Capitolo 6

Le porte dell’ascensore si aprono al piano terra dopo aver fatto un paio di fermate lungo il percorso. Io ne esco ma mentre oltrepasso il banco della reception vengo intercettata da un membro del personale del Conrad molto efficiente che mi ferma col braccio.

“Mi scusi, Ms Steele, da questa parte per favore”. Mi rivolge un largo sorriso e mi fa strada da dietro il banco indicandomi con un ampio movimento le porte d’uscita in vetro. Smette di agitarsi e mi fa un leggero inchino del capo.

Soffoco una risatina alla vista di quel gesto vecchio stile. Ma … un attimo, come fa a sapere il mio nome?

“Mr Grey mi ha chiesto di organizzare un taxi per lei e di assicurarmi che uscisse dall’albergo senza problemi”, si sente in dovere di spiegarmi vedendo la mia espressione confusa. Pare soddisfatto di se stesso perché ha seguito con tanta diligenza le istruzioni che gli erano state date.

Sorrido con benevolenza, ma al mio interno fremo. C’è forse qualcosa in cui Fifty non si immischi?

Un giovane in uniforme da portiere mi tiene la porta aperta e poi di corsa si precipita ad aprirmi anche la porta del taxi in attesa. Cavolo, posso cavarmela da sola! Non sono un invalido impotente. Tutto questo mi provoca una fitta di disagio.

Mi lascio scivolare sul sedile posteriore ringraziando, ma non posso fare a meno di avere un tono un po’ irritato; la cosa però non sembra affatto turbare il ragazzo, che mi rivolge un altro sorriso radioso. Mi chino in avanti per dare al tassista il mio indirizzo, ma il giovane mi precede: infila il braccio nel finestrino aperto e snocciola le istruzioni all’autista. Infine si rialza, tocca il tetto due volte e il taxi parte, scivolando nel traffico.

Io medito sulla megalomania prepotente di Christian. Suppongo di non poter fare altro che accettarlo così com’è. Se le cose funzioneranno per noi – come spero sarà – dovrò conviverci a ogni giorno, e così dovrà fare anche Chris.

Il pensiero di Chris e Christian insieme mi fa sorridere. Christian dovrà darsi una bella regolata con suo figlio. Chris è così indipendente e caparbio e, anche se proteggere il proprio figlio è sicuramente la prima preoccupazione di ogni genitore, bisogna anche lasciarli andare e lasciare che facciano le loro esperienze. Mi chiedo come il signor Io-voglio-decidere-quello-che–va-bene-per-te gestirà questa sfida. Per fortuna Chris non è Christina! Il padre potrebbe aver avuto la tentazione di avvolgerla nell’ovatta e di rinchiuderla da qualche parte!

Quando arrivo all’hotel dove alloggio mi dirigo verso la nostra suite e trovo il mio bambino e la mamma intenti alla costruzione di un puzzle sul tavolino basso. Appena mi vede i suoi occhi si illuminano, si alza in piedi e mi avvolge le gambe con le braccia. Mi piace che il mio bambino sia sempre così felice di vedermi! Il suo abbraccio incondizionato e sincero è un balsamo per i miei nervi scossi e devastati.

Gli occhi di mia madre si inteneriscono e brillano di amore mentre ci guarda. “Sei tornata indietro intera, allora?” Il suo affettuoso sorriso riflette il sollievo che prova perché io non sono tornata in lacrime e turbata.

“Solo un po’!” dico sorridendo, in modo che lei sappia che sto solo scherzando.

Prendo in braccio Chris e lo porto dove lui e la mamma hanno sistemato il puzzle. Lui si dimena tra le mie braccia, pronto a tornare al suo lavoro. Mi unisco a loro sul pavimento e, siccome sono il nuovo arrivato che ovviamente non sa nulla di quel puzzle, Chris inizia a darmi le istruzioni di come devo procedere.

“Mamma, è necessario prima di tutto partire con i pezzi esterni”, dice indicandomi la pila dei pezzetti con i bordi lisci, “vedi, sono quelli con un bordo diritto. Poi devi mettere tutti i colori insieme, in questo modo” prosegue raccogliendo due pezzetti che sono quasi tutti verdi e aggiungendoli alla pila verde.

