Capitolo 25

Che cosa?! Improvvisamente la seducente canzone in sottofondo di Adele, Make You Feel My Love, mi sembra stranamente fuori luogo e inappropriata.

Io spalanco la bocca, incredula. Arrossisco per la rabbia e le guance mi diventano roventi mentre lacrime di umiliazione stanno per spuntare dai miei occhi, improvvisamente rattristati. “Io … E’ stato …”

Io vacillo, lo shock mi impedisce addirittura di pensare, mentre lui mi aggredisce, urlando “Sputa la verità, Anastasia, dimmi tutto – ora!”

Respiro piano cercando di riprendermi, ma mi rendo conto che il vero Fifty non è mai lontano. Ho anche la sensazione che il modo in cui riuscirò a gestire questa situazione sarà importantissimo per il futuro: sono furibonda per il fatto che lui possa anche solo pensare che io gli abbia mentito ma, allo stesso tempo, sotto la rabbia ribollente, mi rendo conto che è stata la mia fuga a renderlo tanto insicuro di me

Nonostante mi senta così meschina, mi sforzo di imprimere sicurezza alla mia voce, così da apparire incrollabile e da comunicare con chiarezza il mio messaggio. “Christian!”: pronuncio volutamente con forza il suo nome, per ottenere la sua attenzione e per evitare che mi interrompa di nuovo.

“Tu non ammetti che io dubiti di te, perché invece ti comporti proprio così con me?” Lo guardo con acredine, ancora sconcertata per il rapido e violento cambiamento d’umore.

Prima che possa rispondermi, continuo: “Oltre ad essere stato il mio unico amante, tu eccelli nel fare l’amore, sei così esperto, al di là di ciò che è considerato normale”. Anche se cerco di mantenere la calma, non posso controllare la mia indignazione, che sta montando a dismisura, e gesticolo furiosamente. “Non pensi che sia proprio il tuo comportamento, a volte, a farmi sentire insicura di me stessa?”

La sua espressione cambia e sul suo viso affiora il dubbio, ma non è ancora pronto ad accettarlo e così rimane a guardarmi in silenzio, in attesa che io continui – per liberarlo dalla gelosia.

C’è una parte di me che vorrebbe punirlo, che vorrebbe lasciarlo arrovellare nella sua accusa oltraggiosa, ma un’altra parte preferisce risolvere il problema – e so bene quanto sono responsabile della sua insicurezza.

“L’ho letto in una stupida rivista femminile, dal dottore. Ho solo pensato che sarebbe stato divertente provare – per fare qualcosa di diverso, che fosse emozionante e nuovo per te”. Arrossisco per l’umiliazione e l’imbarazzo, poi abbasso gli occhi, ancora tremante per il brusco risveglio da quella che certamente era una performance stellare.

Una luce di speranza appare nel suo sguardo: “Così non hai fatto …, non hai mai …?” Il timbro della sua voce è titubante, vorrebbe credere a quello che gli dico ma non è ancora pronto ad avere fiducia in me, dopo quello che è sicuramente stato uno shock snervante.

“No!” Scuoto la testa per sottolineare la mia smentita, che suona più dura di quello che volevo.

Lui trae un lungo e irregolare respiro e, pizzicandosi il dorso del naso, con gli occhi chiusi, si passa una mano tra i capelli bagnati.

“Merda! Fanculo!” lui macina queste parole stringendo i denti, accennando con la testa, in modo aggressivo – la sua furia si rivolge verso se stesso. Con entrambe le mani si spinge indietro i capelli dalla fronte, gli occhi rabbuiati per il rammarico, con la bocca rivolta all’in giù – infelice.

“Mi dispiace tanto, baby. Cazzo!” dice, volgendo lo sguardo in lontananza e stringendo i pugni, frustrato. “La sola idea di te con qualcun altro …” scuote la testa, disperato, confuso. Posso vedere come il solo pensiero rigiri un coltello nella sua anima. Immediatamente vorrei consolarlo, ma il dolore per l’offesa che mi ha arrecato mi frena.

