Capitolo 54

Capitolo   54

Christian ed io trascorriamo un po’ di tempo con i suoi genitori, ridendo e assaporandoci la preziosa novità di un altro bambino in arrivo, ma i Grey senior alla fine devono allontanarsi da noi per cercare di fare del loro meglio per favorire la riuscita della serata e il business che ne dovrebbe derivare.

Avvolgendomi il braccio intorno alla vita Christian mi fa tornare dentro la sala, dove fortunatamente riusciamo ad accaparrarci un tavolo libero in un angolo del bar. Dato che lo scopo del party è far sì che gli invitati si amalgamino fra di loro, una serie di alti tavolini incoraggiano la calca di gente in piedi a mischiarsi tra loro, con veloci contatti e spostamenti altrettanto veloci, mentre l’esterno è l’ideale per cercare un posto a sedere in cui fermarsi per approfondire il rapporto.

Ci spostiamo dietro il tavolo, con le spalle alla parete in modo da poter guardare l’interno della sala. I tavoli sono tutti addobbati con tovaglie nere che sfiorano il pavimento e al centro di ognuno c’è una composizione floreale piuttosto irregolare con piccoli fermagli cui sono appesi i nuovi biglietti da visita di Elliot.

Subito compare un cameriere che, un po’ stanco, ci chiede: “Posso servirvi qualcosa da bere?”

Senza darmi un secondo per rispondere e senza neppure guardare verso di me, Christian ordina in tutta fretta: “Per favore, un succo di mirtillo per mia moglie e per me un lime con soda”.

Lo guardo stupita, mentre il cameriere si allontana per andare a prendere quello che abbiamo ordinato: “Succo di mirtillo?” chiedo, un tantino perplessa in quanto non è una bevanda che io di solito scelgo.

Alla mia domanda Christian mi guarda un po’ sorpreso poi assume un’espressione imbarazzata: “Uhm … Sì,” spiega, “la gravidanza può alterare l’equilibrio del pH nel tratto urinario rendendolo più esposto alle infezioni urinarie. Il succo di mirtillo è un buon metodo di prevenzione”.

Oh ragazzi! Penso. Perché non sono sorpresa?

“Va beeene” dico con attenzione, evitando di lasciarmi andare ad osservazioni che potrebbero rovinare la nostra serata.

Sapevo in cosa mi stavo cacciando. Devo solo cercare di ricordarmi che le sue intenzioni sono buone.

Gli appoggio con tenerezza la mano sull’avambraccio appoggiato al tavolo: “Anch’io voglio il meglio per il nostro bambino, ma intendo prendere da sola queste decisioni, Christian, e – credimi – questa non è una cosa opinabile. Sono pronta a discutere e accettare tutti i suggerimenti che puoi darmi, ma tu devi avere rispetto per quello che io decido di fare”.

Lui stringe le labbra, guardandomi in quel modo che ha quando vuole leggere dentro di me, poi annuisce: “Va bene” acconsente infine, ma dietro la sua apparente acquiescenza traspare una evidente riluttanza.

Pochi passi alla volta,  canticchio tra me e me.   Con il suo carattere prepotente e con l’istinto di protezione che, per lui, è naturale come respirare, non posso aspettarmi più di così, in questo momento.

Il cameriere ritorna con una perfetta tempistica e appoggia le nostre bibite sul tavolo con un sorriso. E’ l’antidoto perfetto per fare svanire quel po’ di tensione che sentivo crescere tra di noi. Christian dà al ragazzo una mancia prima che ci mettiamo a sorseggiare le nostre innocue bibite.

Per portare la conversazione in acque meno agitate io cambio argomento: “Così i tuoi genitori sembrano davvero felici per il nostro annuncio, e sono davvero sollevata che Kate l’abbia presa così bene”.

“Sì, lo sono” conferma, e la sua bella bocca si apre ad un sorriso perché il suo carattere mutevole gli permette di dimenticare facilmente il nostro disaccordo di poco fa.

“E’ incredibile quanto era felice mio padre. Era così eccitato come non lo vedevo da tanto tempo. Penso che tu gli abbia fatto uno splendido regalo!” Emette un suono a mezzo tra lo sbuffo e la risata, mi sembra perplesso e scuote la testa incredulo.

