Capitolo 20

Io resto senza fiato e spalanco gli occhi per la sorpresa, sgomenta, a bocca spalacata: “Sposarci? Stasera? Ma … ma … che dire …?”

La mia mascella scatta improvvisamente e la sua espressione dolce e gentile si cancella all’istante, mentre nei suoi occhi infuria di nuovo la tempesta. Mi si rizza ogni pelo sul corpo e mi metto a tremare, nonostante il calore nella stanza. Il comportamento di Christian diviene gelido, ben al di sotto dello zero.

Oh merda, è pazzo!

Lo guardo con il timore che mi annoda lo stomaco, vorrei spiegargli cosa provo ma capisco che sta per esplodere. La voce roca esprime il suo disprezzo: “Che cosa c’è, Anastasia?” Aspetta la mia risposta piegando la testa con un movimento rapido e deciso mentre la rigidità della sua schiena rivela la tensione che lo sta prendendo.

E’ una cosa talmente inaspettata quella che mi ha appena rivelato – di punto in bianco. Vorrei poter scendere dal suo grembo e mettere una certa distanza tra di noi in modo da potermi schiarire le idee, ma la sua salda presa sul retro del mio collo mi impedisce di muovermi.

Avevo dimenticato che ha bisogno di gestire lui le cose, so che ho bisogno di risolvere questa situazione – in fretta, ma ora che siamo arrivati al dunque ho bisogno di pensare. “E’ … ah … solo improvviso”. Sono felice di accorgermi che la mia risposta appena borbottata e la palese paura nei miei occhi aprono un varco nella sua rabbia e capisco cosa in realtà sta provando: io lo ho ferito ancora una volta.

Oh no!

“Perché dovremmo aspettare? Pensavo che tu sapessi quello che volevi. Non abbiamo perso abbastanza tempo?” La rabbia rende le sue parole mordaci e minacciose.

Per fortuna torno in me in fretta e furia – l’amore che provo per lui mi soccorre. Prendo il suo viso tra le mani e con i pollici gli accarezzo le guance. “Ti amo e so quello che voglio, ma ci sono altre persone coinvolte, non possiamo scappare senza dirlo a nessuno”. I miei occhi cercano i suoi, per rassicurarlo il più possibile sulle mie intenzioni.

“È solo per questo che disapprovi?” Mi guarda attraverso le palpebre socchiuse, non del tutto convinto.

“Sì” gli dico con fermezza, aggiungendo un tenero bacio sulla sua bocca adorabile.

“Bene,” dice pensieroso, “allora andremo a Las Vegas – stasera” Ora ha un sorriso malizioso  e nei suoi occhi appare una scintilla provocante: si sente ancora una volta estremamente sicuro di sé.

“Ma …” Non ha sentito quello che ho appena detto?

“Calmati” mi interrompe; la fermezza del suo tono mi ricorda quanto era irritato poco fa. Preme l’indice contro le mie labbra per zittirmi, con un chiaro avvertimento nei suoi occhi: “Credi davvero che avrei preso una decisione del genere senza pensare ai nostri cari?”

“Non capisco. Cosa vuoi dire?” Aggrotto la fronte: lo so, ho sentito quello che ha detto, ma non riesco a capire. I nostri cari non possono essere che le nostre famiglie – giusto?

Sembra un po’ imbarazzato quando stacca lo sguardo dal mio. “Ieri sera, quando stavo venendo qui, quando ho dovuto chiamare i miei genitori per chiedere loro di prendersi cura di Chris per la notte, ho detto che se le cose fossero andate a modo mio ci saremmo sposati mercoledì – al massimo”.

Sembra che io fossi una conclusione un po’ scontata.

La mia tensione si allenta, di tutte le cose avventate e presuntuose che poteva fare … vorrei disperatamente sapere, però, che reazione hanno avuto Carrick e Grace alla notizia ma c’è una cosa che mi preme ancora più di sapere: “… e i miei genitori?” chiedo con un sussurro trepidante di panico.

