Capitolo 3

Non appena esco dall’hotel traggo un respiro profondo per fare arrivare un soffio d’aria pulita ai miei polmoni.

Wow, è stato intenso.

La mia dea interiore e il mio subconscio stanno facendo cenni d’assenso con la testa, per una volta pare non litighino tra di loro. Fermo un taxi e mi ci tuffo dentro, desiderosa di trascorrere un po’ di tempo da sola con me stessa.

Credo che ci vorrà circa una ventina di minuti o giù di lì per tornare all’albergo, così  mando un messaggio a mia madre per farle sapere che sono sopravvissuta.

“Tutto bene, sto tornando”.

Mentre guardo fuori dal finestrino cercando di elaborare l’inaspettato incontro di oggi, presto attenzione alla canzone che la radio diffonde nel taxi. E’ “Rolling in the deep” di Adele. Come mi sembra appropriata: “Avremmo potuto avere tutto …”.

Lentamente si fa strada nella mia coscienza la consapevolezza dei momenti difficili che dovrò affrontare. Devo raccontare a mia madre e a Ray quello che ho fatto. Devo raccontare loro che ho mentito sul motivo per cui ho lasciato Christian. Tutta la verità sta per venire a galla. Mi contorco per la prospettiva sgradevole. Non solo ho abbandonato mio marito, ma ho tenuto il padre di mio figlio lontano da lui. Boccheggio mentre le lacrime mi sgorgano dagli occhi e la mano corre a coprirmi la bocca.

Stupida, stupida ragazza! Sembra che lui mi volesse veramente, dopo tutto.

Quando arrivo in hotel, attraverso l’atrio trascinando il mio cuore pesante. Mi giro perché sento chiamare il mio nome e vedo unaragazza del personale che corre verso di me, agitando il braccio in aria per attirare la mia attenzione.

“Miss Steele, sono contenta di averla trovata. La sua camera è stata cambiata, il resto del suo gruppo  è già stato spostato nella nuova sistemazione”.

La ragazza è senza fiato per essermi corsa dietro e dal cartellino che porta appuntato sull’abito vedo che si chiama Tiffany.

“Uh, ma io non ho chiesto di cambiare camera, sono sicura che ci sia stato un errore” dico accigliata scuotendo la testa. In effetti, sono stata molto fortunata a trovare questa offerta speciale fuori stagione; non avrei mai potuto permettermi un posto come questo a prezzo pieno. Non sarà a livello dello standard di Christian, ma è piuttosto carino.

Ehi, un attimo! Ci metto solo un attimo a capire: Christian! Come ho potuto dimenticare che lui è Mr Io.Posso.Spostare.Il.Mondo, come ho potuto dimenticare la sua influenza? Ma è passata appena una mezz’ora da quando ho lasciato il suo albergo. Deve trattarsi di una coincidenza, penso sia solo un caso e mi lascio sfuggire un sospiro di sollievo.

“Nessun errore, Miss Steele” ribatte Tiffany scuotendo la sua testa riccioluta “si tratta di un ordine che proviene direttamente dal nostro responsabile nazionale. Spostare Miss Anastasia Steele e il suo gruppo nella nostra migliore suite, tutte le spese dovranno essere fatturate a … Grey Enterprises”, dice Tiffany convinta mentre consulta la sua scheda, sfogliando le diverse pagine. Mi rivolge un sorriso raggiante, sta chiaramente pensando che io sono una ragazza fortunata.

Non si tratta di un errore, allora.

“Va bene” non ha senso mettermi a discutere con lei, sta solo facendo il suo lavoro.

“A che piano devo andare?” Il mio tono è stanco, accetto il mio destino. Non so cosa provo per questo. Mi sento infastidita perché Christian ha preso questa decisione senza consultarmi ma allo stesso tempo mi sento …. lusingata. Forse lo ha fatto solo per suo figlio, medito tra me e me, ovviamente vuole solo il meglio per lui. Almeno questa è una cosa che abbiamo in comune. Mentre cammino lungo il corridoio tenendo in mano la chiave della nuova camera e verificando il numero sulle porte  mi chiedo se questa è l’unica ragione che lo ha spinto.