A queste parole non posso fare a meno di rivolgere a Christian un sorriso pieno, completamente soddisfatto. Carrick è un uomo difficile da impressionare. So che è un marito e un padre amorevole, ma è anche un avvocato spietato, e a volte ho avvertito il lato tagliente del suo istinto paterno di protezione. Guadagnarmi il suo affetto e la sua accettazione è molto importante per me, forse anche più di avere l’approvazione di Grace.

“Non io, noi glielo abbiamo fatto quel regalo!” lo correggo, ridacchiando all’espressione di Christian.

Mi aspetto che lui faccia qualche battuta sui nonni amorevoli ma invece la sua faccia diventa di colpo seria: “Ti ho mai detto quanto mi piaci quando ridi in questo modo? Quanto sei dannatamente sexy?” mi dice, con quella sua voce bassa e seducente.

Cribbio!

Io sussulto, sorpresa, e arrossisco per il suo improvviso cambiamento di rotta: “Me lo avrai anche accennato, prima, Mr Grey, ma una moglie incinta non si stanca mai di sentire questi complimenti dal suo bel marito, soprattutto quando gli sguardi di tutte le donne nella stanza sono solo per lui”, gli dico guardandolo con un sorriso, mentre con il pollice gli accarezzo la barba sfatta, prendendomi un piacere perverso per il fatto che, nonostante tutte le donne in sala guardino lui, il mio uomo ha occhi solo per me.

La sua bocca si incurva in un sorriso e socchiude gli occhi: “Mi piace quando sei gelosa, baby”, sussurra tirandomi verso di lui, con una mano appoggiata sul fondo della mia schiena.

Piegandosi verso di me mi parla all’orecchio: “Me lo fa diventare duro”, sussurra, premendo il rigonfiamento dei suoi pantaloni contro la mia pancia, “e se ti piace sentirti dire quanto mi ecciti, potrei trascorrere intere giornate a dirtelo”; la sua lingua si infila nel mio orecchio facendomi provare dei brividi che mi fanno venire la pelle d’oca.

“Christian” lo rimprovero, ma il tono con cui parlo non è di vera rabbia, semmai tende ad incoraggiarlo piuttosto che a dissuaderlo.

Siccome ho in programma di convincere mio marito, stasera, ad assecondare i miei desideri devo prestarmi al suo gioco preferito, devo alimentare lentamente il suo desiderio, nel corso della serata devo sussurrargli parole eccitanti e devo fare in modo di portarlo vicino all’appagamento senza permettergli di raggiungerlo.

Mi stringe ancora più forte e sogghigna, con un’espressione quasi malvagia sulle labbra: “Non vedo l’ora di tornare a casa e di tirarti fuori da questo vestito”.

Ancora una volta le sue parole mi fanno quasi impazzire, le sue capacità di seduzione sono così raffinate ed efficaci che mi riducono ad implorarlo, ho bisogno di lui. E’ anche il punti principale su cui si basa il mio progetto: se funziona per me, forse può intaccare il rigido controllo che mio marito esercita su se stesso.

Sbatto le ciglia in modo civettuolo e mi mordo il labbro, con la consapevolezza assoluta dell’effetto che la cosa gli fa: “E io non vedo l’ora di portarti via di qua, Mr Grey” sospiro, concedendogli il tempo di assaporare le mie parole mentre gli strizzo il suo fantastico culo.

Lo osservo aprire le labbra mentre fa un respiro breve e mi rivolge uno sguardo incoraggiante: “E io non vedo l’ora di prenderti con la mia bocca e di guardarti godere”.

Guardo la sua mascella contrarsi un paio di volte prima che lui riesca a parlare, ovviamente sta lottando con se stesso per mantenere il controllo: “Mrs Grey, credo di averti avvertita, prima di uscire di casa, di non stuzzicarmi troppo”, borbotta mentre mi gira verso il tavolo e con le dita cerca con discrezione di sollevare il bordo del mio vestito tra le nostre cosce.

Io mi blocco, completamente sedotta. Come può riuscire sempre a farmi questo? Bastano uno sguardo cocente e poche parole, e io sono immediatamente conquistata dalla sua abilità devastante.

“Christian!” Questa volta il mio rimprovero è un po’ più sincero.

Per fortuna siamo misericordiosamente dietro il tavolo, quasi nascosti in un angolo, ma siamo in pubblico, per carità!

E questo non fa parte del nostro piano! mi ricorda la mia dea interiore, pestando a terra i piedi che indossano scarpe da spogliarellista.