“Non li ho chiamati la scorsa notte” la sua voce si abbassa e lui incentra ancora una volta la sua attenzione su di me, che sento il corpo afflosciarsi con sollievo, uff! Dopo un attimo, continua: “Ma li ho chiamati questa mattina”.

Per fortuna questa volta mi permette di saltare giù dal suo grembo, percheé mi prende un attacco di panico: “Perché l’hai fatto? Ray è così arrabbiato con me e mia madre è appena riuscita ad accettare quello che ho fatto. Non sono ancora pronti per un matrimonio! Che cosa hanno detto? Che cosa hai detto loro?” le domande mi escono spontaneamente dalle labbra e aspetto una risposta. Ho perso ogni filtro tra bocca e cervello ed è sparito del tutto anche il rilassamento post coito.

Stringo i pugni mentre Christian stringe i denti, posso vedere il fastidio e la rabbia che montano dentro di lui. Ci guardiamo in cagnesco, entrambi con gli occhi stretti per l’ira.

La sua risposta è stringata, il che indica che sta cercando di mantenere il sangue freddo: “Se ti calmi solo per un attimo possiamo parlare come persone razionali. Non pensare che io non ti prenderei sulle ginocchia, se proprio mi costringessi a farlo, e credimi se ti dico che stavolta non sarebbe piacevole”.

La sua minaccia ottiene un duplice risultato: in primo luogo mi lascia decisamente stordita e in secondo luogo mi sento lasciva – bagnata, con un bisogno disperato di lui e delle sue mani che prudono. Che diavolo c’è di sbagliato in me? Per ovvi motivi sono determinata a evitare di mostrargli quest’ultima reazione, in particolare alla luce di quello che mi ha appena confessato. Spero solo che possa attribuire il mio rossore alla rabbia. “Io sono tranquilla,” grido, mostrandogli che in realtà non lo sono affatto, “e tu non oseresti tanto!” La mia mano vola al petto, chiudendo insieme i lembi dell’accappatoio nel tentativo vano di dimostrare la mia apprensione.

Ma, ahimè, lui mi conosce troppo bene e il Christian dal carattere mutevole mi toglie nuovamente il fiato: si alza e si gira verso di me, con gli occhi improvvisamente bramosi, e mi parla con voce melliflua, mandando alle stelle  le mie palpitazioni. “Francamente è stato un gioco da ragazzi, sono rimasto sorpreso anch’io, ma poi …” mi inchioda con uno sguardo intenzionale, “forse sanno ciò che è meglio per noi e per Chris”. Lui libera l’accappatoio dalla presa delle mie dita, senza mai distogliere gli occhi da me.

Accidenti a te, corpo perfido e traditore! Da che parte stai?

“Loro sono d’accordo?” penso di sembrare incredula, ma finisce che ancora una volta dò il via libera a quello che sto cercando a fatica di nascondere. Mi sforzo disperatamente di reprimere il desiderio crescente, cercando di concentrarmi.

Avevo così tante domande da fargli, dove sono finite ora?

Mi mordo le labbra e lui emette un brontolio profondo che gli muore in gola. Abbassa la testa e mi libera le labbra dalla morsa dei denti, prima di baciarmi con dolcezza sulla bocca. Le sue mani trovano la loro strada dentro l’accappatoio che sento scivolare sulle spalle perché lui lo spinge indietro, aprendolo.

Oh no, non farlo!

Nonostante io sia così stordita, ho ancora bisogno delle sue risposte e c’è ancora da risolvere la questione dei suoi genitori, che credono che sia stato Christian a cacciarmi e non io ad andarmene. Faccio un passo indietro  ma lui ne fa uno avanti – con un malvagio barlume famelico nel profondo del suo sguardo. Il mio seno è quasi completamente denudato, i bordi dell’accappatoio coprono appena i capezzoli e quando lui abbassa gli occhi con uno sguardo voglioso non mi lascia alcun dubbio sulle sue intenzioni carnali.

