Capitolo 56

Guardo i suoi occhi spalancarsi per la sorpresa prima di capire, poi apre la bocca in un sorriso, il suo sguardo si fa adorante e luminoso d’amore. “No. Niente più dolore. Solo tu, baby. Sei più importante della vita stessa. Sono sopraffatto da te”, sospira, e che stia dicendo la verità lo si capisce con chiarezza dal suo sguardo fiero.

“Solo noi”, lo correggo. Condivido interamente la marea di sentimenti che in questo momento lo sommerge. Nessuno di noi due esiste senza l’altro, le nostre vite sono un esempio di sinergia, stiamo assolutamente meglio quando siamo insieme.

Christian approva la mia correzione con un piccolo cenno intimorito prima di impossessarsi della mia bocca con un lento, profondo bacio, le sue labbra mi comunicano tutte quelle emozioni che lui non è sempre in grado di esprimere. Voglio abbandonarmi a questo momento, voglio perdermi in lui, e questo è esattamente quello che faccio, assaporando la sua dolce dichiarazione d’amore senza parole.

Poi lui si allontana da me spostandosi e rotolando sulla schiena per liberarmi dal suo peso, e sono io, adesso, ad appoggiarmi a lui. Lunghi minuti trascorrono in silenzio, le sue forti braccia mi circondano e mi tengono stretta. E’ uno di quei momenti in cui ti rendi conto della vulnerabilità del tuo cuore, quando riguarda un’altra persona. Quando ti rendi conto che in quell’altra metà di te stesso consiste tutta la tua vulnerabilità. Se qualcosa dovesse succedere a Christian, se per qualsiasi motivo il suo amore e la sua vita mi dovessero venire meno, la devastazione della mia anima sarebbe assoluta.

Dal modo in cui mi stringe capisco che sta provando gli stessi sentimenti che provo io, il dolce-amaro dell’amore e il pericolo intrinseco di essere così impotenti ed esposti a ciò che l’imprevedibilità della vita può comportare. In questo momento ho una visione chiara della sua anima, intravedo la ragione per cui ha una necessità assoluta di controllo. Più variabili riesce a controllare, più si rende conto di essere in grado di gestire le varie situazioni, tanto più quando la vita dei suoi cari vi è coinvolta.

Quando era piccolo, nessuno gli ha mai rivolto alcuna attenzione e quella madre che avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di lui aveva miseramente fallito. Non c’è da meravigliarsi che lui, adesso, si impegni con tutta la forza della sua formidabile volontà. E’ un nuovo spaccato della psiche di mio marito, che si sta rivelando sempre meno complicato a mano a mano che affronto la vita con lui.

Desiderosa di offrirgli uno spunto per lenire la paura che ha messo in subbuglio le nostre vite quasi fino dal primo giorno in cui ci siamo ritrovati, lo tiro più vicino a me. “Christian Grey, marito mio, ti amo con tutta me stessa. Voglio che tu sappia – non che tu speri o desideri – ma che tu sappia che non potrò mai lasciarti di nuovo”. Le mie parole sono fervide, sussurrate, e intanto con le labbra gli sfioro il collo, mentre cerco di penetrare attraverso la sua tagliente razionalità, fino nella parte più profonda della sua anima ancora ferita.

Gira la testa, premendo le sue labbra sulla mia fronte. “Grazie”, sospira, “me ne rendo conto guardandoti, adesso”.

Anche se questo non potrà certo annullare quella nube scura di pericolo che incombe su di noi minacciando mari in tempesta, sono sollevata che Christian, per lo meno, abbia fiducia nel mio amore duraturo.

Con un po’ di serenità, posso abbandonarmi di nuovo a pensare alla scena che abbiamo appena giocato. Sto ancora riflettendo su come è stato dannatamente erotico; è stata estremamente esaltante la sensazione di essere io ad avere il controllo, e, naturalmente, lo è stato anche il successivo orgasmo che mi ha infiammato ogni neurone, anche se capisco di essere stata davvero egoista. Il solo pensare a come ho perso il controllo mi sta facendo ridacchiare tra me e me.

