferma sul mio collo: “E questo?”, mentre la sua mano scivola sulla pelle d’oca delle mie cosce e lui mi afferra il sedere per sollevarmi la gamba e appoggiarla sul suo fianco.

Il ringhio che emette quando la sua mano incontra la mia carne nuda, senza la barriera delle mutandine, manda il mio desidero fuori controllo. La sua mano si snoda rapidamente intorno al mio clitoride, inarrestabile e desiderosa di immergersi nelle pieghe rigonfie del mio sesso saturo di desiderio. “Ana”. Il suono è selvaggio – addolorato e torturato. Sento il suo corpo che si tende per poi fermarsi di colpo e stringermi in un abbraccio soffocante seppellendo la sua testa sudata nel mio collo e respirando a fatica.

“Che diavolo??!”

Mi scaglia lontano ed è come se fossi investita da una doccia di acqua ghiacciata, tutti i miei sensi si mettono in allerta. Mi aggrappo a lui con tutte le mie forze, mentre il mio respiro irregolare mi risuona nelle orecchie. Il nostro ricongiungimento e la promessa del nirvana spariscono di colpo mentre i battiti del nostro cuore rallentano.

Quando alza il viso verso di me mi accorgo che è angosciato.  ”E’ questo quello che vuoi tu?” gli chiedo con tono dolce, senza rendermi neppure conto di cosa è successo e di dove ci troviamo.

“Cazzo, Ana, io non lo so. Io non so cosa fare. Quando sono vicino a te perdo la testa”. Il suo tono è quasi supplichevole, implora il mio aiuto ma io non so cosa posso fare per nlui.

“Non puoi semplicemente cedere, ammettere che questo è quello che vuoi?”

“Sono terrorizzato Ana, non capisci? Che cosa cazzo succederebbe se tu lo facessi di nuovo? Se io vi perdessi entrambi? Stavolta non potrei sopravvivere”.

Cazzo, tutto si riduce a questo, al suo cuore spezzato. No, spezzato è poco, un cuore spezzato potrebbe ancora essere rimesso assieme, ma qui si tratta di avere perso del tutto la fiducia.

La sua onestà mi toglie il fiato. “E se potessi dimostrarti che non me ne andrò?” Finalmente mi si presenta l’occasione giusta e cerco di coglierla al volo.

Lui scuote la testa, gli occhi confusi e la fronte aggrottata, senza capire.

“Ho una cosa per te, una cosa che ho elaborato per te. Per piacere leggila, ti spiegherà tutto”. Aspetto il suo OK per correre verso la mia camera da letto a prendere la copia stampata del contratto.

Se neppure questo funzionerà non so cos’altro fare. Non credo che sarò in grado di insistere nel cercare di rompere la sua riluttanza.

Mi sono lasciata andare ad alcune sciocchezze per farlo sembrare autentico, ho anche sigillato la busta con la ceralacca rossa; mi auguro solo che lui non pensi che sia una stupidaggine. Entro nel suo studio, dove sapevo che mi avrebbe aspettata – il suo territorio – la sede del suo potere. Mi gira le spalle, perso nelle luci della notte d’inchiostro di Seattle.

Il mio cuore affonda quando lui si gira e posso vedere il suo volto impassibile, mentre il suo sguardo è sul chi va là.

Uh-oh. Uh-oh.

“Questo è per te,” cerco di ingoiare il disagio “si tratta di un contratto che io ho già firmato e contiene le cose che ti puoi aspettare da me”. Le mie parole hanno l’effetto desiderato perché vedo che lui riconosce quelle stesse parole che una volta ha utilizzato in modo efficace con me, per rompere la mia riluttanza.

Lui prende la busta e se la gira tra le mani, guardandola come se venisse da un altro mondo.

“Christian, questo è il momento, proprio qui, proprio ora. Questo è il momento giusto e io voglio che tu sia certo, che tu sappia che io scelgo te. Noi”. Il mio sussurro è carico di sentimento, spero che anche lui scelga me.

Questo è l’ultimo incoraggiamento di cui lui ha bisogno per sedersi e aprire la busta.

Contratto tra Anastasia Rose Steele e Christian Grey.

Questo contratto è stato stipulato da Anastasia Rose Steele (di seguito: “la fidanzata” e Christian Grey (di seguito: “il fidanzato”) il ……………………………….

La fidanzata si impegna a mantenere le seguenti promesse in modo vincolante così da offrire al fidanzato la pace della mente e la certezza romantica di una relazione seria.

Questo contatto serve a stipulare i seguenti patti:

1. La fidanzata sarà sempre onesta con il fidanzato e comunicherà apertamente con lui al fine di permettergli una chiara comprensione dei suoi bisogni, desideri ed emozioni.

2. La fidanzata si impegna a non interrompere mai questo rapporto per nessun motivo se non per l’espressa volontà del fidanzato.