Armeggio un po’ con la chiave elettronica ma non appena la porta si apre la mia mamma si precipita verso di me. “Tutto bene, tesoro?” La sua voce è roca e preoccupata mentre mi accoglie, stringendomi il viso tra le mani.

Che gesto materno, penso mentre  uno spasmo di paura mi assale pensando a quello che devo dirle. “Certo mamma, sto bene”. Cerco di rassicurarla, ma non c’è molto che posso nascondere al suo attento esame. Lei annuisce ma vedo bene che la preoccupazione resta, incisa sul suo bel viso. Si sposta di lato e mi concede un attimo per prendere visione della nuova suite. Wow, in circostanze diverse sarei entusiasta. Lei scambia il mio sguardo per meraviglia e sorride timidamente in risposta.

“E piuttosto imponente”, respira e mi prende la mano spingendomi ad entrare nella zona soggiorno.

Mi sento eccitata per lei e mi guardo intorno. La prima cosa che vedo è una cucina aperta sul soggiorno, con tutti i gadget possibili e immaginabili, poi un’area con un tappeto e molti divani imbottiti, che sembrano super invitanti. C’è anche una sala da pranzo affacciata sul giardino e sulla città, le cui luci notturne vibranti ammiccano nel buio, attraverso la parete di vetro. E’ sorprendente.

Mi sposto verso le tre camere da letto, ognuna abbinata con il proprio lussuoso bagno.  Chris dorme tranquillamente nella terza e non posso resistere a scompigliargli i capelli – il mio prezioso bambino. La consapevolezza della mia colpa mi raggela il cuore, mentre lo guardo. Dopo avere chiuso dolcemente la porta incontro lo sguardo di mia madre ed è chiaro che sta trovando molto difficile contenere la gioia. So che non è abituata a questo tipo di opulenza. La sua gioia è contagiosa e non appena un sorriso si diffonde sul mio viso lei soffoca una risata con la mano. Ci scateniamo a ridere insieme, come due scolarette.

Mi sento un po’ più allegra mentre le nostre risate si calmano e mi avvicino per darle un abbraccio. Sono così grata che lei sia qui con me, sono grata che ci sia qualcuno a fornirmi un supporto in questo difficile momento. Spero solo che non si arrabbierà con me …

“Come è andata con lui?” chiedo, riferendomi a Chris e ai suoi occasionali capricci serali quando si tratta di andare a dormire.

“Si è addormentato nella nostra stanza subito dopo il bagno. Penso che fosse esausto, il tigrotto “, sorride con affetto. “Mezz’ora dopo avevo il direttore alla porta, che mi parlava dello spostamento di camera e mi sono preoccupata di doverlo svegliare per spostarlo, ma il personale è stato fantastico”.

Si ferma solo per trarre un respiro. “Hanno preparato e spostato tutto loro,  poi uno dei ragazzi giovani lo ha preso in braccio, lo ha portato fin qui e lo ha messo nel suo nuovo letto. Lui non si è nemmeno accorto di essere stato spostato”. Lei ridacchia: “Sarà una grande sorpresa per lui domani mattina”. Sta già pensando a quel momento. “Tutto sommato, c’è voluto solo un quarto d’ora, sono molto efficienti!” C’è stupore nella sua voce.

“Solo il meglio per Mr Grey”: la nota sarcastica la trascina lontano, e vedo del disagio nei suoi occhi gentili.

“Oh tesoro, dimmi cosa sta succedendo! Mi sento così confusa!”. La mamma si torce nervosamente le mani. “Ti amo tanto e voglio solo il meglio per te, ma sei stata così infelice – per così tanto tempo. Non so se devo essere felice o sconvolta”. I suoi occhi si immergono nei miei alla ricerca di risposte. Prende la mia mano nella sua, stringendola delicatamente. “Dopo quello che ha fatto a te e a Chris, non so cosa pensare di lui. Mi era sempre sembrato un ragazzo solido, ma …”, le sue parole vengono inghiottite dal triste ricordo della mia gravidanza e del mio cuore spezzato.