“Io sono un asino, mi dispiace. Mi dispiace così tanto!” Lui scivola fuori dal bordo della vasca e mi avvolge in un forte abbraccio, baciandomi i capelli. Il mio corpo è rigido fra le sue braccia, la tensione e l’ira mi hanno distrutta. Se anche si accorge del mio stato, lui lo ignora e mi abbraccia in un modo che mi fa sentire come il centro del suo universo.

Mi afferra le spalle, facendo un passo indietro per cercare il mio viso con il suo sguardo addolorato: “Questo è un mio problema. Non il tuo. Non mi hai mai dato alcun motivo concreto per non fidarmi di te, anche quando quel cazzo di medico ti stava addosso”.  I suoi occhi si allontanano dai miei, mi sembra incerto –  se non addirittura timido – come se fosse imbarazzato. “Forse, siccome non riesco tenere le mani lontano da te, non riesco a credere che per gli altri non sia la stessa cosa”.

Poiché i nostri sguardi si incontrano di nuovo, leggo nei suoi occhi la sincerità, la sua incandescente contrizione prima che mi prenda la testa tra le mani per stringersela al petto. Con queste parole lui riesce a penetrare la mia resistenza (sempre debole, quando si tratta di lui) e io lo abbraccio, per fargli capire che accetto le sue scuse.

Non riesco mai a rimanere arrabbiata con lui per lungo tempo e di fronte alle sue accorate giustificazioni mi sento semplicemente sciogliere, ma non prima di avere passato velocemente in rassegna il nostro rispettivo passato. Abbiamo ancora molto lavoro da fare ma Fifty non sarebbe Fifty se non avesse un paio di sfumature ….

Noi restiamo così per un tempo che mi sembra eterno, cercando di ripristinare la dolce connessione in cui ci sentivamo avvolti prima della sfuriata di Christian, quando all’improvviso sento un rimescolio nella mia pancia.

Sicuramente no! Penso, chiedendomi dove trova tanta resistenza,  non è che io voglia negarmi a lui – so che ha bisogno di questo per sentire che ancora una volta tutto va bene, ma io, in questo momento, sono ancora troppo tesa per lasciarmi andare alle sue attenzioni amorose.

Per fortuna lui è perfettamente in sintonia con me e, baciandomi di nuovo i capelli, borbotta, “ignoralo, passerà”. Come può essere così stupido un minuto e così attento e premuroso il minuto dopo?

Passa le mani su e giù per le mie braccia, che tremano: “Hai freddo, baby? L’acqua è calda, ma i nostri corpi nudi sono esposti all’aria fresca”.

Annuisco, stretta ai suoi muscoli pettorali, non volendo allontanarmi da quella fonte di calore delizioso che è il suo petto.

“Andiamo a scaldarci”, e con quella sua grazia innata balza fuori dalla vasca per porgermi il morbido accappatoio, un bozzolo di calore invitante, e legarmelo in vita: in buona sostanza, si prende cura di me con attenta riverenza, come se fossi una fragile bambolina.

Dopo avere indossato il suo, mi prende per mano e mi tiene stretta a sé.  Si ferma solo per spegnere le candele all’aperto poi mi porta dentro, nel sontuoso salone.

“Va meglio?” Strofina le nocche sulla mia guancia, e per me è chiaro che è preoccupato e rammaricato.

Annuisco, sorridendogli. Anche con un’espressione mesta lui è stupendo, anzi, forse lo è ancora di più del solito.

Mi schiocca un altro casto bacio sulla fronte, dicendomi: “Vado a noi prendere un’altra bottiglia di champagne e poi accendo il fuoco”. Inclina la testa verso sinistra, indicando il grande camino a due facce incassato nella vetrata, rivolto sia al salone che al patio.