Mi schiarisco la gola e cerco di trasfondere un po’ di autorità nel mio tono per mostrargli che faccio sul serio, per poi ripetere la domanda: “”Che cosa ti hanno detto?”

“Sei così arrabbiata, Anastasia, mi stai facendo impazzire. Vuoi davvero parlare di questo, vuoi farlo proprio ora?” Abbassa lo sguardo  e con un sorriso ambiguo sfoggia il suo orgoglio per un’altra erezione, frugando impetuosamente con le mani tra le pieghe della mia veste.

Io mi infilo per bene l’accappatoio e annodo la cintura:”Sì!” dico con voce strozzata; ha ragione, sono veramente arrabbiata.

La sua espressione incredula è seguita da un broncio sensuale ma alla fine cede: “Hanno detto che erano felici che abbiamo risolto i nostri problemi. Mi hanno chiesto di aspettare per il matrimonio ma io ho rifiutato spiegando che non volevo perdere altro tempo, e alla fine hanno deciso di venire al matrimonio”. Si stringe nelle spalle, aspettando la mia reazione.

“Questo è tutto?” Non posso credere che sia riuscito davvero ad affascinare mia madre e soprattutto Ray.

“Più o meno.” Lo sguardo di Christian si fa nuovamente rovente e inizia a lasciarmi lungo la mascella e sul collo una scia di baci che mi intorpidiscono tanto che devo combattere per rimanere padrona di me stessa.

“E i tuoi genitori?” Si ferma e gira di scatto la testa, intravedo nei suoi occhi un lampo che non saprei definire.

Io non voglio farlo arrabbiare, ma mi rifiuto di sposarmi con questa spada di Damocle che mi incombe addosso. Sarebbe molto peggio se scoprissero la verità dopo il nostro matrimonio.

“Non c’è niente da dire, sanno benissimo che cosa sono stati per me questi ultimi cinque anni, credo che si sentano sollevati”. Ha assunto un atteggiamento caparbio e mi sembra essenziale e stanco.

Sono restia a confrontarmi con lui su questo problema; anche se mi rendo conto che non vuole dire di più, insisto: “Ma c’è qualcosa da dire, oppure non c’è, Christian?”.

Lui scuote la testa – molto lentamente, lanciandomi un avvertimento silenzioso che non potrebbe essere più chiaro neppure se me lo urlasse. Mi sento indebolire sotto il suo sguardo di granito e il suo atteggiamento ostinato mi fa chiaramente capire che è arrabbiato – Fifty non è contento.

Metto assieme ogni grammo della mia volontà, sarebbe così facile fare come vuole lui e non parlarne mai più – accettare il regalo che mi offre e sperare che la verità non venga mai a galla – ma io non voglio rischiare.

Prendo le sue mani tra le mie e, date le circostanze, sono ben felice che me lo lasci fare. L’adrenalina si è placata e riesco ad affrontarlo con freddezza: “Non posso sposarti senza dire ai tuoi genitori la verità. So che hai mentito per proteggermi, so che hai detto loro che sei stato tu ad abbandonarmi”.

Sembra impietrito e lontano, così aggiungo: “Tu sai di avere mentito”. Lui chiude gli occhi e si passa una mano sul viso per poi farsela scivolare tra i capelli: “Lascia perdere, Anastasia. Che importanza ha?” e infine incrocia le braccia al petto, sulla difensiva.

In un primo momento io sono colpita dal suo tono desolato – perché lui ha perso il suo spirito combattivo, e la cosa sarebbe abbastanza scioccante se io non ripensassi alla prima parte di quello che mi ha detto …

Cazzo! Lui sa quello che ho detto ai miei genitori e a Jose quando me ne sono andata, abbandonandolo, sa quello che ho detto per guadagnarmi il loro aiuto e il loro silenzio.