“Mamma, devo dirti alcune cose”. La guardo con attenzione, per valutare la sua reazione e sopprimendo la voglia di scoppiare di nuovo in singhiozzi. “Alcune cose di cui mi devo liberare.” Io spingo le mie dita tra le sue, mentre la sua espressione si trasforma in ansia. “Ma andiamo con ordine. Per favore, prima devo controllare la mia e-mail e confermare il mio appuntamento per lunedì e poi mi piacerebbe fare un bagno veloce, solo per rilassarmi. Va bene?”.

“Va bene, tesoro.” Adesso si è fatta guardinga. “Intanto posso prepararti qualcosa da mangiare? Abbiamo un intero cesto di delizie qui” dice, indicando un magnifico cesto ricolmo di frutta, formaggio, cioccolato e vino che sta appoggiato sul tavolino che non avevo ancora notato. Senza dubbio, anche questo con i complimenti di Mr Grey.

“Bella idea, mamma, però solo qualcosa di leggero” non credo che il mio stomaco in questo momento potrebbe sopportare qualcosa di pesante. “Perché intanto non apri il vino?”. Le rivolgo un sorriso, sperando di metterla a suo agio. Si sentirà meglio se ha qualcosa da fare, lo so perché sono una mamma anch’io.

Vado alla ricerca del mio portatile e le chiedo, “Qual è la mia stanza?”.

“Quella grande tesoro, tu mi conosci, non ho bisogno di molto.” Lei risponde dal bancone della cucina, mentre stappa il vino.

Come è dolce, mia madre, penso mentre apro la porta della camera grande. Il portatile è appoggiato su una piccola scrivania nell’angolo studio. Lo apro e mi siedo su una sedia dal design ergonomico. Oohh, yay! Super-veloce, la connessione Wi-Fi! Grazie Christian! Ultimamente cerco di trovare la gioia nelle piccole cose.

Devi cominciare da qualche parte, mi dice il mio subconscio ripensando ai cinque anni trascorsi.

Clicco sull’icona della posta elettronica e assaporo la lieve accelerazione del battito del mio cuore. L’incontro previsto per lunedì potrebbe cambiare la mia vita per sempre e io sono ansiosa di verificare che gli accordi siano stati confermati.

Oh-uh! I miei occhi si allargano e il mio incontro di lunedì è temporaneamente dimenticato perché ho ricevuto una e-mail di Christian! Come ha fatto …?

Comincio a pensare, ma mi fermo subito, interrotta dalla consapevolezza di quello che è successo. Certo che ha il tuo indirizzo e-mail: non ha anche  il tuo numero di telefono e non sa forse in quale albergo vi trovate? Devo ammetterlo: è un vero stalker!

Da: Christian Grey

Oggetto: La vostra suite

Data: 15 Ottobre 2016 19:20

Per: Anastasia Steele

Anastasia, mi sono preso la libertà di modificare la tua suite anche se ricordo le riserve che in passato hai espresso per comportamenti di questo genere. Però, poiché ora sei la madre di mio figlio io non accetto alcuna obiezione sull’argomento. Vorrei incontrarti domani. Per favore fammi sapere a che ora può andarti bene. Possiamo incontrarci al mio albergo: manderò una macchina a prenderti.

Christian Grey

CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.

Oh. Il.Mio.Grande.Cocciuto! Non ho idea di cosa pensare del tono della sua e-mail. Come sempre è formale, ma il fatto che voglia vedermi mi sorprende. Ci incontreremo nella sua stanza o in un luogo pubblico? mi chiedo, mentre la mia immaginazione prende il sopravvento. La madre-di-mio-figlio è una espressione che dice poco anche se non ho idea di ciò che implica. Non riesco a capire se vuole vedere Chris, o me, o tutti e due. Io resto con i gomiti sulla scrivania, appoggiando la testa tra le mani. Ci risiamo. Il mio cuore va a mille! I miei sentimenti confusi mettono in evidenza quanto mi importa ancora di lui. Devo rispondergli, qualcosa per alleggerire l’atmosfera mantenendo la mia dignità.