“Di cosa sei così compiaciuta, Mrs Grey?” mi chiede Christian con una smorfia.

Sento che sto arrossendo e allora rintano la testa più in profondità nel suo collo, ma il sorriso mi rimane congelato sul volto. “Niente”, bisbiglio timidamente.

A pensarci bene, la cosa che è ancora più sorprendente è che Christian riesca a mantenere il controllo su se stesso durante questo genere d’incontri, e sembra che non faccia nessuno sforzo. È questo quel che lui prova tutte le volte? Lo faccio impazzire di desiderio semplicemente perché gli lascio prendere il controllo? La risposta è sorprendentemente ovvia, ma per me è chiara solo ora che anch’io ho provato a prendere quel controllo.

“Oh, baby” mi dice con voce piena di ironia, poi sposta la testa, quindi non ho altra scelta che rinunciare al mio nascondiglio dietro il suo orecchio. Mi infila le mani tra i capelli, bloccandomi testa, e mi costringe a guardarlo. “Stai pensando alla violenza del tuo orgasmo? A come sei sgorgata a fiotti su di me?”

Mi sento del tutto allo scoperto, con il suo sguardo così intento su di me e il suo sorriso così evidente che posso solo ridere e arrossire ancora di più. “E’ stato …” socchiudo gli occhi scuotendo la testa, mentre cerco di trovare le parole “… solo … wow”.

Lui ride. “Wow è la parola giusta! Mi è sempre piaciuto guardarti venire, baby,  ma stavolta è stato fenomenale. Cazzo come è stato eccitante! Pensi che gli ormoni della gravidanza abbiano qualcosa a che fare con quello che è successo?”

Io sbuffo, come sempre agitata all’idea che lui conosca così intimamente come funziona un corpo femminile. “Uhm… io, uhm… no” riesco finalmente a dire, incapace di combattere l’inevitabile rossore che mi compare sulle guance.

“Come fai a saperlo? Perché, baby, io non ne sono convinto”, mi dice seriamente, mentre i suoi occhi d’ardesia brillano di eccitazione al solo pensiero. “Io sarò sempre qui, per darti tutto ciò di cui hai bisogno, Mrs Grey, qualunque cosa sia, sempre e ovunque”, mi sorride lascivamente, contorcendo le sopracciglia in modo affascinante.

Con aria scherzosa gli do un pugno sul braccio. “Non sono stati gli ormoni!” ribatto, ridendo della sua impazienza. “Penso che sia troppo presto per questo, e poi io so perché è stato così eccitante …”

Lui alza un sopracciglio, a questo punto divertito. “Davvero, Mrs. Grey?  Per favore, perché non mi dici allora – a qualunque costo – cosa è stato?”

Naturalmente il mio sensuale e arrogante marito pensa che sia stata la sua ineguagliabile abilità sessuale a spingermi oltre il limite, ma io sono pronta ad aggiungerla alla lista delle cose che mi hanno eccitato nella Camera Rossa. Seduta a cavalcioni su di lui, mi piego in avanti per baciarlo sul petto. Tra un bacio e l’altro, gli faccio un elenco minuzioso: “Hhhmmm, oltre al tuo corpo mozzafiato” bacio “e la tua resistenza senza pari” bacio “e il furore che ti ho letto negli occhi” bacio “ la cosa che mi ha veramente spinta oltre ogni limite è stato avere il controllo”, ammetto, dandogli un altro bacio sull’angolo della bocca.

Tirandomi indietro lo guardo, curiosa di valutare la sua reazione. La sua espressione è tra la sorpresa e l’apprensione, il che mi fa capire che il mio Dom non intende assolutamente scambiare tra di noi i ruoli con regolarità, forse non intende affatto farlo. Lieta di poter cogliere i segnali che mi manda, mi precipito a offrirgli quella rassicurazione di cui ha chiaramente bisogno. “Non ti preoccupare, Mr Grey, non voglio una mia stanza dei giochi e non voglio che tu sia il mio cagnolino” scherzo “ma sono felice di avere sperimentato l’altro lato della medaglia”.