“Capisco” fingo di concentrarmi con attenzione e mi mordo il labbro per tenere a freno la mia allegria. Sta prendendo la cosa molto sul serio. E’ adorabile e col suo modo di fare mi ricorda un altro prepotente maniaco del controllo che conosco bene.  Incontro lo sguardo di mia madre, che dall’altra parte del tavolo sta anche lei cercando di reprimere il sorriso.

Una volta che abbiamo ricevuto tutte le debite istruzioni e Chris pensa che abbiamo capito quello che si aspetta da noi, cominciamo a mettere a posto i vari pezzi. Lui ci controlla da vicino e ci corregge in fretta, se abbiamo il coraggio di fare qualcosa che il suo progetto non contempla.

La cosa è divertente e rilassante e mi distrae da quello che è successo oggi. “Indovina un po’, amico?” dico con voce piena di entusiasmo arruffandogli i capelli. Il mio cuore si contrae pensando a quello che potrebbe succedere domani. Una cosa che potrebbe cambiarci di colpo la vita.

La sua testa ramata si gira verso di me, i suoi occhi grandi aspettano fiduciosi. “Domani sarà un grande giorno per noi”. Mi fermo un attimo per far crescere la sua eccitazione; lui sta sorridendo.

“Mamma ha da fare un po’ di lavoro noioso domani mattina, ma dopo incontreremo un mio amico molto speciale, che ha intenzione di portarci da qualche parte, ma è una sorpresa!”

Batte le manine  e salta su e giù, “Oohh, una sorpresa!” E’ raggiante, il suo sorriso va da un orecchio all’altro. “Dove andiamo mamma? È bello il tuo amico? Possiamo andare adesso?”. Sono certamente riuscita a eccitarlo, le sue domande sono senza fine.

“E’ una sorpresa, tesoro!” Io fingo di essere infastidita, per prenderlo in giro. “Se te lo dico, allora non sarà più una sorpresa! E … sì, è molto bello, ti piacerà un sacco! Moltissimo!” spiego, mentre il nervosismo e la speranza dilagano nella mia mente.

Decido di spiegare a mia madre la nuova organizzazione del viaggio finché Chris è qui con noi. Scommetto che lui sarà così entusiasta di montare su un aereo privato che mia madre non avrà il coraggio di chiedermi di cambiare programma. “E poi …  ci porterà a casa con il suo aereo personale!”. Scruto l’espressione di mia madre, per capire come la ha presa: lei sembra un po’ sorpresa ma fortunatamente non arrabbiata.

I suoi occhi si allargano per la meraviglia, “Wow mamma, l’aereo atterrerà nella nostra strada? Potremmo chiamare Joshua, potrebbe venire anche lui nell’aeroplano?” Si riferisce al figlio del nostro vicino, che è anche il suo migliore amico; il pensiero di mostrargli un vero aereo lo fa vibrare di entusiasmo.

Io e la mamma ci mettiamo a ridere. “No tesoro, l’aereo dovrà atterrare all’aeroporto e da lì torneremo a casa in macchina. Joshua non potrà venire sull’aereo stavolta, ma faremo delle foto che gli potrai mostrare quando lo vedi”.

E’ chiaramente contento e corre tutt’attorno alla sala con le braccia protese, imitando il volo di un aereo. “Yooo-hoo!”

Passiamo il resto del pomeriggio  a finire il puzzle e a mangiare cibo spazzatura; è la nostra vacanza, dopotutto.

“Devi preparare qualcosa per l’incontro di domani?” Mia madre mi chiede mentre cominciamo a rompere il puzzle della bella barca a vela. Lei sa quanto sia importante per me l’appuntamento di domani.

“No, ma ho bisogno di controllare la mia e-mail, Christian ha detto che mi avrebbe inviato i dettagli del programma di domani”. Sono abbastanza curiosa di vedere cosa è riuscito a combinare, senza dubbio sarà una cosa molto speciale.

“Pensi che sia una buona idea trascorrere tanto tempo con lui domani, prima la gita e poi il viaggio in aereo?”. Sta giocando nervosamente con un pezzetto di puzzle, quasi maniacalmente, per scaricare un po’ di nervosismo. Il suo sguardo è preoccupato.

“Oh mamma, chi lo sa?” Sospiro e distolgo lo sguardo per non permetterle di leggere dentro di me: non voglio che lei sappia quanto io conti sul successo di domani. “Sto solo cercando di seguire il tuo consiglio, cerco di fare in modo di sistemare le cose. So che si sarebbe sconvolto se avessi rifiutato”. Mi stringo nelle spalle, la mia bocca si incurva verso il basso. Vorrei sapere cosa è meglio fare.