Il mio cuore si mette a palpitare e il mio respiro diventa affannoso. Il sangue che mi aveva fatta arrossire viene sostituito improvvisamente da un gelo tale che addirittura brucia: “Come hai fatto …”

Il suo cipiglio e la torsione sarcastica della bocca mi dicono silenziosamente “Ti prego, lascia perdere”, ma io non rinuncio alla mia domanda, così alla fine si vede costretto a rispondermi: “Ho capito. Ma in quale altro modo avrei potuto fare?”

Troppo umiliante per lui, cazzo! Stavo per dirglielo, stavo solo aspettando il momento giusto e mentre lo penso mi rendo conto di come è inutile. Stupida!

Adesso è troppo tardi – mi avverte il mio subconscio.

Christian vede la mia reazione e mi prende tra le sue braccia subito prima che le macchie nere che mi ballano davanti agli occhi mi lascino nel buio totale, mentre le mie ginocchia cedono e le mie orecchie si chiudono facendo sembrare tutto molto distante: “Respira, Anastasia!”

Le sue parole mi trascinano indietro e inghiotto l’aria come se fossi stata sul punto di annegare.  Quando il mio cervello è di nuovo saturo di ossigeno mi distende sul divano e va a prendermi un bicchiere d’acqua. Mentre ritorna, mi accorgo che il suo volto è una maschera di preoccupazione e determinazione.

Prendo l’acqua con gratitudine; mi sento un po’ meglio ma l’imbarazzo mi fa arrossire: stavo per svenire, e la cosa mi fa arrabbiare con me stessa.

Lui si inginocchia sul pavimento, accanto a me, e mi allontana i capelli dal viso. I suoi occhi sgranati sono segnati dalla paura per quello che è appena successo: “Stai bene?”

Scuoto la testa, so che il mio sguardo deve essere appannato mentre il rimorso mi attanaglia – appiccicoso, soffocante, insopportabile. “Mi dispiace, io non sapevo che altro fare”.

“Questo è il motivo per cui cercavo di dimenticare, non ne abbiamo passate abbastanza? Possiamo solo andare avanti dimenticando quello che è successo, e per quanto i miei genitori possano essere preoccupati …” abbassa gli occhi, alzando le spalle, “sapevo che tu eri preoccupata all’idea di incontrarli di nuovo e quando quell’articolo è apparso sul Miami Herald, forzandomi la mano, ho fatto quello che pensavo fosse meglio per noi”.

Alza la testa e mi guarda intenzionalmente, con i suoi occhi luminosi e sinceri: “Io non potevo permettere che qualcosa si frapponesse tra noi, anche se non ero ancora pronto ad ammettere che ti volevo”.

Adoro il fatto che abbia consapevolmente deciso di cercare di aiutarmi, per spianarmi la strada con i suoi genitori, ma non posso assolutamente permettere che continuino a credere a questa menzogna. “Oh Christian, io ti amo”, poi mi lascio scivolare giù dal divano per abbracciarlo. Con una mano gli accarezzo i capelli e gli premo la testa contro il mio collo, mentre con l’altra lo stringo a me.

Lo sento espirare, sollevato, per poi ricambiarmi e schiacciare il mio corpo al suo. “Grazie per pensare sempre a me e al mio bene, ma lo sai che non posso permettere che continuino a pensare che mi hai lasciata a causa di Chris”. Mi divincolo dal nostro abbraccio e cerco i suoi occhi: “Non è la cosa giusta da fare e ho già combinato abbastanza guai”.

Per un attimo sembra che lui abbia intenzione di discutere, ma poi cede e il suo sguardo si addolcisce mentre la rabbia svanisce. “Non manchi mai di sorprendermi, un momento sembri vulnerabile e l’attimo dopo mostri invece di essere così coraggiosa”. Il suo tono mi incute soggezione e guardo a terra, improvvisamente intimidita. Il mio rossore che aumenta e il mio sorriso schivo dimostrano che le sue parole mi hanno commossa.