Da: Anastasia Steele

Oggetto: La suite

Data: 15 Ottobre 2016 19:41

Per: Christian Grey

Christian. grazie per il tuo gesto generoso. Tuo figlio lo apprezzerà quando si sveglia. Posso incontrarti in qualsiasi momento dalle ore 10:00 in poi. Verrò da sola lì e non accetto interferenze in materia. Spero che ti sia divertito al tuo impegno sociale.

Anastasia Steele

Premo invio, soddisfatta del tenore della mia risposta. Il mio subconscio mi fa cenno che è d’accordo, in un raro momento di complicità, ma la mia dea interiore ha un cipiglio sul viso: non c’è dubbio che lei avrebbe voluto che io scrivessi una dichiarazione d’amore. Sbuffo verso di lei, pazza ragazza! Scorro verso il basso, cercando la mail che speravo di trovare quando ho aperto il programma.

Ah-ah! Sì! La vedo. Clicco eccitata sulla riga dell’oggetto.

Da: Julie Logan

Oggetto: Incontro

Data: 15 Ottobre 2016 08:57

Per: Anastasia Steele

Miss Steele

Grazie per la sua risposta. Siamo entusiasti che stia prendendo in considerazione la nostra offerta. Non vedo l’ora di incontrarla lunedì 17 ottobre alle ore 09:45 presso la nostra sede aziendale. La prego di leggere le indicazioni allegate.

Cordiali saluti,

Julie Logan

Commissioning Editor: Buy the Book Publishing Company

Miami

Florida

Salto su come una molla e scaglio il pugno in aria. “Sì” urlo, e lascio che la “s” sibili tra i denti. Faccio una specie di danza della vittoria attorno alla stanza poi mi fermo di colpo, arrossendo improvvisamente perché vedo  la mia mamma che con aria interrogativa si è avvicinata alla porta. Per fortuna pare divertita.

“Ah … ehm … Sono solo felice che l’incontro sia stato confermato”. Mi sento goffa e un po’ imbarazzata.

“Tesoro, che grande cosa!” E’ felice per me, condivide la mia gioia. “E’ una cosa molto buona per te, contribuirà tanto alla tua autostima!”.

Rabbrividisco mentre mia madre torna a tirar fuori l’argomento di cui stavamo parlando prima, la cosa mi raggela. Ho sempre più voglia di nascondermi sotto il letto mentre lei parla. Autostima, o perdita della stima in se stessa? Ma non posso abbandonarmi a questi pensieri perché sento un altro ping che indica l’arrivo di un nuovo messaggio di posta elettronica. Mamma mi rivolge uno sguardo amorevole prima di uscire di nuovo dalla stanza. Mi siedo con apprensione perché si tratta di un nuovo messaggio di posta elettronica da Christian.

Da: Christian Grey

Oggetto: La tua suite

Data: 15 Ottobre 2016 20:07

Per: Anastasia Steele

Anastasia, sei frustrante come al solito. Prego, era il minimo che potessi fare. Ci vediamo alle 10:00 in punto. Ti aspetto al bar del 25° piano.

Il mio impegno sociale è ancora in corso.

Christian Grey

CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.

Va bene, allora! Se avessi pensato che nel messaggio avrei trovato qualche indicazione sulle intenzioni di Christian mi sarei clamorosamente sbagliata. Il minimo che potesse fare? E questo cosa vorrebbe dire? In un bar, alle 10:00 del mattino? Il lato positivo è che il suo impegno sociale è ancora in corso e non credo che lui mi avrebbe scritto una mail se fosse stato con un’altra donna in un posto romantico.

Cosa vuoi, Ana? Il mio subconscio osa formulare apertamente la domanda che mi sta tormentando.

Che cosa dovrei fare se si inginocchiasse davanti a me dichiarandomi il suo amore eterno, cosa dovrei fare se invece mi dicesse che dobbiamo essere amici per il bene di Chris, o ancora cosa dovrei fare se mi dicesse che vuole fare parte della vita di Chris? E se invece mi dicesse che non vuole più avere niente a che fare con me, che ho distrutto le nostre vite e che non vuole vedermi mai più?