Lo sguardo di sollievo che gli inonda il volto è talmente evidente che mi fa capire che lui  non ama assolutamente lo scambio di ruoli. Sento di avere una espressione preoccupata quando inclino la testa di lato. “E’ stato così difficile rinunciare per un po’ al controllo?”

“Baby”, mi dice con voce roca, stringendo la sua presa sui miei fianchi, “Il problema non è stato rinunciare al controllo, ma cazzo! Non poterti toccare è stato un inferno!”, mi informa, con gli occhi di nuovo accigliati al solo pensiero.

Oh, il mio Fifty.

“Allora, a parte il non potermi toccare la cosa ti è piaciuta, giusto?” gli chiedo con un piccolo broncio, guardando le mie unghie che tracciano pigramente dei cerchi sul suo bellissimo petto.

Lentamente lui annuisce, muovendo la testa per catturare il mio sguardo. “Anastasia”, mi dice con un tono serio, “a parte le mani è stata la cosa più sexy che mi sia mai capitata, e farei qualunque cosa per vivere di nuovo un’esperienza del genere”. Il sorriso sulla sua bocca è peccaminoso, si gode il mio timido arrossire poi distoglie lo sguardo, con una smorfia, improvvisamente distratto mentre si porta le mani sotto la schiena. “Cosa c’é qui sotto?” chiede, tirando fuori da sotto di sé una piccola bottiglia di olio da massaggio.

Ridacchiando, le mie guance rosee virano velocemente al rosso cupo mentre prendo la bottiglia che ha in mano. Me ne ero dimenticata, come mi ero dimenticata tutto quello che avevo pianificato per giocare il ruolo della Padrona viziosa quando l’istinto ha preso il sopravvento sul mio corpo, e mi ha fatto dimenticare tutto, tranne il mio nome. “E’ un olio da massaggio” scherzo, suscitando in mio marito uno sguardo divertito da me ne sono accorto.

“Non lo hai mai usato”, mi dice scherzando, con tono non proprio gentile e ancora godendosi il mio disagio.

“Uhm … beh, no”, dico con una risatina, “sono stata interrotta da un selvaggio, non ricordi?”, e rivolgo al mio scherzoso marito uno sguardo di finto rimprovero.

Con un suono animalesco si gira, mi rovescia dal trespolo su cui mi ero abbarbicata e in un attimo mi ritrovo sotto di lui. “Sì”, dice con voce roca, bloccandomi i polsi sopra la testa, “un uomo selvaggio, affamato di te!” Con la mano libera mi stringe i seni e li massaggia, mentre continua a tenere il suo sguardo bloccato al mio. Che è pronto per il secondo round è evidente anche perché preme il suo membro duro contro la mia pancia.

Con quella sua voce intrisa di lussuria parla, la sua voce baritonale penetra attraverso di me con deliziose vibrazioni. “Dimmi, Mrs Grey, che cosa altro avevi in mente per il tuo schiavo?” Avvicinandosi, fa scorrere il naso lungo il mio, creando intorno a noi un’atmosfera assolutamente intima.

“Hhmmm”, mormoro, irretita come sempre dal mio uomo che prende il controllo. Le mie palpebre si socchiudono, il mio sguardo lampeggia lentamente mentre cedo al calore travolgente del suo schietto piacere. “Ti avrei voluto fare un massaggio” sussurro, concentrata, crogiolandomi nel dolce fluire del mio sangue, mentre ancora una volta il desiderio mi prende.

Sporgendosi, Christian avvicina la sua bocca alla mia e mi illude facendomi sperare in un bacio ma invece mi morde il labbro inferiore, affondandovi delicatamente i denti e tirando. Il ghigno che accompagna questo gesto mi fa capire che ritiene inadeguata la mia risposta.

Con un sospiro raccolgo il mio buon senso e modifico rapidamente i miei piani, posso ancora avere la possibilità di portare a termine il mio progetto. Non credo sia un guaio se rovinerò la sorpresa.  “Stavo per venire a sedermi su di te, sopra il tuo torace, standoti di fronte, e volevo massaggiare il tuo uhm … inguine”.