Mmhhh, davanti al fuoco con Christian! La mia dea interiore sta saltellando su e giù, entusiasta alla prospettiva di fare l’amore in una cornice così romantica. Scommetto che lei ha ragione, dato che il rigonfiamento nel suo accappatoio è qualcosa che non posso ignorare.

Lui scambia il mio sguardo sognante per esitazione, “Ti ho stancata, Mrs Grey? Preferisci andare a letto?” Il suo tono gentile, i suoi occhi dolci e il suo sorriso malinconico mi fanno capire quanto vuole rafforzare quel legame che ci tiene ancorati emotivamente l’una all’altro. Nonostante il suo evidente desiderio, lui è sempre così desideroso di venire incontro alle mie esigenze, l’ironia della cosa è che mi fa venire voglia di fare lo stesso per lui. Forse sono più sottomessa di quanto abbia mai pensato.

Alzo lo sguardo, incontrando di nuovo il suo, ma lui cambia immediatamente umore non appena faccio scivolare le mani sotto il bavero del suo accappatoio, e avverto che il suo forte cuore accelera sotto il mio tocco. La mia espressione si ammorbidisce, addolcita da tutto l’amore che provo per lui, “Assolutamente no”, sussurro con voce rauca, dando nuovamente la vita ai suoi grandi occhi e placandogli il respiro. “Non sono ancora pronta per mettere la parola “fine” a questa serata “. Mi mordo il labbro, per trattenere la mia improvvisa fiammata di desiderio.

Il sensuale borbottio che emette in risposta si riverbera al mio interno e mi riscalda. Mi accorgo che deve usare ogni grammo del suo autocontrollo per trattenersi dal baciarmi. Con il suo timbro roco,  velato dalla passione, respira profondamente: “Suppongo che avrei potuto fare meglio se fossi stato più esperto”.

Come può scherzare sulla sciocchezza che ho detto prima, quando lo ho definito un  “pessimo baciatore” strambata nel bel mezzo di questa elettricità che mi lascia senza pensieri e senza fiato, ho bisogno di comprensione. Pur avendo raggiunto già due orgasmi sensazionali, quando le sue labbra si fondono con le mie sento un bisogno esplosivo di lui – la nostra attrazione si rafforza sempre più, amplificando la tensione a livelli stratosferici.

E’ eccitante e terrificante al tempo stesso, avere bisogno e voler e amare qualcun altro in questo modo. Dentro di me ho sempre paura che una intensità come questa possa arrivare a distruggere, ma proprio qui, proprio ora sono profondamente coinvolta, tutto il mio essere ne è permeato. Ho imparato molto tempo fa che è inutile combattere queste sensazioni.

Il bacio non dura abbastanza a lungo, Christian mi lascia andare e io sono come un coniglio dagli occhi di cerbiatto, catturata dai fari del suo sguardo sensuale. Immensamente soddisfatto del risultato, dice sorridendo: “Devo stare migliorando”. “Ora, che ne dici di quel drink, Mrs Grey?” e punta il dito in direzione del bar, godendosi con gli occhi tempestosi la trance in cui i suoi baci mi hanno fatta cadere.

Sbatto le palpebre un paio di volte e infine ritrovo la mia voce, “Uhm, sì, certo.” Ancora un po’ scioccata mi dirigo al bar in cerca di un’altra bottiglia del nostro Bollinger. Mi sorprendo a canticchiare insieme con un’altra canzone d’amore, chiedendomi pigramente se Christian c’entra, in  qualche modo, con la compilation romantica che gli altoparlanti hanno diffuso stasera. Al momento, si tratta di una versione di Fever di Michael Bublé, che porta i miei pensieri fuori strada ricordandomi tutte le febbrili carezze di Christian.

Dopo aver messo una nuova bottiglia nel secchiello del ghiaccio, getto un rapido sguardo al mio telefono, cercando di non farmi vedere, per verificare se ci sono messaggi o chiamate perse che riguardano Chris. Quando si hanno dei bambini si è sempre una mamma, non importa quello che si sta facendo o dove ci si trova.