Quest’ultima ipotesi fa esplodere un dolore lancinante. Io, ovviamente, lo amo ancora,  e molto. Posso osare sperare che torneremo insieme? Voglio veramente nutrire questa speranza pur se ci sono tante possibilità di essere nuovamente delusa? No, scuoto la testa – con veemenza: è molto meglio mantenere le mie aspettative il più in  basso possibile. Il mio cuore non potrebbe sopportare una ulteriore rottura.

Chiudo il computer portatile e mi dirigo in bagno. Apro i rubinetti e verso il bagnoschiuma omaggio dell’hotel, contenuto in una confezione dal design elegante che emana un profumo delizioso. Immergersi nella vasca sarà un vero piacere. Adesso ho sicuramente bisogno di un bicchiere di vino per prepararmi al discorso che devo fare a mia madre, così mi dirigo verso la cucina sperando che il vino mi infonda un po’ di coraggio.

“Mamma, Christian vuole incontrarmi domani mattina, per parlare ancora un po’. Puoi prenderti cura di Chris per me?” Il mio tono è cupo anche se cerco di sembrare disinvolta.

“Qualunque cosa di cui tu abbia bisogno, Ana”. Mia madre esita un attimo, sostenendo il mio sguardo, “Non vuole incontrare Chris?” La sua domanda è incerta, essendo la nonna di Chris e mia madre ho la sensazione che, per lei, sarebbe un comportamento gravissimo e inaccettabile se Christian avesse  deciso di tagliare i ponti con noi, ora che ha visto il suo splendido figlio.

“Non lo so mamma, abbiamo ancora tante cose di cui discutere”. Devo ricordare a me stessa che lei non sa ancora che Christian ha scoperto solo oggi di avere un figlio. Lei annuisce e abbassa lo sguardo verso la rivista che ha in grembo senza vederla, persa com’è  nei suoi pensieri. Prendo il mio vino e torno in bagno.

Il bagno è piacevolissimo, ma troppo presto arriva il momento di uscire. Devo affrontare la mia mamma e le conseguenze della mia stupidità sconsiderata. Mi asciugo con i caldi e morbidi asciugamani completamente bianchi poi mi avvolgo nell’accappatoio. Mi fermo vicino alla cucina per versarmi un altro po’ di vino prima di sforzarmi ad affrontare le conseguenze della mia decisione avventata.

Mia madre è ancora nello stesso posto, seduta sul divano, e mi sorride incoraggiante quando la raggiungo. “Mmhh, questi divani sono comodi …” Cerco di iniziare con argomenti futili, ma il suo sguardo è troppo intenso perché io possa ignorarlo. Se solo sapesse …

Lo saprà presto!

Meglio partire dall’inizio,  credo, meglio inquadrarle la situazione. “Mamma, ricordi quando ho conosciuto Christian ed ero riluttante a iniziare una relazione con lui? Lo trovavo così chiuso, non riuscivo a capirlo, a leggere dentro di lui”. Le butto uno sguardo di sottecchi, rassicurata per il fatto che lei fino ad ora mi sta seguendo. “Tutto in lui era intimidatorio e lui era così incredibilmente stupendo. Le donne si gettavano su di lui ovunque andassimo. Era ricco, generoso e io non sapevo come gestire tutto ciò”. Mia madre mi ascolta con attenzione, ignara del fatto che sto iniziando la mia sinistra confessione.

“Ero così giovane e, a parte quello che avevo letto sui romanzi, non sapevo nulla dell’amore e della vita reale. Io vengo da una famiglia distrutta”. Mi fermo perché non vorrei che lei si sentisse responsabile, ma è così che stanno le cose “Avevo una visione distorta del mondo e dell’amore”. Traggo un profondo respiro per dare ai miei pensieri il tempo di riorganizzarsi.

Gli occhi di mia madre sono ardenti, vuole che io continui e solo un leggero cipiglio aggrotta la sua fronte. “E tu, più di tutti, conosci le mie insicurezze e sai che io pensavo anche alla morte”. Lei annuisce, scegliendo di rimanere in silenzio per alleviarmi il compito.