Christian inclina la testa e mi preme un caldo, umido bacio in quel punto sensibile appena sotto l’orecchio, il che mi provoca la splendida sensazione di un brivido che percorre tutto il mio corpo. Senza fiato giro la testa per consentirgli un più facile accesso al mio collo. “E volevi farlo mentre ero legato?”

Inarcandomi per il piacere che mi sta dando la sua bocca sibilo una risposta: “Sìii”.

“E adesso, Mrs Grey?” Si ferma un attimo, lasciandomi scherzosamente in attesa mentre mi stuzzica senza fretta e mi mordicchia piacevolmente, come è suo solito, la spalla nuda. “Hai ancora voglia di giocare?”

Spalanco gli occhi mentre il significato implicito delle sue parole mi colpisce come un colpo di frusta. Vuole che io giochi di nuovo il ruolo della Dominatrice? “Uhm … sì” sussurro, forse un po’ troppo in fretta, “ma solo se tu ti trovi a tuo agio” mi correggo e mi fermo a guardarlo con serietà, la sua richiesta inaspettata mi giunge strana alla luce della conversazione che abbiamo appena avuto.

“Dipende” ribatte, con voce bassa ma venata della inconfondibile tensione del desiderio.

La mia dea interiore si mette a sedere, con i capelli scompigliati e aggrovigliati come dopo una seduta di sesso, ma i suoi occhi sono luminosi e interessati. Doppio oh!

Sospiro, assaporando il contrasto tra la sua morbida e umida lingua e la sua pungente barba mentre lui continua a leccare la mia sensibile pelle dando piena prova delle sue abilità sensuali. “Da cosa?” chiedo, quasi troppo sbalordita per rispondere.

Ridacchia mentre mi bacia. “Dal fatto che tu sia disposta ad accettare un compromesso”.

Vagamente capisco che sarei in condizione di trattare con lui, ma mi sento troppo felice perché me ne importi. “Uh-huh” concordo senza difficoltà mentre lui continua il suo percorso e si allontana dalla mia clavicola per spostarsi al mio seno. Ansimo, la mia schiena si inarca dal letto quando lui arriva ad afferrare il mio capezzolo, la sensazione che provo sfreccia immediatamente in basso, al mio sesso e alle mie gambe.

“Hhmmm,” mormora contro la mia carne tremante, dimenticando apparentemente quello che abbiamo appena detto. La sua mano libera percorre tutta la lunghezza del mio corpo, il suo tocco assapora i contorni femminili del mio petto, della mia vita e dei miei fianchi prima di scivolare tra le mie gambe.

Spudoratamente le apro, dandogli accesso e abbandonandomi  alla sua mano con un rantolo. Con tre dita mi strofina con un movimento circolare ed esercita una pressione perfetta con il palmo della sua mano sul mio monte di Venere. “Unf” gemo, mentre i miei fianchi cominciano a muoversi da soli.

Mi provoca un lieve dolore quando afferra il mio capezzolo con i denti, tirandolo per poi lasciarlo andare. “Mi piace come sei reattiva, baby” brontola con voce roca, “e voglio vederti venire di nuovo – così violentemente – come hai fatto prima, ma io non voglio essere legato, d’accordo?”  mercanteggia con tranquillità. “Cercherò di tenere le mani strette sulla testata del letto per tutto il tempo che posso, ma se ho bisogno di toccarti lo farò”. Anche se la sua voce è calma, misurata, avverto che contiene anche una nota di supplica.

Mi rendo conto che mi ha sapientemente distratta e sta imponendomi il suo volere, ma non ho alcun problema a concedergli questo e sono molto impaziente di giocare la scena che avevo pianificato. Anche il solo pensare cosa sarebbe successo mi ha molto emozionata. Sì, voglio la sua sottomissione, e quale donna direbbe di non voler provare un orgasmo sconvolgente? ma soprattutto mi piace il fatto che questo sta rafforzando la fiducia tra di noi. “Okay” concordo senza problemi, sperando di riuscire a reggere perché invece sento che sono sul punto di godere di nuovo.