Lei alza entrambe le mani e scuote la testa: “Va bene cara, a prescindere da tutto. Solo che non voglio che tu soffra, lo sai?” Mi inchioda con uno sguardo acuto e sento che il mio viso arrossisce.

“Lo so mamma,” Le do una rassicurante pacca con la mano e cerco di farle prendere fiducia. E’ ora di andare, non ho l’energia continuare a parlare col cuore in mano. Mi alzo dal pavimento e mi dirigo verso la mia camera. È ora di affrontare la mia e-mail.

Mentre avvio il mio computer portatile sento il battito familiare delle farfalle nello stomaco. Non posso credere quanto sono eccitata all’idea di ricevere un suo messaggio.

Da: Christian Grey

Oggetto: gita di domani

Data: 16 ottobre 2016 16:57

Per: Anastasia Steele

Anastasia,

sono contento dei progressi che abbiamo fatto oggi e della mia decisione di incontrare mio figlio. Sono riuscito a trovare un luogo che credo sarà adatto. Andremo a visitare il Barnacle State Historic Park. Si trova sulla riva della baia di Biscayne e dispone di strutture per picnic, nonchédi  una splendida fattoria storica costruita da un pioniere influente che era anche  designer di yacht.

Ricordati di dirmi a che ora devo passare a prendervi.

Alla luce di questa svolta della nostra vita tu devi accettare alcuni cambiamenti. Tu sai come io agisco e apprezzerò la tua collaborazione. Per favore credimi quando ti dico che questo è un elenco fortemente rivisto di cose che mi aspetto assolutamente che tu faccia, io ricordo fin troppo bene come ti senti al riguardo.

• Se le cose vanno bene domani vorrei la garanzia che avrò libero accesso a Chris tutte le volte che voglio.

• Voglio essere coinvolto in tutte le decisioni che lo riguardano.

• Ho ordinato una carta di credito per te, la utilizzerai per tutte le spese necessarie per garantire a Chris le migliori cure.

• Vi assegnerò delle guardie di sicurezza, questo significa anche che ci sarà qualcuno incaricato di accompagnare Chris a scuola.

• Dovremo discutere della scuola che frequenterà, io non credo che quella dove lo hai iscritto sia adeguata.

• Ho organizzato l’assistenza sanitaria privata per te e Chris.

• Ho depositato una somma sul tuo conto in banca. Ho fatto un calcolo approssimativo dei costi che hai sostenuto finora per il bambino. Questo perché, ovviamente, non ho potuto contribuire perché non ero neppure informato della sua esistenza.

• Da ora in poi riceverai mensilmente una somma a titolo di alimenti.

Ribadisco che questi termini non sono negoziabili.

Non vedo l’ora di trascorrere la giornata di domani con te e Chris.

Christian Grey

CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.

Perbacco,  si è dato da fare! Mi metto la testa tra le mani ed espiro bruscamente. Oh, Fifty, Fifty, Fifty. Mi aspettavo delle interferenze da lui, ma questo! E il suo tono – è come se avesse a che fare con qualche socio in affari, uno che non gli piaccia particolarmente!

C’è forse qualcosa di noi che lui non sa? Ho bisogno di un po’ di tempo per elaborare tutto questo, io non sono nemmeno sicura se si rende conto di come tutto questo può funzionare in pratica. Viviamo così distanti, non si aspetterà che io lo chiami ogni volta che devo prendere una decisione? Io sbuffo. Gia’,  è probabilmente proprio quello che sta chiedendo. E la scuola? Chris sta solo frequentando la scuola materna! Stiamo già organizzando il suo futuro? Questo è troppo!

Una lampadina mi si accende in testa. Ha finalmente una scusa per lasciare campo libero al suo fottuto bisogno di controllo! Chris gli ha fornito la giustificazione perfetta per assecondare le sue tendenze prepotenti. Cosa c’è di più normale di un padre che vuole proteggere suo figlio? E ‘ solo che, come sempre, lui esagera.

Cosa posso dirgli? Non sono in grado di negoziare. Gli ho mentito, sono fuggita via e lo ho tenuto lontano da suo figlio. Il peso della colpa che ho commesso mi sta costringendo all’angolo, obbligandomi ad essere arrendevole. Mi limiterò per ora a non prendere impegni precisi e vedrò se, col passare del tempo, riuscirò a farlo ragionare.