“E come hai potuto capire avendo conosciuto Christian prima che ci sposassimo … mi ricordo quello che mi hai detto, che tu avevi notato un paio di cose. Tu  accennavi  a come esercitava il controllo e a come sapeva essere molto affascinante e convincente”. Le rivolgo un sorriso mentre cerco di capire come reagisce. “Era molto difficile resistergli”.

Ancora una volta lei annuisce, del tutto ignara della bomba che sto per fare cadere. “Sai quanti cambiamenti ha fatto per me, per accontentarmi? Ma io non ho mai avuto la sensazione di meritarlo, non ho mai creduto di essere la persona giusta per lui”. I miei occhi si appannano mentre ripenso al passato, giocherellando distrattamente con la frangia di un cuscino.

Alle mie parole la sua espressione si fa più corrucciata. “Oh mamma, sono stata completamente sopraffatta da lui, a volte ho anche avuto paura di lui. Sono stata travolta in un mix inebriante di romanzo e di amore. E’ successo tutto così in fretta”. Vampate di calore mi invadono. “Non ho mai creduto di meritare tutto ciò – non ho mai creduto di vivere nella realtà. Era come se fossi immersa in un sogno incredibile, ma mi aspettavo di svegliarmi un giorno e tornare alla mia vita normale“.

“Oh, tesoro, non me ne sono mai resa conto!” Lei si sporge e mi accarezza i capelli intrecciandoli per poi appoggiarmeli sulla spalla.

Quel gesto materno mi fa crollare. Trattengo il respiro per un attimo, sperando che forse farà due più due da sola e che io dovrò dire altro. Dai mamma, ma così non è e lei aspetta pazientemente che io continui.

Sospiro ancora una volta, a questo punto rassegnata. “Quando sono rimasta incinta,” la mia voce diventa bassa e l’emozione mi soffoca, “ero troppo spaventata per dirlo a Christian. Sapevo che era troppo presto e sapevo che lui terrorizzato dall’idea di diventare padre a causa del suo passato”. Adesso sto sussurrando, forse se lo dico a bassa voce sarà meno dirompente.

La vedo indietreggiare e riprendo subito a parlare, prima che lei mi interrompa. “Per piacere, mamma, ricordati che io non riuscivo a convincermi di meritare quella vita principesca con lui, quella favola.” La mia voce ha assunto un tono piagnucoloso, spero con tutta me stessa che capisca.

Fallo! Devi farlo, mi dice la mia dea interiore. Cazzo, le ribatto per zittirla.

“Non glielo ho mai detto” termino semplicemente, incapace di reggere il suo sguardo mentre soffoco la vergogna.

Sento che quasi le si blocca il respiro: “Non hai mai detto a Christian che aspettavi suo figlio?” dice con incredulità “Ma mi hai detto – hai detto che ti ha cacciata a causa del bambino, che lui non voleva avere niente a che fare con te”. Lei sta ancora sperando di avere frainteso.

Io posso solo scuotere la testa e confermare il peggio. Che cosa posso aggiungere? Niente! Nessuna parola può risolvere questo problema. Io continuo a logorarmi, con le dita in grembo.

“Ana” La sua voce è forte e arrabbiata. “Io vi ho visti insieme, non ho mai visto un uomo più innamorato, inebetito addirittura! Come puoi non essertene accorta? Io so che lui ti ha detto che ti amava – te lo ha detto di continuo. So che te lo ha dimostrato in tutte le maniere! Maledizione Ana, quella promessa matrimoniale che ha scritto per te era … solo … Mi ha lasciata senza parole!” Si è alzata in piedi adesso e osserva il mio stato d’animo, gesticolando come una pazza.

“Perché l’hai fatto, perché mi hai mentito? Posso forse capire perché hai mentito a lui – se davvero avevi così paura di lui – ma perché mentire a me e Ray e … cielo … il povero Jose?” Alza le mani in aria, mentre riversa le sue parole fumanti di rabbia contro di me, sempre più furibonda mano a mano che si rende conto dell’enormità delle conseguenze del mio stupido gesto.

Si concede un respiro solo per ripartire all’attacco, “Come hai potuto avere paura di lui, lui ti adorava Ana, anche io so che non ti avrebbe mai fatto del male! Che cosa hai pensato?”