Quando mi giro, trovo Christian dietro di me, che mi osserva da vicino: “Sei preoccupata per lui?” Senza perdere un attimo mi fa una proposta che mi scioglie il cuore: “Potremmo andare a prenderlo, se preferisci che lo teniamo qui con noi”.

Mi piace che lui sia disposto a questo, nonostante i suoi orribili primi anni di vita i Grey gli hanno offerto una famiglia stabile e amorevole; il loro affetto incrollabile lo ha trasformato nel meraviglioso padre che so che sarà per Chris. E’ un insieme di dolce-amaro: lui, che non ha mai conosciuto da piccolo l’amore incondizionato dei genitori, è ora in grado di offrirlo a suo figlio.

Ingoio per rimediare all’improvvisa secchezza della gola e scuoto la testa, sopraffatta per l’ennesima volta oggi. Gli rivolgo un caldo sorriso, la cui luce si irradia fino ai miei occhi. “Grazie, questa è un’offerta generosa, ma la risposta è no”, gli accarezzo la mascella facendo scorrere le dita sulla sua barba sfatta, “Tu mi stupisci, mi stupisce il modo in cui hai accolto Chris”. Scuoto la testa, veramente colpita dalla sua capacità di leggere i miei pensieri. “Tu. Sei.Un.Padre.Meraviglioso. Io.Ti.Amo.Come.Tu.Ami.Lui” Scandisco ogni parola puntando un dito al suo petto, per enfatizzare il significato.

La sua espressione, in un primo momento divertita, si fa serissimo: “Io lo amo”, dice semplicemente. Nelle sue parole c’è uno zelo possessivo che conosco fin troppo bene, uno zelo di cui avevo paura ma che, ora, si è tramutato in adorazione. Lui è capace di un amore così totale da essere addirittura possessivo, ma ora  sia Chris che io siamo suoi – per sempre.

Questo suo amore mi fa sentire sicura ed eccitata per il nostro futuro insieme. Con entrambe le mani mi tiro il suo volto più vicino per allontanare con un bacio le ultime ombre della sua solennità. Chiude gli occhi, facendo scorrere il naso lungo il mio: “Mi dispiace per non essermi fidato di te, perdonami”.

C’è una supplica nella sua voce bassa, a dimostrazione che lui non ha ancora perdonato se stesso anche se io ho già dimenticato la cosa. Senza dubbio il suo disgusto di sé proviene da questo cocktail malsano di rimorso e di inutilità. Io so che lui crede che io lo ami, ma crede anche di meritare il mio amore?

“Christian,” dico con voce morbida e seducente, “è finita, ho capito. Ti prego, lascia perdere”. Faccio scorrere le mie dita tra i suoi capelli, mentre lo tengo stretto a me.

Lui si allontana da me e sembra scrollarsi di dosso il suo stato d’animo inquietante, ma mi lascia con una preoccupazione assillante circa quello che pensa. E’ così facile perdere di vista quanto sia fragile il suo mondo emotivo, soprattutto se lo si mette a confronto con le sue competenze straordinarie di uomo d’affari.  Lui incrocia le dita con le mie poi mi bacia il dorso della mano mentre camminiamo verso il fuoco. Le candele la cui fiamma tremula delicatamente e un gruppo di cuscini di seta disposti davanti al camino conferiscono al salotto un’aria esotica arabeggiante.

Con una rapida torsione del polso lui apre la bottiglia di champagne con un dolce tonfo, poi riempie i calici di cristallo e me ne porge uno. Cattura il mio sguardo, il suo volto è per lo più in ombra  ma le fiamme illuminano di quando in quando i suoi lineamenti spigolosi e rivelano la brama vorticoso nei suoi occhi. Solleva il calice per un brindisi  romantico che io ricambio con un sorriso civettuolo, fin troppo consapevole dell’ aura sensuale intorno a noi. Alzando il mio bicchiere lo faccio tintinnare contro il suo: “A noi”.