Da: Anastasia Steele

Oggetto: gita di domani

Data: 16 ottobre 2016 17:31

Per: Christian Grey

Caro Christian,

grazie per la tua e-mail. Il luogo che hai individuato sembra perfetto. Cosa possiamo portare? Puoi venirci a prendere alle 12:00 pm. Chris è molto eccitato all’idea del viaggio sul tuo aereo.

Non vedo l’ora di vederti.

Anastasia Steele

Premo l’invio. Ecco, questa mail è generica e non dice molto! Non dico se sono d’accordo o in disaccordo con i suoi diktat. Sono piuttosto orgogliosa di avere mantenuto la calma. Il mio subconscio mi strizza l’occhio, non è che tu abbia avuto molte altre scelte.

Sento il ping di un’altra e-mail in arrivo. Prendo una boccata d’aria per  trovare la forza, la mia calma da un momento all’altro si esaurirà – Christian può essere così imprevedibile.

Da: Christian Grey

Oggetto: gita di  domani

Data: 16 ottobre 2016 17:45

Per: Anastasia Steele

Anastasia,

so benissimo cosa stai facendo. Evitare una conversazione non fa sparire il suo contenuto.

Ho organizzato il nostro volo domani. Taylor è riuscito a ottenere il rimborso totale dei vostri biglietti aerei. Ho versato i soldi direttamente sul tuo conto. Ho in programma una sosta a Savannah perché voglio vedere il tuo appartamento. Possiamo  dare un passaggio a tua madre e poi porterò a casa te e Chris.

Vi verrò a prendere alle ore 12.00 in punto, non c’è bisogno di portare null’altro che i vostri oggetti personali.

Christian Grey

CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.

Cosa? Vuole vedere dove viviamo. Io sono sicura al cento per cento che lui sa be4nissimo dove abitiamo, quindi vuole vedere di persona l’appartamento. Sento una vampata di calore. Che pazzo stalker! Probabilmente vuole piombarci addosso e interferire senza ritegno nelle nostre vite.

Se ci compra un altro luogo in cui vivere io perderei il nostro appartamento, che mi piace tanto: è piccolo e accogliente, è il nostro rifugio. Sono certa che Mr Pignolo troverà che non va bene, che manca di qualcosa. Non ha alcun riguardo per come mi sono organizzata? Mi sto arrabbiando, mi sento esasperata all’idea che lui dia tutto per scontato.

Non che tu non abbia fatto nulla, mi dice il mio subconscio.

E se io mi fossi messa d’accordo con qualcuno perché venisse a prenderci all’aeroporto? E se avessi già un programma … E se questo programma includesse un qualcuno e questo qualcuno fosse una persona speciale ….?

Mmhh, rifletto, e se nella mia vita ci fosse qualcuno? Christian era solito pensare che metà del mondo fosse innamorato di me. Mi viene da ridere al pensiero ma non posso a meno di chiedermi se la pensa ancora così. Un piccolo sorriso si affaccia alle mie labbra, mi ricordo quanto la cosa lo faceva impazzire.

Quante volte Kate lo ha messo in croce facendolo ingelosire, lei pensava che lui avesse dei problemi ad impegnarsi; forse posso usare lo stesso sistema adesso. Un’idea splendida comincia a prende forma nella mia mente – un altro modo per dargli una piccola spinta nella mia direzione.

La mia dea interiore si sta già sfregando le mani dalla gioia, un sorriso malizioso sul volto.

Chiudo il mio programma di posta elettronica e apro Google per cercare un servizio di consegna fiori nel quartiere in cui abito. Cinque minuti più tardi mi sono ordinata un mazzo di fiori che dovrà essere consegnato domani  a casa mia, con un biglietto con su scritto: “Benvenuta a casa da parte di: tu sai chi, xx”. Per fortuna mi rendo conto in tempo che è meglio non aggiungere un nome, Christian indagherebbe fino alla morte su quel povero ragazzo, se davvero esistesse.

Io ricapitolo il piano nella mia testa:

1. Domani: romantico appuntamento con Chris e Christian – con me che terrò un comportamento al meglio che posso.

2. Il volo di ritorno a casa insieme, avendo così più tempo per rafforzare il nostro legame.

3. Poi:  fiori da un ammiratore anonimo – è garantito che Christian si ingelosirà.

4. Non devi arrabbiarti né opporti a nulla, non importa quanto stalker si mostrerà e quanto estenderà il suo controllo.

5. Cercare che Christian immagini il suo futuro con noi.

E’ facile ideare questo piano ma quello che voglio davvero, non c’è bisogno di dirlo, è che funzioni.