Emetto qualche gridolino quando Christian mi fa rotolare insieme a lui, con un’altra mossa rapida, in modo che io lo possa cavalcare di nuovo. “Fai del tuo meglio, Mrs Grey”, mi dice, con le palpebre già socchiuse per il desiderio, che risulta evidente al solo guardare tra le sue cosce muscolose.

L’orgasmo cui un momento fa pensavo di non riuscire a resistere si dissolve, lasciandomi in preda al desiderio. Il sorriso che vedo sul volto di mio marito conferma il mio sospetto che ha usato quelle sue magiche dita per ottenere quello che voleva, ma con l’aiuto della mia spavalda dea interiore spero di mostrare a Christian un trucco o due dei miei.

Con un sopracciglio inarcato e il mio migliore sguardo severo da Dominatrice gli chiedo di mantenere la sua promessa e di tenere le mani strette alla testata del letto. Quando lui mi rivolge un sorriso appropriatamente contrito, rispettando la parola data, sono colpita dal suo corpo che si inarca per spostare le braccia dietro la testa, per afferrare le sbarre di legno massiccio. La posizione mi permette di vedere i suoi muscoli dorsali, che compongono la splendida forma affusolata del suo perfetto torace.

Whoa!  Lui è eccitato!

Mordendomi il labbro raddrizzo la schiena, spingo fuori i miei seni e scuoto i miei capelli per provocarlo. “Devo rimettermi quello che indossavo prima, Mr Grey?” chiedo, il che implica che lui non resisterà a lungo.

Mi accorgo immediatamente che i lunghi muscoli delle sue braccia si contraggono e che lotta per tenersi stretto al letto. I suoi occhi sono tenebrosi e incollati al mio petto. “No”, gracchia con voce roca prima di leccarsi le labbra, “Va tutto bene”, aggiunge, in un tono che invece fa pensare che le cose stiano diversamente.

Cribbio! Questo deve essere il più potente afrodisiaco nel mondo, il vedere l’uomo che ami che ti desidera con ogni fibra del suo essere e che scoppia letteralmente dalla voglia di toccarti e di prenderti.

“Non mi devi toccare”, gli ricordo mentre mi alzo sulle ginocchia e mi giro. Siccome gli volto le spalle, lui non può vedere il sorriso cui mi lascio di nascosto andare al sentire il grugnito che emette in risposta. Sono contenta di non avergli rivelato i dettagli del massaggio, quando me lo ha chiesto. Sono abbastanza sicura che non sarebbe stato poi così entusiasta se avesse saputo che, insieme al piacere, avrebbe comportato anche un pizzico di tortura.

Aprendo il tappo della bottiglia mi faccio schizzare una quantità generosa di liquido sulla mano e lo riscaldo rapidamente sfregandolo tra i palmi. Proprio come dicevano le istruzioni, parto dalle sue cosce massaggiandole con movimenti fermi, ma facendo attenzione a non toccare il suo sesso irrigidito e rigonfio.

“Hhmmm” lo sento gemere dietro di me “Hai un culo davvero provocante, baby”, mi dice sfacciatamente, e immagino che si senta abbastanza sicuro che sarà in grado di tenere le mani a posto.

Non per molto, cinguetta la mia dea interiore, con un sorriso del tutto malizioso.

Intenta a fare sì che le sensazioni che prova siano il più deliziosamente intense che posso, impasto e strofino tutto il suo membro teso, toccando sempre e solo la base. L’olio mantiene fluidi i miei movimenti, le mie mani scivolano con facilità e sensualmente sulla sua pelle. Posso sentire che inizia a dimenarsi sotto di me, i muscoli dell’addome si  irrigidiscono in ondate di anticipazione. Ogni volta che faccio un passaggio alla radice del suo membro sento che il suo respiro si blocca.

“Ana!”, ringhia sobbalzando sul letto con un’altra torsione dei muscoli, non appena lo scopo del mio gioco diventa chiaro.

“Ssshhh” lo blandisco, cercando di rimanere concentrata su quello che voglio fare, “Ti farò venire” sospiro, aggiungendo silenziosamente dentro di me un  alla fine.