Siamo immagini speculari l’uno dell’altro: portiamo il bicchiere alle labbra per sorseggiare lo champagne, le bollicine ci solleticano il naso prima di accarezzare e stuzzicare il palato, il gusto fruttato e asciutto scivola giù, stuzzicante e rinfrescante.

Per tutto il tempo i nostri occhi rimangono incollati, coinvolti e affascinati e noi siamo immersi nelle onde del desiderio, ci guardiamo l’un l’altro per cogliere tutti gli spunti sexy che tradiscono l’eccitazione. Il socchiudere le labbra, il respiro vivificante, l’appesantirsi delle palpebre, il dardo delle nostre lingue, ansiose di toccarsi, mi provoca dei brividi lungo la schiena.

Deve essere lo stesso per lui, perché prende il mio bicchiere e lo mette sul tavolo, di lato. Si tratta di un breve momento, perché subito lui è ancora una volta davanti a me, in preda alla passione. Con una mano mi cinge la vita, mentre l’altra scivola sotto il mio accappatoio per farlo scivolare via: “Voglio vederti.”

Il tono sensuale della sua voce mi colpisce dritta al cuore, facendomi subito bagnare tra le gambe. Invece di toccarmi,  fa un passo indietro liberandosi dell’accappatoio che egli lancia da parte, con noncuranza.

Mentre guardo il suo corpo scolpito, ho come una rivelazione. Se il guardarlo e l’ammirarlo mi piace e mi eccita, sicuramente anche lui deve avere una reazione simile. Cerco di scrollarmi di dosso ogni remora di mostrare il mio corpo nudo e a testa alta mi getto dietro le spalle i capelli, per ergermi davanti a lui, orgogliosa.

L’effetto su Christian è immediato, chiaro e forte, e il suo desiderio si riverbera su di me. I suoi occhi mostrano l’apprezzamento per quello che ho fatto, e lui fa un passo verso di me: “Io non ne ho mai abbastanza di te”. I suoi pollici mi accarezzano le labbra poi fa scorrere le dita lungo le mie guance, il collo, i seni e sopra i miei capezzoli turgidi.

I miei occhi, già mezzi chiusi, si chiudono del tutto ed emetto un gemito, la mia voce risponde involontariamente ai brividi promettenti che il suo tocco mi provoca. “Sdraiati qua, baby, a faccia in giù.” Il suo sussurro gutturale mi attira a sé, la sua vicinanza mi fa inclinare la testa all’indietro per offrirgli la mia bocca, ma lui non rispondeUn solitario dito pigro traccia il contorno delle mie labbra, e mi costringe ad aprire gli occhi per vedere perché il bacio mi viene negato.

Vedo un sorriso peccaminoso che mi incita e poi, subito dopo, si irrigidisce per ricordarmi che mi è stato impartito un ordine. Mi sdraio a terra, grata del fatto che non c’è bisogno che le mie ginocchia indebolite mi reggano per resistere all’assalto della passione di Christian.

Un attimo dopo sento che lui si mette a cavalcioni su di me, l’emozione mi martella nelle vene mentre mi chiedo cosa ha pianificato. Lo sento piegarsi sopra la mia schiena e allontanare i capelli, che pettina lentamente con le dita. Tutto il mio corpo freme di gioia, il piacere si diffonde direttamente al mio sesso infiammato.

Ancora inarcato sopra di me, mi fa scorrere le mani lungo le braccia poi mi prende i polsi per alzarli sopra la mia testa. Le sue mani calde scivolano giù, oltre le mie ascelle e la curva dei miei seni appiattiti, fino ai miei fianchi. Sto reggendo quasi tutto il suo peso ora perché lui si è appoggiato con il petto alla mia schiena, il suo membro rigido è incastonata fra le mie natiche.