Da: Anastasia Steele

Oggetto: gita di domani

Data: 16 ottobre 2016 18:02

Per: Christian Grey

Caro Christian,

sarai il benvenuto nella nostra umile casa. Ti prego di ringraziare Taylor che si è dato tanto da fare per il rimborso dei  nostri biglietti aerei.

A  domani,

Anastasia Steele

Anche se la sua  esigente e presuntuosa e-mail è esasperante, trovo davvero difficile non cedere a qualche battute scherzosa, sono così tentata di chiudere il messaggio con la frase “laters baby”,  ma è chiaro dal suo tono formale quello che vuole in questo momento. Sento che non ho altra scelta, per ora, che chiudere in maniera formale il mio messaggio. La mia dea interiore tira fuori un’espressione accigliata.

Soddisfatta, chiudo il portatile con uno schiocco e vado in cerca di Chris per il bagnetto. Dopo che l’ho tirato fuori dal bagno ci infiliamo insieme nel suo letto per leggere una storia. Questo è uno dei momenti della giornata che preferisco. Amo fare le voci dei vari personaggi guardando il suo volto assorto nel mio racconto. Mi piace che ami i libri. Gli do una lunga coccola della buona notte e bacio il suo faccino tutto assonnato. Il mio prezioso bambino. Sono consapevole delle mie emozioni ancora in bilico appena sotto la superficie, pronte a traboccare al minimo soffio di sentimento.

Ragazzi, sono stati giorni pesanti.

Nel lasciare la sua stanza chiudo delicatamente la porta e faccio dondolare il collo per alleviare la tensione e sciogliere i muscoli. Potrei fare con un lungo bagno caldo e leggere qualcosa che mi distragga – non voglio pensare al mio incontro di domani o ai nostri progetti con Christian.

Trovo la mia mamma rannicchiata sul divano a guardare un film. “Io vado a fare un bagno e poi vado subito a letto.” Sono ancora stanca per la emozionante chiacchierata di ieri sera e dopo una giornata come oggi non in grado di affrontarne un’altra, se mi tolgo di mezzo non avrà l’opportunità di stringermi all’angolo.

Ho bisogno di non preoccuparmi, lei è così assorbita nella trama del film che si accorge a malapena di quanto le ho detto. “Va bene tesoro, rilassati”, mormora distrattamente, senza staccare gli occhi dallo schermo, persa nel film.

Yay! Non dovrò affrontare un nuovo pesante colloquio madre/figlia. Corro in camera prima che lei cambi idea.

Dopo un lungo bagno scivolo tra lenzuola linde e fresche, e mi godo per un attimo quel semplice piacere. Non devo aspettare a lungo prima che le mie palpebre si chiudano; sono felice che finalmente sia finita questa estenuante giornata e posso lasciarmi andare al sonno, piena di speranza per domani e desiderosa di allontanare da me le preoccupazioni e i sensi di colpa.

Mi desto poco prima che suoni la sveglia e corro a prendere il mio telefonino per interrompere l’irritante segnale acustico. Odio quel suono! Torno a letto per crogiolarmi un po’. Mi rendo conto che ho avuto una notte fantastica, mi sento riposata e rinvigorita. Deve essere l’astuto piano che ho architettato per riavere indietro il mio uomo. Mi compiaccio con me stessa per un minuto prima che il mio subconscio mi riporti alla realtà agitando verso di me un dito ammonitore: Non dire quattro se non l’hai nel sacco!

Oggi è il D-day! Julie Logan e la casa editrice che lei rappresenta sono la chiave del mio futuro. Ho scelto questa casa editrice per alcuni motivi molto specifici. In primo luogo, Christian non ne è proprietario. In secondo luogo, io rispetto davvero il loro modo di agire: hanno una clientela molto selezionata ed eccentrica. E, infine, io amo le copertine dei loro libri, realizzate come vere opere d’arte, e mi piacciono le loro strategie di marketing e di distribuzione. Sono innovativi, il loro modo di fare  business è inusuale. Hanno appena iniziato l’attività di una casa editrice è già si vantano di rappresentare scrittori di buon livello.