Io uso il palmo della mia mano mentre lavoro alla giunzione delle sue gambe e sono premiata dalle brevi raffiche taglienti del suo respiro. E’ una cosa profondamente erotica il cercare di mantenerlo in bilico impedendogli di raggiungere subito l’orgasmo. Non posso fare a meno di dimenarmi anch’io, strofinando il mio sesso sul suo addome.

“Cazzo! Fanculo!” sibila digrignando i denti. Inclina i fianchi, prima da un lato e poi dall’altro, nel tentativo di guidare le mie mani là dove vuole che lo tocchi. Sono affascinata dalle contrazioni e dagli scatti del suo pene, quasi come se avesse una vita propria. Io lo vedo gonfiarsi e indurirsi ulteriormente quando stringo il suo scroto massaggiandolo delicatamente con le mie mani.

Quando infilo le mani sotto il suo scroto e faccio scorrere il dito medio lungo il perineo, lui quasi mi scaglia lontano tanto si solleva sul letto. “Basta”, geme con un addolorato sussurro rauco, il solo tono mi dice che fa sul serio.

Se sto perdendo il controllo solo perché sento come lui corrisponde alle mie sollecitazioni, allora la sua moderazione attesta il controllo incredibile che lui esercita sul suo corpo; è chiaro, però, che il mio uomo non riesce più a resistere. La parte della tortura è finita, è il momento di dargli la dolce ricompensa e, proprio come a lui, anche a me piace vederlo godere per quello che gli faccio.

La cima della sua erezione è fortemente allargata, è addirittura violacea per il flusso violento del sangue. “Ti farò venire” dico di nuovo, ma questa volta stringo con forza il suo pene e vi faccio scivolare sopra una mano, mentre l’altra rimane sulle sue palle, che continuo a massaggiare delicatamente.

“Grazie, cazzo!” sputa fuori, aspirando una boccata enorme d’aria mentre tutto il suo corpo trema con uno spasmo stressante. Un secondo dopo mio marito lascia andare la testata del letto, perché la sua pazienza ha raggiunto i limiti. Sento che mi afferra rudemente un fianco mentre infila la mano libera, col palmo rivolto verso l’alto, sotto il mio culo, spingendo in fretta due dita tra le labbra fradice del mio sesso. “Arrrgg,” si lamenta, in estasi, “sei così fottutamente bagnata!”

Dietro di me sento che la sua testa ricade all’indietro sulla pelle che ricopre il letto. Il suo piacere è il mio, e dalla sensazione che mi trasmette la sua erezione capisco che il suo piacere è intenso. Mi spingo indietro sulla mano di Christian, emettendo un suono strozzato mentre il mio orgasmo latente torna rapidamente in vita e sto per abbandonarmici.

Contro il mio palmo lo sento pulsare, sta per liberarsi con una fuoriuscita violenta. “No!” ringhia, bloccandomi. “Non così. Voglio vederti, baby”, mi implora, ma non aspetta la mia risposta. A tempo di record, e prima che io possa protestare, mi gira sulla schiena, mi costringe ad aprire le gambe e si mette in ginocchio tra loro.

Se prima è stato selvaggio, ora è addirittura impazzito. I suoi occhi sono opachi, il suo respiro è affannato e il suo corpo meraviglioso è cosparso di sudore. Il vederlo così apertamente eccitato è pazzesco e fa aumentare il mio desiderio di dieci volte. Prendo la sua mano e la sposto giù, sulla mia pancia, in un disperato tentativo di arrivare prima al traguardo.

he glowers, closing his hand over his straining erection and cupping my slickened sex. “Tocca a me, adesso, baby, e penso che tu abbia bisogno che io ti ricordi chi comanda”. Mi guarda in cagnesco, chiudendo la mano sulla sua straordinaria erezione e intanto sollecita con carezze il mio sesso. “Tieni le braccia alzate”, mi ordina con tono grave, e intanto tiene i suoi occhi semichiusi fissi nei miei,  che sono spaventati.