Con la sua bocca vicina al mio orecchio posso sentire il suo respiro: “Spero di essere in grado di resistere un po’ di più questa volta, voglio passare un po’ di tempo qui.” Le sue mani scivolano con sicurezza tra i nostri corpi e afferrano le mie natiche, dando loro una risoluta stretta.

Lui ridacchia sommessamente quando mi irrigidisco, in stato di shock. Sento la punta aguzza della sua lingua che svolazza nel mio orecchio prima che lui mi metta a mio agio: “Non è quello che pensi. Rilassati, baby, voglio solo ricambiare il regalo stupefacente che mi hai appena fatto”. Lui strofina il naso dietro il mio orecchio, inalando il profumo concentrato di me.

Finalmente ho meritato le sue lodi, ma io sono preoccupata del fatto che lui si sente ancora in colpa. “Tu …”

“Zitta, baby”, mi ammonisce con fermezza, “non sto facendo questo perché devo, lo faccio perché voglio, voglio disperatamente trascorrere un po’ di tempo riabituandomi al tuo corpo delizioso.”

Cribbio, che altro abbiamo fatto in questi ultimi due giorni? Almeno le sue parole roventi hanno messo a riposo la mia mente iperattiva e ho chiuso di nuovo gli occhi, pronta per qualsiasi atto sensuale quest’uomo scandalosamente vizioso e virile voglia fare.

“Non sbirciare e stai ferma, sai cosa potrebbe succedere se non lo facessi”. Si è alzato di nuovo e tiene entrambe le ginocchia piantate ai lati della mia vita, la mia schiena rabbrividisce per la perdita del calore che lui mi trasmetteva.

“Sì, signore!” dico scherzando, ma avverto che le cosce di Christian si tendono intorno a me.

Cazzo! Mi sono spinta troppo lontano? Ha detto che non era ancora pronto per quel gioco.

“Mrs Grey, se continui così io non resisterò un minuto di più a fotterti senza pietà e non mi preoccuperò più del tuo piacere”.  Lui si strofina contro il mio sedere, fornendomi la prova concreta della sua minaccia innegabile. Le sue labbra mi sfiorano il collo mentre parla, il suo corpo si inarca ancora una volta sopra di me.

Perché cazzo è così eccitante?

Ogni mio muscolo si contrae nell’attesa, desideroso di concretizzare il suo avvertimento. Lui sente il mio respiro eccitato, “E’ bello sapere che siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Così, vuoi il tuo premio, Mrs Grey? “Il suo finto sarcasmo mi fa sorridere.

“Sì, grazie.” la voce che emetto, senza fiato,  non sembra neppure la mia, rivelando così l’emozione che provo.

Sento un clic, cui segue il rumore di uno spruzzo prima che Christian strofini energicamente tra loro i palmi delle mani. Un attimo dopo avverto le sue grandi mani che mi massaggiano la schiena, con lunghe carezze. Una miscela inebriante di profumi esotici mi riempie le narici, Sandalo, Ylang-Ylang, Rosa – aggiungendo al tutto una piccante atmosfera arabeggiante.

Mmhh, un massaggio.

La sua abilità anche in questo è alla pari con quella di massaggiatori esperti, in più lui ha il vantaggio di aggiungere al mix la sua sessualità innata. Questo fa sì che il massaggio assuma in questa occasione un significato del tutto nuovo, che non potrò mai più trovare in nessuna spa del mondo.

Il massaggio è delizioso, perché le sue dita eliminano velocemente ogni nodo di tensione, ma lascia un certo altro fascio di nervi sempre più desideroso di avere la stessa attenzione. Con lui seduto sopra di me, il mio bacino non ha modo di muoversi e di spingere contro di lui, il che allevierebbe un po’ la tensione crescente.

Sento che Christian si abbassa, oltre la curva del mio sedere, a metà tra le mie cosce, poi si mette in ginocchio: “Solleva quel bel culo per me”. Nell’ordine che mi impartisce avverto il desiderio che ribolle, il che mi porta a credere che lui sta sentendo gli effetti del suo massaggio esattamente come me.