Quando ho lasciato Christian ho dovuto lasciare anche il mondo dell’editoria. Ho dovuto accettare lavori per i quali mi pagassero in contanti e senza fare troppe domande. Non avevo scelta, dovevo stare nascosta ed ero incinta e con il cuore spezzato. Non potevo permettermi sedute da uno psichiatra e dovevo evitare al massimo i miei amici e familiari in modo da non farli prendere nel fuoco incrociato delle domande di Christian.

Non potevo certo confidarmi con Jose, perché il mio piano funzionasse gli dovevo far credere che ero innamorata di lui e non neppure immaginare che mi stavo struggendo per il mio ex marito. Mi sentivo così sola e così distrutta! L’unica cosa che potevo fare per tenere sotto controllo il dolore era descriverlo. In ogni momento libero che ho avuto ho riversato la mia angoscia in tristi racconti d’amore.

Finora ne ho completato cinque. Non ho avuto il coraggio di farli leggere a nessuno fino ad ora. Li ho sempre sentiti così personali, come se fossero una parte di me. Ma le cose cambiano e penso che potrebbero diventare molto redditizi, sotto la guida giusta. Così ho deciso di proporli per la pubblicazione.

Ho inviato i manoscritti a tre case editrici selezionate, per avere più probabilità. Ho liberato i miei racconti perché trovassero le ali e ho trattenuto il fiato, in attesa. Sono rimasta sbalordita quando sono stata contattata da tutti e tre gli editori, che mi hanno chiesto un incontro. Avere suscitato tanto interesse in tutti è incredibile, e così ho avuto il privilegio di poter scegliere. Ho optato per l’azienda Buy the Book e oggi avrò un incontro con Julie Logan, il mio possibile editore.

Il mio stomaco fa una capriola. Proprio mentre scendo dal letto Chris viene ad abbracciarmi, “Voleremo oggi, mamma!” Il suo stridio vivace è seguito da un salto sul mio letto, dove rimbalza atterrando sul sedere in un groviglio di lenzuola.

Rido e lo prendo tra le mie braccia mentre salta giù dal letto. Io sono senza fiato e il mio cuore salta un battito, i bambini sono così fiduciosi! Lui era sicuro che io sarei riuscita a prenderlo. Vorrei che potessimo mantenere quella fiducia cieca anche da adulti, penso mestamente.

Dopo la prima colazione mi preparo con cura. Scelgo di assumere un’aria sofisticata e sicura di me. Mi pettino e mi mantengo su un make-up neutro. L’altro vestito buono che ho portato con me è in un classico stile anni ‘50. E ‘nero, con la gonna stretta in vita che termina proprio sopra le ginocchia. Il corpetto è increspato, con spalline incrociate che gli danno un look molto femminile. Lo completo con alti sandali neri e con una giacchina rossa dalle maniche corte, costellata di piccole perle incandescenti di vetro. Per il pic-nic con Christian cambierò i sandali col tacco per indossare delle scarpe basse e toglierò la giacca.

Mi metto davanti allo specchio e guardo con occhio critico il mio vestito. Yup, credo che questo sia esattamente quello che voglio. La mia dea interiore e il mio subconscio sono raggianti ed esprimono la loro approvazione.

Dopo aver ottenuto anche l’approvazione di mia madre e di Chris e dopo un sacco di abbracci e di auguri di buona fortuna, prendo un taxi per raggiungere la sede della casa editrice. Ho fatto una ricerca, ho una lista di domande che vorrei porre e, naturalmente, ho in mente un prezzo. La mia fiducia è leggermente rafforzata dalla esperienza che ho maturato lavorando nel settore dell’editoria. Non è stata una lunga esperienza, ma probabilmente ne so più di quanto ne sappia la maggior parte delle persone nella mia posizione. Vediamo se Julie Logan e io siamo in sintonia. Alzo gli occhi al cielo al mio non voluto gioco di parole.

Sono arrivata con cinque minuti di anticipo e l’addetto alla ricezione mi accoglie come un amico: “E ‘un piacere conoscerla Ms Steele, Julie la sta aspettando.” Il suo saluto mi fa subito sentire a mio agio.

Poi mi mostra una sala d’attesa. “Julie arriverà subito” ammicca con tono consolatorio e mi dà una stretta rassicurante alla spalla mentre torna alla sua postazione di lavoro.