3. La fidanzata si impegna a consultare uno specialista scelto dal fidanzato per risolvere le sue insicurezze e si impegna a mettere in atto tutte le iniziative ritenute necessarie da detto specialista, al fine di superare queste insicurezze.

4. La fidanzata sarà tenuta a rispettare l’uso da parte del fidanzato di una “safe word” di sua scelta, quando lo dovesse spingere al di là dei limiti che lui ritiene accettabili.

5. La fidanzata obbedirà sempre e compiutamente al fidanzato, tranne quando lui sarà invadente e irragionevole.

6. La fidanzata promette di sottomettersi alle richieste del fidanzato, tranne quando lo ritenga necessario.

7. La fidanzata mangerà più spesso e nel modo più sano che le è possibile, ma il fidanzato non deve considerarlo come una colpa se non riesce a farlo in ogni occasione.

8. La fidanzata si impegna a dormire in maniera regolare ma se non sarà in grado di farlo, il fidanzato sarà comprensivo.

9. La fidanzata accetterà con gioia ed entusiasmo qualsiasi dono il fidanzato voglia farle, che si tratti di abiti, gioielli, automobili o qualsiasi altra cosa che lui ritenga opportuna.

10. La fidanzata si impegna a un regime di esercizio fisico di scelta del fidanzato per tre ore alla settimana, a condizione che abbia il tempo necessario per la cura del figlio.

11. La fidanzata si sottoporrà a tutti i trattamenti estetici ritenuti necessari dal fidanzato senza lamentarsi.

12. La fidanzata si impegna a rispettare il desiderio del fidanzato di tenerla al sicuro, accettando tutto quello che lui proporrà a tal fine, per aiutarlo a fidarsi di lei.

13. La fidanzata si impegna a non avere alcuna relazione con persone diverse dal fidanzato e si rende conto che il suo comportamento ha dei riflessi diretti sul fidanzato.

Il mancato rispetto di uno dei suddetti punti comporterà una punizione immediata, la cui natura sarà decisa dal fidanzato.

Il presente contratto è disciplinato dalle leggi del nostro rapporto.

Dichiarazione di chiusura e definizione dello spirito di questo contatto:

Christian Grey, io ti amo e voglio rappresentare per te tutto quello di cui hai bisogno,voglio essere la tua salvezza e il tuo tutto. Io sottoscrivo questo contratto con gli occhi ben aperti e consapevoli, accettando tutto quello che comporta lo stare con te. Permettimi di amarti. Con questo io ti consegno il mio cuore, senza riserve, perché mi fido di te. Ho rotto la mia promessa di matrimonio una volta per motivi che allora ritenevo altruisti ma ora rinuncio pienamente e completamente, senza alcun dubbio, al mio diritto di andarmene. Con questo spero di mostrarti la mia assoluta fiducia nel nostro futuro.

Firme dei soggetti coinvolti:

Anastasia Rose Steele Christian Grey

Mentre la sua testa è china sul contratto, concentrata, il silenzio mi fa quasi male alle orecchie. Mi sento eccitata ma non voglio distrarlo. Passano lunghi minuti, che non servono certo a tranquillizzarmi. Quando alza finalmente la testa, sento come un pugno nello stomaco e un forte bruciore nella gola secca.

Di tutte le espressioni che immaginavo potesse assumere, l’incredulità sbalordita era l’ultima che mi sarei aspettata: “Tu pensi … che io ti voglia … come la mia fidanzata?”

 

5 thoughts on “Capitolo 15

  1. carla says:

    oh dio oh dio oh dio meraviglioso non vedo l’ora per i prossimi due sono quelli che aspetto da quando ho iniziato a leggere questa storia che amo cosi tanto!!!monique sei straordinaria!!!paola io ti ringrazio infinitamente per il tuo lavoro sublime oooh non vedo l’ora per i prossimi ogni giorno appena sveglia accendo il pc x vedere se c’e un nuovo capito grazie grazie grazie!!!

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    • Monique Lain says:

      Hi Carla, thank you for the comment, I’m so happy you like it! Paola has gone on a little holiday so she’ll only be translating when she’s back again. I’ll post as soon as I get it and I’ll announce it on the front page so you’ll know.

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  2. marina says:

    che dire….meravigliosi…..avevo già letto in inglese, ma poi quando leggo le traduzioni di Paola, è ancora più bello!!! Monique sei davvero straordinaria, la tua fantasia e il tuo modo di scrivere lasciano sempre senza fiato!! Anch’io aspetto i prossimi capitoli e so già che leggerli in italiano sarà fantastico. Paola mille volte grazie per il magnifico lavoro che stai facendo e per averci fatto conoscere Monique!!

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  3. Val says:

    Non ho saputo resistere e ho dato una letturina ai capp 16 e 17 in inglese….senza parole e senza fiato! Brava Monique!!
    Adesso aspetto di godermeli in italiano.

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