Lui mi fa sollevare la testa posandomi una mano tra i capelli: “Amo quel rossore, non nasconderti da me”. Mi costringe a muovermi, trasformandosi nel Christian Dominatore, e questo fa sì che i miei neuroni partano in ogni direzione mentre la pelle mi prude addirittura, per la consapevolezza della sua presenza. La mia bocca si apre in un sussulto involontario, ma le sue labbra lussuriose la bloccano con un caldo bacio.

In un attimo il nostro legame si intensifica, cresce feroce come un fuoco alimentato dal vento, annullando ogni pensiero e ogni riserva finché diveniamo solo bocche e mani e gemiti di piacere. Questo bacio potrebbe da solo provocarmi un orgasmo.

Un rapido bussare alla porta ci fa sobbalzare, ansimanti, con le labbra gonfie e il battito del cuore accelerato. “Smettila di discutere”. Il tono roco della voce di Christian mi fa aumentare il tremore tra le gambe. Tutto quello che posso fare è guardarlo con gli occhi spalancati e annuire in cenno di assenso – il mio corpo è quasi impazzito per l’interruzione del nostro contatto.

Lui mi solleva dal suo grembo e si alza in piedi, con un movimento atletico  – mi viene subito in mente quanto bene lui sappia servirsi di quel suo corpo mozzafiato. “Vegas. Stasera. O ti costringerò a mettere la parola “obbedire” nella tua promessa”, borbotta rivolgendomi uno sguardo severo prima di dirigersi verso la porta.

Non ho dubbi che potrebbe costringermi a farlo, soprattutto se ha intenzione di continuare a torturarmi con baci del genere.

Un attimo dopo, mentre sono ancora in attesa che i miei ormoni si plachino, sento il riservato saluto di Taylor: “Miss Steele”.

Sono ancora seduta sul pavimento e devo alzare lo sguardo per vederlo: “Salve, Taylor”. Il mio sorriso si blocca di colpo quando mi accorgo che lui abbassa la testa in modo da non incontrare il mio sguardo.

So che è arrabbiato con me, ma questa è semplicemente maleducazione!

A questo punto, però, stupita dall’improvviso interesse di Taylor per le sue scarpe, guardo Christian, che ha un cipiglio arrabbiato e tiene gli occhi incollati al mio seno. Quando abbasso lo sguardo, ancora confusa, capisco il perché: il mio accappatoio è pericolosamente aperto e copre a malapena le mie parti intime.

Mmhhh, tutta colpa di Mr Supersesso e delle sue abili mani …

“Ah!” Afferro la stoffa con le mani e la trascino sul seno, più in fretta che posso. “Mi dispiace” mormoro, con il viso in fiamme. Ora non potrei guardare Taylor negli occhi, neppure se lo volessi.

Christian appoggia un borsone di un negozio alla moda sul divano: “Taylor ti ha portato qualcosa da mettere. Preparati, tra poco ce ne andremo”; poi, senza aspettare la mia risposta, segue Taylor nello studio e chiude la porta.

Oh, sì, non ho nulla da indossare. Mi torna in mente che Christian che mi ha strappato di dosso il vestito rosso e stringo le cosce insieme, sperando di eliminare in questo modo il desiderio crescente. Spero che non sia arrabbiato, non è colpa mia se ero in queste condizioni, come può una donna concentrarsi in momenti del genere?

Mi alzo e mi dirigo verso il bagno ma mentre passo davanti allo studio sento che Christian è chiaramente furioso: “Come cazzo è potuto succedere?” La sua domanda è punteggiata da quelli che presumo siano pugni sulla scrivania. Mi fermo e cerco di ascoltare attentamente la risposta di Taylor, ma non riesco a sentire nulla.

“Dobbiamo fare chiarezza!” Posso solo immaginarlo con entrambe le mani tra i capelli ribelli: “Cazzo!”