Sorrido con gratitudine e mi sistemo in una seggiola moderna. Lo svolazzare che avverto nello stomaco sottolinea il mio disagio e traggo un respiro profondo per calmarmi. Espiro, immaginando che tutta la tensione abbandoni il mio corpo insieme all’aria che butto fuori.

Nella sala d’attesa arriva una donna afro-americana alta ed elegante, che indossa pantaloni firmati di color grigio chiaro. E’ tutta sorrisi e da lei promana una grande autorità. Sembra che sappia esattamente cosa sta facendo e ne sono colpita, se non addirittura po’ intimidita. Le donne alte mi fanno sempre questo effetto.

Quando è vicina a me stende un braccio nella mia direzione: “Ms Steele, buongiorno. Sono Julie. Grazie mille per aver affrontato il viaggio per venire a trovarci. Siamo lieti di avere l’opportunità di lanciarti”. Il suo sguardo color cioccolata incontra il mio, senza esitazione, e io avverto la tensione sciogliersi.

Prendo la mano che mi tende e la stringo con forza. Io cerco di riordinare le mie idee per mostrarmi nella luce migliore. “Ciao Julie, sono felice di essere qui e, per favore, chiamami Ana”.

Ci fermiamo per un attimo per prenderci le misure a vicenda, con grandi sorrisi incollati sui nostri volti. Ci vuole solo un secondo, ma siamo entrambe consapevoli di quanto sia importante la prima impressione. Lei mi piace già, mi auguro solo che il sentimento sia reciproco.

Julie mi fa entrare nell’elegante sala riunioni chiacchierando animatamente. Anche se è ovvio che sta cercando di farmi sentire a mio agio, non avverto alcuna forzatura e mi lascio andare rilassandomi. Le cose stanno andando molto bene finora.

Ci sediamo e prima di metterci al lavoro parlando di affari lei mi offre da bere. Infine comincia a parlare del manoscritto che le ho inviato e nel mio cuore si apre una nuova speranza, che lo riempie di una gioia che non provo da tanto tempo.

Immaginate di essere un autore pubblicato e ben pagato! Io ascolto e apprezzo quello che sento. La maggior parte di quello che lei mi dice lo avevo già appreso dalla mia ricerca, ma volevo vedere dal vivo come si svolgono le cose. Mentre Julie parla comincio a capire che lei è l’incarnazione di ciò che mi ha affascinato di questa azienda. E’ come sentire un coro cantare in perfetta armonia.

Quando lei finisce il suo discorso io parto con le mie domande. Le sue risposte mi ispirano fiducia e penso che lei  sia in grado di percepire che concordo con lei perché tira fuori il contratto. Si tratta di una grossa risma di carta, che per me rappresenta un simbolo significativo di libertà. E’ un momento importante.

Lei si sofferma su alcuni termini e io per un paio di volte mi perdo. Non ho mai assistito a dei negoziati con potenziali autori. Il mio compito è sempre stato quello di leggere i manoscritti e limitarmi a consigli “letterari” agli autori. Nella mia conoscenza editoriale c’è chiaramente un buco più grande di quanto pensassi ma l’orgoglio mi spinge a continuare. Non sono pronta ad ammettere di non potermi arrangiare da sola, sono sicura che la mia baldanza tornerà.

“Ana, hai mai pensato a quello che ti aspetteresti a titolo di acconto, se dovessi firmare il contratto con noi?”

E’ abile, penso. Chiedete sempre prima di fare un’offerta, in questo modo si può essere sicuri di non offrire più di quello che la controparte sarebbe stata disposta ad accettare. Ho riflettuto molto su questo e so che all’inizio i guadagni, per gli scrittori – soprattutto di narrativa, sono molto inferiori a quello che si potrebbe pensare.

Provo un trucco: chiederò di più di quello che sono disposta ad accettare in modo da partire col piede giusto nel negoziato. “Stavo pensando a circa  40.000.00 dollari.” Il mio arrossire tradisce subito il mio disagio e fa capire che ho esagerato.

Oh, che traditore il mio corpo! Una parte di me si sente come se fossi follemente audace a chiedere soldi per qualcosa che ho scritto, ma l’altra metà ritiene che il lavoro che ho fatto sia veramente buono. La domanda da un milione di dollari è se io sono in grado di fare una valutazione accurata del mio lavoro. Mi dibatto nell’incertezza tra il sì e il no, e sento le farfalle battere le ali in modo aggressivo nel mio stomaco. Inclino la testa di lato e guardo Julie con attenzione, cosa mi proporrà?