Sibila quando tocca la mia pelle nuda: “Stai cercando di sedurmi, baby? Non pensare che io non abbia sognato di godermi queste gambe per tutta la notte”.

Whoa!

Il suo ghigno peccaminoso esprime soddisfazione quando sente i battiti del mio cuore che accelerano: non ha bisogno di altro incoraggiamento. Con poco sforzo infila un dito indagatore sotto il bordo delle mie mutandine e un attimo dopo io mi scuoto tutta mentre lui  mi tocca il clitoride che fa capolino tra le labbra del mio sesso.

Devo combattere per non chiudere gli occhi. Vorrei buttare indietro la testa e gemere per il piacere, ma non posso fare niente di tutto questo mentre Christian trova l’apertura tra le mie labbra e vi immerge il suo dito impertinente.

“Aaah” gemo, in parte senza fiato e in parte disperata.

“Sempre così bagnata, Mrs Grey. Sempre così pronta”. Christian mi parla con un tono così tranquillo che lo fa sembrare controllato e impassibile, anche se avverto la pressione della sua erezione contro il mio fianco.

Non posso fare molto per la svolta sexy che hanno preso gli eventi, ma posso assumere un atteggiamento beffardo che forse mi permetterà di salvare una parte del mio piano.

Girando la testa per incontrare il suo sguardo eccitato cerco di ritrovare un po’ di autocontrollo: “Questo è perché ho ​​sempre voglia di te” ammetto, calcando lentamente l’accento su ogni parola, il che lo infiamma ancora di più,.

Sobbalziamo entrambi, io più di Christian, quando sentiamo il suo nome pronunciato da una voce gioviale, proprio di fronte al nostro tavolo: “Christian Grey? Come stai, amico?”

Non ho altra scelta, ma per nascondere il mio rossore crescente assaporo un sorso del mio succo di mirtillo mentre Christian stringe la mano dell’uomo: “Oh “, esclama, con una piccola nota di sorpresa nella voce, “Sei Gary? Gary Duncan?”

“Sì, perbacco! Ma tu perché diavolo sei qui? Beh, so chi sei diventato, in realtà, ti vedo sempre al telegiornale” dice a Christian con una sciocca risatina, con una voce che potrei solo descrivere come fastidiosa.

Lentamente e con attenzione Christian estrae le sue dita da sotto le mie gambe poi cerca di sistemare il mio vestito. La sua espressione è perfettamente controllata ed è perfettamente padrone di sé, mostrando la cortesia che riserva di solito per gli incontri come questo.

Si gira verso di me, cattura la mia attenzione e sulle sue labbra carnose appare il fantasma di un sorriso: “Anastasia, questo è Gary Duncan. Eravamo al college insieme, e lui adesso progetta software per gli studi di architettura”, dice per farmi capire e per spiegare la presenza di Gary.  “Gary, questa è la mia bella moglie Anastasia”.

Gary mi stringe la mano ma poi ci ripensa e mi fa un imbarazzato baciamano: “Oh perbacco, sei ancora più bella vista dal vivo”, esclama con entusiasmo, facendomi arrossire ancora di più di quanto non sia già arrossita per le attenzioni che Christian mi ha riservato poco fa.

Mi lascio sfuggire una risatina nervosa, mai sicura di quello che Fifty potrebbe fare in situazioni come questa: “Uhm … Ciao Gary. E grazie” gli dico incerta, ancora sconcertata dall’improvviso cambiamento di ritmo.

Christian mi dà un bacio sulle tempie e il suo gesto ottiene il risultato di calmarmi istantaneamente: “Gary è anche colui che mi ha fatto conoscere Barney”.

“Barney, Barney quello del computer?”  chiedo, ricordandomi improvvisamente di quell’esperto di computer dal comportamento dolce e riservato.

Gary si lascia sfuggire un’altra sciocca risatina: “Sì, Barney è il migliore, il genio dell’informatica”.

Con un gentile sorriso lascio che i due uomini parlino del loro passato comune, ma ben presto il nostro tavolo è circondato da amici di Gary che lui chiama per presentare Christian.

Siccome si sta avvicinando il momento dell’arrivo di Mia mi scuso con le persone che ci circondano e lascio Christian, deponendogli un bacio sulla guancia. Colgo lo sguardo attento di Cindy e cerco di farle capire dove sto andando, poi mi faccio strada tra la folla per raggiungere il punto in cui sono Kate ed Ethan. Il nostro piano è che lui veda Mia nel momento stesso in cui lei entra, apparendogli come un miraggio, quasi un grande bicchiere di acqua nel deserto della sua vita sentimentale.