Sono sollevata perché chiaramente non si tratta di me, a meno che non sia un nuovo sviluppo nella nostra situazione. Christian non si lascia andare a manifestazioni del genere per nessun motivo, può diventare così furente solo per me o per qualche minaccia che incombe sui suoi cari.

“Sì, tra un’ora.” Il suo tono è più misurato, ora, e mi rendo conto che la conversazione sta volgendo al termine. Corro a rifugiarmi in bagno, ma un filo di freddo disagio inizia a mordermi la coscienza.

Mi lavo i denti e scivolo nella doccia; in breve la cascata d’acqua mi fa rilassare e ho appena finito di insaponarmi quando sento scattare la porta della doccia dietro di me.

Le braccia di Christian mi avvolgono da dietro e lui immerge il naso tra i miei capelli bagnati. “Potrei stare a guardarti per tutto il giorno.” Le sue mani iniziano a muoversi sulle mie curve scivolose.

Appoggio la testa all’indietro, sulla sua spalla: “Stai bene?”, gli chiedo, sperando che lui sarà onesto con me e non mi nasconderà nulla.

Si irrigidisce e allora gli spiego: “Ti ho sentito urlare contro Taylor”.

“Ne parleremo dopo, te lo prometto, ma adesso voglio perdermi in te”. E’ tutto quello di cui ho bisogno per cedere alle sue mani e alla sollecitazione della sua erezione che mi preme contro la schiena.

Ok, forse c’è qualcosa che voglio di più …

Quando mi giro incontro il suo sguardo e sento le sue mani che scivolano sul mio corpo liscio. Prendo il bagnoschiuma e me ne faccio scendere un po’ sulla mano, in modo da poter ricambiare le sue carezze. Inizio muovendo le mani in lenti cerchi sul suo petto, godendo nel sentire che le mie mani scorrono senza problemi verso il basso sul suo solido corpo, raggiungendo i suoi muscoli addominali ben definiti.

Credo che lui apprezzi il fatto che mi dedico a lui perché le sue mani guizzano via e sento che si abbandona totalmente a me. Per trarre il massimo vantaggio possibile lo spingo contro le piastrelle fredde. Le mie mani non smettono un attimo di massaggiarlo e si spostano verso il basso molto lentamente. Mi concentro sulle sporgenze sexy sul lato dei suoi fianchi, poi sulle cosce dove posso veramente sentire l’acciaio dei suoi muscoli tesi.

Wow, tutto questo è così sensuale! Non posso credere che il signor Ipercontrollo mi permetta di fare questo. La mia dea interiore è fuori di sé dalla gioia.

Le mie mani e le mie dita si muovono su tutto il suo corpo, evitando però quei punti dove so che vorrebbe essere toccato e mi piace sentirlo gemere e risucchiare l’aria mentre finalmente raggiungo quelle zone che lo fanno impazzire. Ogni tanto prendo in mano la sua erezione e la accarezzo brutalmente, cogliendo il suo tacito suggerimento.

Lui tiene gli occhi chiusi e posso dire che è completamente immerso nelle sensazioni che il contatto gli provoca. Il mio cuore si gonfia d’amore quando mi rendo conto di quanta fiducia deve avere in me per permettermi di fargli questo. Il mio controllo sparisce del tutto non appena il mio bisogno di lui ha il sopravvento sui miei piani di seduzione e io cado in ginocchio.  Poiché non vede quello che sta succedendo, lui emette un suono gutturale, quasi un ringhio.

Riesco a sentire il suo corpo che si agita come se lo avessi scioccato con l’elettricità, le mani stringono i miei capelli e io appoggio la mia bocca calda su di lui.  “Cazzo, io non ho intenzione di venire, baby”.

Le sue parole mi colpiscono al cuore tanto profondamente quanto colpiscono il mio sesso: sono felice perché mi sta dimostrando la sua fiducia in me e sono intrisa di lussuria perché mi rendo conto che sta perdendo il controllo. Quasi senza rendermene conto lo prendo in bocca fino in fondo, più che posso, e un attimo dopo inghiotto il risultato viscoso del suo piacere, mentre lui viene nella mia bocca.