Lei aspetta un attimo, gli occhi stretti e le labbra increspate. Guarda il contratto poi guarda di nuovo me. “Wow Ana, è una grossa cifra” la bocca si appiana, rammaricata. “Ti avrei offerto 20.000 dollari. Sei alle prime armi e non ho bisogno di dirti il rischio che affrontiamo pubblicando il tuo lavoro”. La scrollata di spalle fa capire che è il massimo che è disposta ad offrire.

Lei mi pare così ragionevole e mi piace così tanto che non voglio deluderla. Improvvisamente mi sento come una bambina incompetente e priva di guida. Vorrei possedere i modi risoluti di Christian e la sua incredibile capacità di fare affari. Quanto sarebbe importante averlo qui con me per aiutarmi a negoziare! La consapevolezza che ho bisogno di lui è per me uno shock, una scossa che mi colpisce come un fulmine.

Ho sempre saputo che ho bisogno di lui per tutto, per realizzarmi, ma non mi ero ancora resa conto di avere bisogno di lui come il grande e forte uomo di casa a cui appoggiarmi. Qualcuno cui appoggiarmi e da cui ricevere consigli, qualcuno da cui imparare. Ero così sicura che avrei potuto fare tutto questo per conto mio, senza l’aiuto di un agente e sicuramente senza quello di Christian. Wow, questo incontro mi ha ridimensionata!

Improvvisamente il contratto, con tutto il suo gergo tecnico e finanziario, mi travolge. Ho all’improvviso perduto il mio spirito combattivo – e non so dove sia finito. Tutto quello che voglio fare è correre da lui e chiedergli aiuto. Metto assieme quel po’ che resta del mio coraggio e dico: “Julie, so che siamo nel bel mezzo delle trattative e sono rimasta molto impressionata dalla tua casa editrice”; incontro il suo sguardo e proseguo con onestà, premendo le labbra in un linea sottile: “A questo punto non ho più le idee chiare. Posso prendere il contratto e avere un po’ di tempo per pensarci? ”

La sua bocca si chiude con uno scatto e il suo viso tradisce la sorpresa, ma si riprende subito: “Ana, stai andando alla grande, stiamo negoziando, ricordi?” Il suo tono è rassicurante, lei non vuole spaventarmi.

“Grazie, lo so” sospiro; cosa posso dire per farle capire? “E ‘solo che c’è qualcun altro coinvolto e ho davvero bisogno di parlare di questo con lui, in primo luogo.” La mia voce è un po’ ansimante, ansiosa e nei miei occhi tremula una lacrima. La mia spiegazione non riesce a trasmettere quello che sta succedendo nella mia testa ed è inutile provare a farlo. Ho solo bisogno di andare via.

“Sono davvero molto interessata, infatti, di vendere i diritti alla tua azienda … e a te” Appoggio la mano sul suo avambraccio per esprimere la mia sincerità e cerco i suoi occhi. Ti prego di non essere delusa,  prego nella mia testa .

Lei mi guarda per cercare di capire e poi cede. “Okay Ana, nessun problema”. Julie spinge indietro la sedia, si alza e mi porge una copia del contratto. “Se vuoi, possiamo organizzare un incontro con voi due. E’ quello che ti serve per farti sentire più a tuo agio?”. Ha riacquistato il suo equilibrio e ora ha assunto un atteggiamento consolatorio.

Mi alzo e mi congedo da lei “Sarebbe importante per me, grazie Julie e grazie anche per la tua comprensione”. Le invio un abbraccio mentale, sono così grata che non mi stia facendo pressione. Io odio essere venduta.

Julie esce con me e quando arriviamo alla reception mi saluta baciandomi su entrambi i lati del viso. “Aspetterò una tua telefonata, Ana. Questo è il posto giusto per te e il tuo lavoro”. Con queste parole mi lascia, gira sui tacchi e torna nel suo ufficio.

Io esco e chiamo un altro taxi, profondamente sconvolta da quest’ultima rivelazione. Chi lo sapeva? Ho bisogno di Christian. Lui sorriderebbe e piegherebbe la testa di lato se sapesse come mi sono sentita. Non è forse un segno di maturità rendersi conto che non si sa tutto e che non ci si deve vergognare se si chiede aiuto?

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