Alzo il mio sedere spingendolo un po’ indietro, nello spazio che ha creato tra le sue gambe aperte, mentre una fitta di paura per quello che succederà fa intensificare la mia frequenza cardiacaChristian infila un paio di cuscini sotto il mio basso ventre, lasciando efficacemente in alto le mie natiche, totalmente esposte.

Oh Fifty!

Si sistema, ma non si siede, preferendo rimanere in ginocchio. Lo sento riempire le mani con l’olio aromatico che poi scalda e massaggia sopra il mio sedere. Le sue mani impastano e scivolano sopra le mie curve arrotondate e in cima alle mie cosce, arrivando vicino alle labbra gonfie del mio sesso che, irrequieto, elemosina anche la più piccola carezza.

Urg! La mia frustrazione cresce sempre di più, non sono più in grado di trattenere i miei gemiti ogni volta che penso che stia per toccarmi, sto per esplodere.

Ogni tocco delle sue mani fa scorrere più velocemente il sangue, lasciandomi sempre più sensibile, i miei sensi stanno per arrendersi alla sua deliziosa tortura.

“Per favore, Christian, ti prego”; le parole mi escono strozzate e roche, le mie mani si muovono selvaggiamente, il respiro si fa ansimante, improvvisamente non so se questo è un delizioso premio o una punizione crudele.

“Resisti, baby.” I suoi gemiti mi fanno sperare, anche lui è pericolosamente vicino al limite. Then he grants my fervent wish, finally with palms together as if in prayer, his hands dive between my thighs, dragging slowly, excruciatingly over the wet pouting lips that hold that immeasurable tight bundle of pleasure, instantly setting it off with an irrevocable quiver. Poi si concede il mio fervido augurio, infine, con palme insieme come in preghiera, le mani tuffo tra le mie cosce, trascinando lentamente, atrocemente sopra le labbra imbronciate umide che mantengono tale incommensurabile stretto fascio di piacere, istantaneamente l’impostazione si scopa una faretra irrevocabile.

I brividi che scuotono il mio corpo sono così potenti che il busto si inarca in una curva quasi innaturale, mentre grido il suo nome. Prima che l’ultimo spasmo rifluisca via, Christian infila le mani nel mio sesso, e una nuova ondata di sensazioni scorrono attraverso di me.

Il gemito gutturale che gli sfugge dal petto quando finalmente si lascia andare mi provoca un altro orgasmoLa nostra gara reciproca diventa un bisogno viscerale, che tutto consuma e acceca, e che ci porta a crollare in estasi.

Cazzo!

Con il tempo riprendo fiato e apro gli occhi, riprendendo contatto con il mondo reale: Christian giace disteso su di me, avvolgendomi con il suo calore. I cuscini sotto di me si sono in qualche modo spostati, la seta ha giocato un ruolo importante nella nostra passione.

Christian mi apre un occhio e mi sorride, la guancia premuta sul pavimento accanto al mio capo. Mugula qualcosa che non capisco, ma dal suo sorriso appagato penso che mi lascerà dormire. Si districa delicatamente dalla mia schiena e mi attira nell’incavo del suo braccio. “Sembri essere stata accuratamente scopata, Mrs Grey.”

Il mio corpo è pesante, le membra sembrano gelatina e io sono tutta traballante: “Mmmhhhh”.

Lui ridacchia sommessamente, “Lo prendo per un sì”. Si sporge più da vicino e bacia entrambe le mie palpebre chiuse. “Posso chiederti una cosa?”

“Mmmh?” Spero che non mi chieda di alzarmi, penso tra me e me mentre sto per abbandonarmi al sonno.

“Rispondimi e ti porterò a letto. Possiamo avere un altro bambino? “

3 thoughts on “Capitolo 25

  1. Kikka says:

    bellissimooooooooooooooooo

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  2. federica says:

    sempre bellissimooo

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