Christian mostra il suo apprezzamento alzandomi e infilandomi la lingua in bocca. Il suo bacio è aggressivo e affamato e tocca a me, adesso, di essere spinta contro il muro. Con una mano prende il mio seno, lo massaggia e lo stringe, con l’altra accarezza tutto il mio corpo. Ansimiamo l’uno nella bocca dell’altro quando lui affonda senza sforzo un dito in me. Mi infila dentro un altro dito e con il pollice preme sul mio clitoride.

Gli conficco le unghie nella schiena e mi muovo convulsamente sotto le sue spinte, provando una sensazione tanto intensa da provocarmi immediatamente un orgasmo.

Il nostro respiro accelera, lui poggia la fronte contro la mia e mi prende tra le mani il viso, ma io sono troppo debole per fermarlo. “Ana”, mormora – è quasi addolorato, è stato preso da un’emozione così forte che gli mancano le parole. Lo so perché provo anch’io le stesse emozioni.

Cazzo! Wow!

Sorrido e scuoto la testa, abbiamo condiviso un momento incredibile ed è chiaro che lui vorrebbe un secondo round.

Christian sorride quando vede la mia reazione e alza le sopracciglia in modo provocante: “Non ne ho mai abbastanza di te”. Io mi faccio indietro, contenta che lui sia felice ma perplessa perché non so se riuscirò a reggere un altro round con Mr Insaziabile.

Lui ride e mi bacia dolcemente. “Io non esiterei a farti venire di nuovo, ma purtroppo non ne abbiamo il tempo. Il nostro aereo parte tra quaranta minuti”. Mi gira prendendomi per le spalle e mi sculaccia giocosamente mentre esco dalla doccia. “Sbrigati, dai”.

Ci vestiamo e io mi asciugo i capelli. Christian infila rapidamente le nostre cose nella sacca e quando è sicuro che lo sto guardando fa cadere nel cestino, con grande scena, il vestito rosso che mi ha strappato di dosso. Soddisfatto, esclama “Ecco fatto” e si strofina le mani per poi rivolgermi un sorriso a 32 denti.

Posso solo ridere. In un attimo è al mio fianco e mi prende la mano, stringendola: “Non vedo l’ora di chiamarti di nuovo Mrs Grey”. Bacia il dorso della mia mano e io mi sciolgo: lui è così vivace, il suo entusiasmo è così contagioso e io mi sento entusiasta per il nostro matrimonio. So che tutto quello che ha programmato sarà speciale, ma io sto bruciando dalla curiosità.

“Anch’io non vedo l’ora che tu lo faccia”. Alle mie parole, lui mi strizza l’occhio e mi sorride, poi usciamo dalla suite. In ascensore ci sbirciamo l’un l’altro come due idioti e la cosa mi fa sorridere; lui mi tira più vicino a sé e mi mette un braccio sulle spalle.

Troviamo Taylor in attesa sul marciapiede: dai suoi occhi traspare la tensione ed è evidente che è irrigidito. Apre la portiera e io gli rivolgo un breve cenno prima di entrare in macchina, ancora imbarazzata perché mi ha appena vista quasi nuda. Saluto Brandon che occupa il sedile anteriore del passeggero.

“Mr Grey, Miss Steele” annuisce all’indietro, verso di noi, e avverto subito una forte tensione.

Taylor si mette alla guida e l’Audi si inserisce immediatamente nel traffico. Christian mi tiene saldamente la mano ma lo sento scivolare via da me e immergersi nei suoi pensieri, ora che la nostra bolla d’amore è scoppiata. Sta guardando attraverso il finestrino, perso nel suo mondo.

Sono ben determinata a non essere lasciata all’oscuro di quello che sta accadendo, e deve essere successo qualcosa di decisamente grave. “Che cosa sta succedendo, Christian?”