Raggiungeremo così un duplice scopo: in primo luogo, il fatto che Mia sappia bene quando e come si incontreranno ci ha permesso di eliminare la possibilità che lei debba affrontare quel momento imbarazzante in cui la bibita ti va di traverso lasciandoti in stato di shock, e dunque abbiamo evitato che lei resti a guardarlo immobile, troppo agitata per dire qualcosa di neppure lontanamente affascinante; in secondo luogo il farli incontrare il prima possibile significa che avranno il resto della serata per stare insieme e riconciliarsi.

Mia entrerà, raggiante, e il fatto che io e Kate siamo accanto a Ethan le fornirà una perfetta scusa per venire a salutare. Kate poi la trascinerà via e io ne approfitterò per parlare con Ethan, cercando di fargli capire cosa significa vivere lontani dalla persona che si ama.

Un enorme sorriso squarcia il viso di Ethan non appena mi vede dirigermi verso di loro: “Guardati, Steele! Non sei un spettacolo per gli occhi? Dove diavolo sei stata nascosta negli ultimi cinque anni?”

Ci sarà un sacco di tempo per parlare di dove sono stata, ma io non voglio coinvolgerlo in una conversazione seria in questo momento, non voglio distrarre la sua attenzione dall’imminente apparizione di Mia.

“Oh, Ethan” gli sorrido di rimando, buttandomi tra le sue braccia: “E’ fantastico rivederti!”

Mi stringe in un grande abbraccio sollevandomi da terra, e io scalcio con i piedi mentre ridacchio. “E Kate mi ha detto che hai un mostriciattolo! Dov’è la tua piccola tigre stasera? Spero che ci sarà anche il mio turno di fare lo zio”, scherza, facendo sparire d’un colpo tutto il tempo trascorso senza incontrarci, e il mio cuore si stringe per il dolore di un’altra amicizia cui ho rinunciato per tanti anni.

Non indugiare! Il mio subconscio mi ricorda, con uno sguardo severo, e per una volta la mia dea interiore concorda.

“Sì, e lui è semplicemente il migliore!” Esclamo quando i miei piedi toccano di nuovo il pavimento: “E’ Gail che provvede a lui, stasera. Sono sicura che ti ricordi della governante di Christian, vero?”

Lui annuisce e mi sorride, eccitato, “Sì, certo, ma dimmi cosa stai facendo. Cosa stai facendo, oltre ad essere una mammina perfetta?”

Io sbuffo, pensando che cinque anni non lo hanno cambiato quasi per nulla. E’ ancora giocoso e allegro come un tempo.

“Ah, sai, un po’ di questo, un po’ di quello” scherzo voltandomi indietro per guardare Kate negli occhi mentre l’acqua che sta bevendo le va di traverso.

Ethan le dà delle pacche sulla spalla, divertito, e lei, sorridendo e guardandomi con il suo usuale  tono sarcastico, dice: “Sì, questa pigrona di Ana ha appena firmato un contratto per pubblicare  un romanzo d’amore, così non pensare che faccia solo la casalinga che si dedica alla casa!”

Ethan gira la testa verso di me, la sorpresa si trasforma rapidamente in un sorriso caldo: “Guarda guarda, la piccola Ana Steele è una scrittrice, eh?” Batte la spalla contro la mia e un lampo di ammirazione illumina il suo sguardo da surfista.

“Ho sempre saputo che avresti fatto qualcosa di grande, Steele” dice; il suo complimento mi ha riscalda il cuore ma subito riprende i suoi modi irriverenti. “Nel tuo romanzo, c’è qualche personaggio con il carattere del tuo affascinante amico Ethan? Un’eroina favolosamente bella che cade ai piedi di un bel tipo robusto, biondo, affascinante, disinvolto, e attraente?” Con un sopracciglio sollevato lui si passa una mano tra i capelli, incarnando l’affascinante eroe romantico.

Io ridacchio mentre Kate alza gli occhi al cielo, non toccata – per ora – dagli scherzi del fratello.

“Uhm … No. Ma ora che so che sei interessato lo terrò a mente” dico io, avvertendo il calore di un’amicizia che affonda le basi nella nostra storia e nei nostri ricordi condivisi,  un’amicizia che il tempo ha rinforzato.