Senza un attimo di esitazione obbedisco, sono le mie mani che adesso afferrano la testata del letto mentre io mi controllo, senza riuscire a controllarmi, desideroso che mi tocchi più approfonditamente.

“Resisti!” mi ammonisce brutalmente, spingendo due dita nella mia apertura mentre preme i suoi pollici sul mio clitoride.

Io mi lamento rumorosamente quando arriccia le dita verso l’alto, incontrando e sollecitando quel magico fascio di nervi che eccita al massimo il mio desiderio. Guardo il mio splendido marito, che muove il polso con grande facilità praticata accarezzando il suo pene, mantenendo un ritmo abbastanza lento per resistereun po’ più a lungo. L’odore del sudore che ricopre i nostri corpi si alza dalle nostre membra riscaldate e posso sentire il nostro affannato ansimare, come fossimo due velocisti in competizione. Posso sentire la tensione crescere nel mio corpo, aumentare di diverse tacche ogni volta. “Per favore”, lo prego, cercando come posso di trattenermi.

“Tu sei mia, Anastasia”, insiste, mentre le sue dita abili mi portano all’apice di un orgasmo che potrebbe distruggermi.

“Sì! Tua!” riesco solo a singhiozzare, desiderosa solo di lasciarmi andare.

Soddisfatto, lui dà ascolto alla mia supplica e aumenta la velocità delle sue dita. Il mio sesso si abbandona avidamente alla sua intrusione mentre le mie gambe cominciano a irrigidirsi. His jerking hand matches the rhythm that’s getting me off, and by the grimace on his face I can see that we’re failing together. La sua mano si muove velocemente, e dalla smorfia sul suo volto mi rendo conto che stiamo per godere contemporaneamente.

Il mio orgasmo mi colpisce brutalemente, mi strappa fuori da me stessa, il mio corpo si piega sul letto mentre spasmi di piacere mi percorrono tutta. “Christian”, grido, completamente distrutta dalla mia liberazione.

Attraverso la nebbia della mia estasi sento Christian crollare esattamente come me, la beatitudine gli strappa un gemito primordiale dalla gola. La sua testa crolla all’indietro e anche lui è preda della sua liberazione. Guardo la sua mano che continua ad andare su e giù sul suo pene, guardo il suo sperma che sgorga da lui in lunghi schizzi, i nastri bianco-latte ricadono sul mio sesso e sul mio ventre.

E’ un’altra prima volta per noi, e si tratta di una cosa che mi potrebbe parere strana se non fosse per il piacere puro che vedo dipinto sul bel volto di mio marito. Il suo corpo rabbrividisce un’ultima volta, e la sua mano ricade lontana da lui. I suoi occhi sbigottiti incontrano i miei, poi lui si riprende e abbassa lo sguardo verso il mio ventre.

“Sei mia”, ribadisce, fissando il fluido viscoso che ha lasciato su di me.

I gasp as insight bleeds through my sex-fogged mind. Ansimo mentre, nella mia mente annebbiata dal sesso, si fa strada la verità. Mi rendo conto che mi ha voluta marcare, sono improvvisamente consapevole del fatto che ha deliberatamente riversato il suo seme caldo sul mio corpo.

8 thoughts on “Capitolo 56

  1. ROMINA says:

    Grazie per la traduzione di questo capito, aspettavo con ansia questo momento. direi che intenso e travolgente è riduttivo ….. grazie davvero per il lavoro e per l’impegno di tradurre i capitoli e di renderci partecipi di questa storia. Complimenti !

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  2. Spero di inviare in fretta il 57, voglio mettermi in pari con Monique!

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  3. agnese says:

    Complimenti Paola per la traduzione e a Monique per questa bellissima storia che mi emoziona e mi affascina capitolo su capitolo!!!!!

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  4. Grazie a te, Agnese! I vostri commenti sono di stimolo!

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  5. Marina says:

    Grazie Paola, il mio inglese zoppica un pò e le traduzioni di google, nn rispecchiano bene lo scritto, il tuo lavoro è davvero oro, almeno per me e grazie a Monique che continua a scrivere questa storia meravigliosa, grazie davvero!! Marina

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