Lui guarda le nostre mani unite e poi me, e infine dice: “Non voglio dirti nulla, io non voglio che tu ti preoccupi”. Il suo pollice si muove avanti e indietro sulla mia pelle.

“Capisco, ma io non ho intenzione di essere tagliata fuori. Potrei fare delle stupidaggini, perché non so che cosa sta realmente accadendo”.

Lui sospira e, frustrato, batte un pugno sulla portiera prima di parlare: “C’è stato un altro incidente”. Sembra improvvisamente invecchiato perché il peso della situazione grava su di lui: “Se dovesse succedere qualcosa a te o a Chris …” Sento che rabbrividisce a questo pensiero.

E’ ancora riluttante a raccontarmi come stanno le cose, ma io non faccio marcia indietro, soprattutto adesso che mi rendo conto di quanto è preoccupato, e insisto: “Cosa è successo?”

“Brandon, vuoi passarmi la cartella, per cortesia?” Si sporge in avanti, tra i due sedili anteriori, e Brandon gli porge una cartella che lui prende per poi appoggiarsela sulle ginocchia. Ne estrae un foglio di carta che sembra un ritaglio di giornale e me lo porge.

Prima di prenderlo, lo guardo negli occhi e mi accorgo che il Fifty gioioso e amorevole è sparito – ha alzato di nuovo la barriera di protezione e anzi la ha addirittura rinforzata con sbarre d’acciaio.

Finalmente dò uno sguardo alla pagina e capisco subito di cosa si tratta. Sembra esattamente la foto che trovai nell’armadio di Christian quando ero andata alla ricerca della sua cravatta grigio argento. L’immagine è sgranata, ma è stata sicuramente presa all’interno della Stanza dei Giochi di Christian. A causa dell’angolatura è impossibile individuare con certezza chi sia l’uomo ritratto, ma io lo riconoscerei ovunque – non c’è alcun dubbio per me che sia Christian.

La donna è nuda, legata sulla panca della fustigazione, e ha le mani legate dietro la schiena e gli occhi coperti con una maschera. In bocca ha una palla-bavaglio. Anche se la si conoscesse, sarebbe difficile identificarla. Si scorgono delle linee arrossate sulle sue natiche e un’altra nella direzione del braccio alzato di Christian, che ha in mano un bastone sottile, pronto per il colpo successivo.

Il cuore mi balza in gola, l’ansia mi raggela mentre guardo la foto, che spiega la situazione meglio di mille parole. Solo dopo un po’ rivolgo la mia attenzione al resto della pagina: la foto era così che non mi ero curata di quanto c’era scritto sotto, anche se la didascalia, adesso, mi prende per la gola:

Le tante facce di Christian Grey: angelo o demone oscuro?

Il principe dell’industria verde sembra avere un lato oscuro. L’industriale multimiliardario e magnate degli affari Christian Grey tiene alla sua privacy più che a tutto il resto: una frase che lui ha ripetuto in molte occasioni e ora sappiamo il perché. Le nostre fonti ci dicono che il leader dell’industria verde negli Stati Uniti ha buone ragioni per proteggere la sua privacy: a quanto pare i suoi gusti personali sono molto particolari. Forse è per questo che sua moglie è scappata da lui non appena ha potuto. Le prime notizie della metropolitana – vi diciamo come stanno le cose.

Posso capire perché è preoccupato.

3 thoughts on “Capitolo 20

  1. nickygiu says:

    “His features remain closed – stony and remote, “I just repeated your lie.” –
    RIGHT TRANSLATE:
    “Sembra impetrito e lontano “HO SOLO RIPETUTO LA TUA BUGIA”

    Scusa Paola per l’appunto, ma la tua traduzione induce ad una errata interpretazione. 😉
    Sempre e immensamente grazie per il tuo lavoro!

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  2. NICKYGIU says:

    Grazie a TE Monique… sono un’attenta lettrice 😉 perchè AMO AMO AMO questo tuo CAPOLAVORO!

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