“E tu, cosa stai combinando? Quante belle signore popolano le tue notti?”, chiedo con aria civettuola, ben sapendo che lui è solo.

Colgo un breve tremolio nei suoi occhi, solo un pizzico di tristezza che nasconde subito dietro un sorriso: “Troppe per parlarne!” Strizza l’occhio, evitando abilmente di affrontare il tema delicato della sua vita sentimentale: “E io sono stupito che mia sorella non abbia ritenuto di vantarsi della cosa …” rivolge a Kate uno sguardo fintamente caustico, “… ma hai davanti a te uno dei migliori strizzacervelli di Seattle!”

Mi viene da ridere, sono contenta per lui e sono così felice di far parte di nuovo del loro scanzonato gruppo “familiare”: “Oh!. E’ meraviglioso, Ethan. Di cosa ti occupi in particolare?”

Torna immediatamente serio, aggrotta la fronte su cui si forma una V mentre la sua mente si rivolge a un argomento che evidentemente lo appassiona: “Grazie Ana, e sì. Io lavoro con gli adolescenti. Per lo più mi occupo della riabilitazione progr … ”

Si blocca e sembra che la mascella letteralmente gli caschi aterra. Il suo sguardo azzurro si intorpidisce mentre fissa con attenzione qualcosa dietro di me. E’ difficile decifrare l’espressione del suo viso. Sembra che un intero mulinello di emozioni – gioia, speranza, dolore, paura, rabbia – gli attraversi tutta la faccia in un solo attimo.

Sia Kate che io guardiamo indietro sopra le nostre spalle per vedere cosa ha causato questo blocco improvviso, ma ho il sospetto che si tratti di una bellezza dai capelli corvini che conosco. Quasi istantaneamente infatti vediamo lei, che appare come una abbagliante luce rosa in mezzo a un mare di abiti grigi e neri.

Mia ha un aspetto allegro e sofisticato con il suo provocante vestito rosa, e non pare che abbia dovuto fare molti sforzi per apparire così affascinante. Il colore del corto abito è luminoso e audace, e attira davvero gli occhi. In questo momento sta certamente ottenendo il risultato voluto dato che tutti girano la testa mentre lei passa e naturalmente attrae anche lo sguardo di Ethan. Lei è semplicemente meravigliosa.

Il sorriso sulle sue labbra diviene raggiante quando ci vede, e ci saluta da lontano con la mano. Il suo amico Theo è al suo fianco e la conduce abilmente attraverso la folla verso di noi.

Apriamo le braccia per accoglierla ed emettiamo dei gridolini, da quelle ragazze che siamo, quando lei si getta tra le nostre braccia, e ci lasciamo andare ad abbracci e baci e complimenti, costringendo Ethan ad aspettare il suo turno. Con la coda dell’occhio vedo che saluta calorosamente Theo, ma lascia cadere lo sguardo – un po’ distrattamente – verso di noi: non riesce proprio a farne a meno.

Kate ed io ci scambiamo un sorriso compiacente vedendo il suo segnale, quando Mia trascina Theo più vicino per presentarcelo. Kate e io lo impegnamo in una conversazione per offrire a Mia la prima occasione per salutare in modo appropriato Ethan.

E’ difficile concentrarsi su Theo, anche se è veramente affascinante, ma tutto quello che vorrei fare è ascoltare quello che si dicono Ethan e Mia. Riesco solo a sentire dei frammenti della loro conversazione, che sono però incoraggianti dato che il tono di voce è sereno e tra una parola e l’altra sento delle occasionali risatine di Mia. E’ di buon auspicio. Spero con tutto il cuore che riescano a trovare il modo di gettarsi di nuovo l’uno nelle braccia dell’altra.

Quando Kate porta via Mia e Theo come abbiamo programmato, io rimango da sola con un Ethan malinconico, che segue Mia con uno sguardo di desiderio così chiaro che mi chiedo come possa negare i sentimenti che evidentemente prova ancora per lei.

“Non ha un aspetto meraviglioso?” Sondo, cercando di farlo parlare.

“Uhm” Ethan medita sognante per un istante prima di tornare di colpo al presente: “Uhm, sì. Sembra in gran forma”.

E’ l’eufemismo dell’anno e mi accorgo che lui quasi rabbrividisce quando alzo un sopracciglio con aria interrogativa, come a dire veramente?