La mia gola è secca come carta vetrata e il mio respiro è affannato. Sinceramente non so cosa dire. Alzo lo sguardo su di lei, per  mostrarle la mortificazione nei miei occhi, ma la sua espressione cambia ancora e so che lei è arrivata alla conclusione. “Hai tenuto un padre lontano dal proprio figlio!” Mia madre sputa fuori le parole con disprezzo, quasi ringhiando mentre punta il dito contro di me. Il suo viso di solito sorridente è ora terribilmente corrucciato.

Cazzo, cazzo, cazzo, cazzo! Comincio a essere presa dal panico. Non riesco nemmeno a difendermi, so che quello che ho fatto è stato imperdonabile. “Quello che ho fatto … è stato orribile e imperdonabile” riesco a squittire. Un brivido mi percorre, mi brucia da dentro.

“Oh, Ana!” Lei cade indietro sul divano, apparentemente esausta e in lacrime, non appena capisce appieno l’enormità di quello che ho fatto. “Perché hai mentito?” I suoi occhi arrossati stanno supplicando una risposta.

“Christian mi avrebbe trovata e mi avrebbe fatto cambiare idea. Se gli aveste dato qualche informazione su di me lui e la sua squadra di sicurezza mi avrebbero trovata e io invece ero convinta di stare facendo la cosa giusta. Non potevo permettere che questo accadesse. Se ti avessi detto la verità tu mi avresti detto di parlargli, di cercare di risolvere insieme la situazione, di dargli un po’ di tempo”. Con il senno di poi quelle parole mi sembrano buoni consigli, ma ormai è troppo tardi.

Voglio spiegarle quello che ho pensato in quei momenti, so che non mi posso aspettare benevolenza e comprensione ma come avrei voluto che qualcuno avesse capito il mio tormento. “Ho capito che non potevo investire in qualcosa che mi sarebbe scivolato via tra le dita lasciandomi a pezzi come era lui quando l’ho incontrato”.

Per piacere, per piacere, mamma, capiscimi, la prego nel mio intimo. “Ho sentito che lo avrei costretto ad essere qualcosa che non era e che per questo alla fine lui mi avrebbe odiata”. Mi sfugge un singhiozzo per avere finalmente rivelato il mio orrido segreto ma sono anche consapevole del fatto che sto sfiorando delle informazioni che non potrei mai rivelare. Ci sono un sacco di aspetti di Christian che lei non conosce, cose che forse potrebbero spiegare meglio il mio comportamento, se solo potessi rivelarle.

“Oh, stupida bambina avventata!” Il suo istinto materno prende il sopravvento non appena si accorge della mia disperazione e si avvicina per confortarmi. Mi sento immensamente grata non appena avverto che il suo cuore si è ammorbidito. Lei mi prende tra le braccia e ci sediamo, piangendo insieme.

Una volta che il nostro pianto si è placato, lei mi prende la testa tra le mani e guarda in profondità nei miei occhi gonfi. Con i pollici asciuga le lacrime sulle mie guance. “Hai davvero fatto una cazzata, Ana, adesso devi cercare di rimettere le cose a posto”. Le parole che mi rivolge sono scioccanti. Non credo di averla mai sentita usare un tale linguaggio. Lei è così seria, le sue parole sono così veementi.

“Lo so.” Io non so come, ma so che devo farlo, so che devo cercare di rimediare.

Lei emette un lungo respiro dopo avere smesso di piangere: “Io vado a letto,ho bisogno di un po’ di riposo e domattina penseremo a cosa fare”. Lei mi dà dei colpetti affettuosi sulla schiena e scivola verso la sua stanza. Le sue spalle curve sembrano appesantite dal mio segreto oramai rivelato.

Al diavolo, è stato molto difficile! Esalo un lungo respiro. Non so quanto ancora di questa tortura emotiva potrò sopportare. I miei nervi sono al limite. Penso che dovrei cercare di dormire ma dubito che il caos che ho in testa e il nodo che mi attanaglia lo stomaco me ne concederanno il lusso

 

2 thoughts on “Capitolo 3

  1. Bimba says:

    Veramente brava!!

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