“Oh. merda, Steele, non cominciare anche tu. Mia madre e Kate mi dicono già abbastanza stronzate sulle donne”, si infuria.

Gli rivolgo un lungo sguardo, cercando di capire che direzione è meglio prendere. “Io non ho intenzione di stressarti parlando di Mia ma ti voglio raccontare la mia storia e quello che mi è costato”.

“Nessuna propaganda in favore di Mia?” precisa, mettendo in chiaro che sull’argomento è meglio sorvolare.

Rido per le parole che ha utilizzato: “Certo. Non parlerò di Mia” concordo immediatamente, strizzandogli un occhiolino con aria cospiratrice.

Lui si sporge in avanti e appoggia le braccia sul tavolo da cocktail, rassegnato: “Allora comincia, Steele, sentiamo la tua storia”.

Partendo dall’inizio racconto a Ethan tutta la mia triste storia, calcando l’accento sull’emotività che allora mi portò a fare quella scelta.

Lui mi ascolta con attenzione, cercando di ricorrere alla sua esperienza di psicologo, annuendo e gemendo con sgomento mano a mano che si rende conto dei miei errori di valutazione.

Alla fine del mio racconto lui fischia, visibilmente turbato dalla mia confessione: “Cavolo Steele, hai davvero combinato un pasticcio!” sbotta, parlando più come un amico che come un terapeuta.

Scherzosamente gli dò uno schiaffo sul braccio, fingendomi offesa.

“Quello che sto cercando di chiarire, caro il mio strizzacervelli”, dico volutamente, “è che quando ti trovi in una situazione del genere agisci sull’onda dell’emotività.. Io credevo in tutta onestà che Christian si sarebbe risvegliato dal suo amore romantico e sarebbe scappato via urlando, per liberarsi da una famiglia che lo avrebbe impastoiato. E quella sbagliata percezione mi ha portata a fare quello che ho fatto perché non riuscivo a vedere oltre quella barriera. In quella occasione ho fatto l’errore più grande della mia vita”.

Ingoiando amaro raccolgo i miei pensieri, sentendo ancora la crudezza delle ferite che ho involontariamente provocato. “Ho tenuto padre e figlio lontani l’uno dall’altro, ho distrutto il miglior rapporto che una donna possa desiderare e  ho ridotto in pezzi il mio amore. E ho ferito tanti amici, tra cui José e voi ragazzi”. Termino la mia storia con un sospiro, sperando che altri possano trarre un insegnamento da quello che mi è successo.

“Mi hai dato alcuni argomenti su cui riflettere, e sono sicuro che questo era il tuo piano”, mi sorride, riuscendo facilmente a comprendere il mio intento, “ma è passato un sacco di acqua sotto i ponti, lo sai?”

“Ethan, qualunque cosa sia successa non può essere peggio di quello che ho fatto io, e guarda dove sono oggi: sono di nuovo tra le braccia di un uomo che non meriterei mai, considerato quello che ho fatto”. Proprio in questo momento alzo gli occhi e incontro lo sguardo amorevole di Christian posato su di me, mentre ascolta un uomo che mi volta le spalle. Sorrido, emozionata per la consapevolezza che lui è mio, poi torno a rivolgere la mia attenzione a Ethan.

“Ti ho ascoltata, Steele” mormora, prima di cadere in un silenzio pensieroso.

Non volendo costringere Ethan a parlare, mi abbandono anch’io ai miei pensieri silenziosi, felice di dargli il tempo di riflettere sulle mie parole, ma non riesco a concentrarmi. Posso solo sentire la forte attenzione di Christian su di me, intensa e bruciante come un laser.

Ancora una volta incontro gli occhi di mio marito, e istantaneamente i nostri sguardi si bloccano l’uno nell’altro. Amo il brivido che mi percorre, amo l’anticipazione che è rimasta latente per tutta la serata. Trattengo il respiro, guardando il mio splendido marito attraversare la stanza con un sorriso sexy sulle labbra.

Santo cielo, lui è eccitato! Penso tra me e me, ancora incapace di credere che un uomo come lui mi desideri.

Osservo la sua mano muoversi casualmente verso il mento. Si appoggia il pollice sotto il mento, assumendo una posa concentrata e pensosa e stringe la mano a pugno davanti alla bocca. Con un piccolo movimento alza il dito medio al suo naso e tiene gli occhi fissi nei miei, infiammato dal desiderio. Vedo il suo petto gonfiarsi e ne deduco ovviamente che sta traendo un profondo respiro. Quando il suo mezzo sorriso si trasforma in uno pieno e luminoso per il piccolo gesto peccaminoso che si è concesso, mi sento quasi soffocare perché improvvisamente capisco: sta godendosi il profumo del dito che aveva immerso dentro di me nemmeno un’ora fa.

Cazzo!

Il mio tossicchiare fa sì che Ethan mi dia delle pacche sulla schiena, ridacchiando: “Che cosa ti è successo, Steele?” chiede divertito, “Solo tu puoi soffocare quando non stai né mangiando né bevendo nulla!”

“Sto bene” riesco a malapena a gracidare, cercando di riprendere il controllo di me stessa anche se invece sono vicina a perdere la testa per il forte desiderio che ho di sedurre mio marito.

Non vedo l’ora di sottometterlo alle stesse torture, penso, desiderosa di tornare a casa e di fargli quello che mi sono ripromessa.

Come se avesse sentito i miei pensieri Christian si materializza accanto a me: “Ethan! Come stai?”  Sorride gentilmente, allungando una mano per stringere la sua.

Per qualche istante si impegnano in una breve chiacchierata finché lui annuncia che dobbiamo andare, ma per tutto il tempo mi ha tenuta stretta al suo fianco. Dopo avere fatto un giro per salutare tutti i nostri familiari, Christian ed io io scivoliamo nella parte posteriore dell’Audi, mentre la nostra squadra di sicurezza occupa i sedili anteriori.

Delicatamente mi scosta i capelli dal viso, spingendoli dietro la schiena per liberare il mio orecchio: “Questa sera ho intenzione di scoparti per la prossima settimana, Mrs Grey. Il buono che avevo a disposizione sta per scadere”, mi dice baldanzosamente, e posso sentire quasi un ghigno nella sua voce.

Mi crogiolo nella paradisiaca aura licenziosa che ci circonda, nella promessa inebriante di piacere su cui in questo momento converge tutto il mio mondo, eccitata al solo pensiero di quello che ho in serbo per il mio troppo fiducioso marito.

Quando arriviamo all’Escala Christian va a controllare se Chris dorme tranquillo e io approfitto dei minuti preziosi che ho a mia disposizione per precipitarmi nella Stanza Rossa. Con un entusiasmo febbrile scivolo fuori dal mio vestito e preparo tutti gli oggetti di cui avrò bisogno, poi invio un SMS a Christian. Lascio la porta socchiusa, in modo che la luce calda che ne fuoriesce inviti, allettante, a percorrere il buio corridoio, come un faro che guida nella notte. Aspetto dietro la porta per fare in modo che Christian entri nella stanza prima di avermi vista.

Quando sento il rumore dei suoi passi avvicinarsi, il cuore inizia a battermi all’impazzata nel petto. Sistemo il mio corsetto, mi rialzo e mi liscio i capelli. Io ho una sola possibilità per convincerlo a rimanere qui.

Finalmente lui entra nella stanza: il suo atteggiamento tradisce chiaramente la sua esitazione ma capisco che avverte la mia presenza dietro di lui e si tranquillizza, mentre le sue spalle assumono un portamento fiero.

Esco dal cono d’ombra dietro la porta, chiamando a raccolta ogni oncia del mio coraggio e muovendo i tacchi sul pavimento lucido: “Ti stavo aspettando, Mr Grey” dico con una voce seducente e roca, mentre premo il pulsante sul telecomando per far diffondere nella stanza la mia playlist appositamente selezionata …

11 thoughts on “Capitolo 54

  1. lamb says:

    brava….continua cosi….e grazie

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  2. ROMINA says:

    Grazie per il lavoro che fai di traduzione, quando uscirà il prossimo capitolo? Di nuovo grz 1000!

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  3. Rosalba says:

    ancora complimenti e…grazie!

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  4. agnese says:

    grazie…questa storia mi ha preso come il libro…grazie per la traduzione è un lavoro immenso…complimenti!!!!

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  5. Lucia says:

    In trepidante attesa del prossimo capitolo…Quando potremmo leggerlo? Complimenti a Monique per la superba scrittura e a Paola per il grande ed ottimo lavoro di traduzione…

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  6. Rosalba says:

    In attesa del prossimo capitolo,faccio ancora i complimenti a Monique per la scrittura e a Paola che ci permette di leggerli…

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