Capitolo 61

“Come è andato quel colloquio, Christian? Guarda, sei licenziato nonostante tu stia facendo un ottimo lavoro, ma non preoccuparti, ecco qua una bella sommetta!” gli urlo con tono sarcastico, davvero infastidita che mio marito possa pensare che si possa ridurre tutti al proprio volere con il denaro.

“Anastasia”, mi ammonisce aggrottando la fronte, sono certa che le mie deduzioni non lo abbiano neppure minimamente scalfito. “In effetti io non lo ho licenziato direttamente. Mi sono limitato a creare per lui una occasione che ero sicuro non si sarebbe lasciato sfuggire, come è poi accaduto, una occasione che non gli lasciasse tempo libero per le sue lezioni private. Quindi, in realtà, lui se ne è andato di  sua volontà”.

Oh!

Chiudo di scatto la bocca, rimangiandomi il resto della filippica che avevo sulla punta della lingua. Questo mi fa sentire un po’ meglio, almeno il povero Matt non se ne sta andando in giro pensando di avere fatto qualcosa di sbagliato. E forse ho reagito in modo esagerato e sono arrivata a delle conclusioni sbagliate, ma comunque  le motivazioni sottese al suo modo di agire sono fuori luogo. Moderando il mio tono e usando espressioni più pacate, per la curiosità di sapere come sono andate le cose non posso fare a meno di chiedere: “Hai fatto qualcosa per il suo gruppo musicale?”

Lui mi dà un piccolo cenno di assenso, come a dire così va meglio, poi guarda verso il basso, sulla sua scrivania, e riordina alcune carte, evitando chiaramente di guardare i miei  occhi indagatori.

“Sì”, sussurra. “Se proprio vuoi saperlo, hanno ottenuto di suonare in apertura del concerto dei Maroon 5”.

Oh! Matt deve essere al settimo cielo. Prima il dottor Shawn, e adesso Matt, entrambi sapientemente allontanati dalla mia vista dal mio uomo prepotente. Stringo le labbra, premendole insieme nel tentativo di non ridere. “Cosa dobbiamo mai fare con te, Mr Grey?” lo prendo in giro, scuotendo la testa.

Christian si allontana dalla sua scrivania alzandosi in piedi, e le gira attorno in pochi passi. “Cosa dobbiamo fare con me?”, mi chiede giocando con le mie parole, con quel tono roco che conosco così bene e che mi invia brividi su tutta la pelle. “Io ti dirò quello che ci accingiamo a fare”; lui pronuncia quel ci in un modo che mi fa capire che in realtà significa mi.

Posso solo guardarlo, ipnotizzata di fronte a Christian il Dominatore che è improvvisamente  risorto dal nulla. Lui piazza entrambe le mani sul bracciolo della mia sedia e vi si appoggia, quasi naso contro naso con me. “Noi”, continua con enfasi, “faremo la brava e ricordati che, quando si tratta di questi argomenti, quello che dico deve essere. Tu mi appartieni Anastasia, e questo”, sibila, accarezzando il collare che indosso e guardandomi direttamente negli occhi “e questo” aggiunge stringendomi il seno prima di lasciar scivolare sensualmente la mano sulla mia pancia per poi posarla in cima alle mie cosce, “sono miei”.

Gemo involontariamente e le mie palpebre si chiudono mentre la testa mi ricade all’indietro perché, come sempre, sono completamente irretita dal suo inequivocabile dominio. Vorrei abbandonarmi al suo tocco, questa eccitazione sta già riscaldandomi il sangue nelle vene, ma istintivamente so che così facendo non mi comporterei come lui vuole.

“Guardami, baby”, mi ordina e io immediatamente riapro gli occhi, incontrando il suo sguardo possessivo. “Siamo stati chiari?” Affondando le sue labbra sulle mie mi stuzzica con il sapore fugace di un bacio.

“Sì”, sospiro, ammiccando e mordicchiandomi il labbro con i denti, mostrando palesemente  il mio desiderio.

Improvvisamente lui si raddrizza e batte le mani in un applauso, per risvegliarmi dal suo incantesimo, poi mi sorride, soddisfatto di sé. “Bene. Sono contento che abbiamo risolto il problema. Ora, Mrs. Grey, permettimi di tornare a lavorare in modo che io possa più tardi soddisfare compiutamente la mia sfrenata moglie”.

Gah!

Sentendomi raggirata mi alzo in un battibaleno strizzando gli occhi verso di lui per buona misura, ma il suo sorriso si allarga. Cerco di assumere un atteggiamento imbronciato ma lui si mette a ridere, incitandomi ad andarmene proprio mentre mi giro per uscire.

“Mrs. Grey, non hai dimenticato qualcosa?” mi chiama con una voce grondante di sensualità come pochi altri riescono ad avere.

Quando mi volto il suo sorriso è ancora pieno, ma posso vedere che dietro c’è una buona dose di maliziosità. Lui inclina la testa di lato poi si tocca la guancia con un dito per chiamarmi indietro strizzandomi l’occhio, perché io gli dia un bacio.

Sorridendo alzo gli occhi al cielo, ben sapendo che vado in cerca di guai, e faccio un passo indietro per raggiungerlo. Non mi sfuggono né le sue sopracciglia inarcate né il suo dolce borbottio prima che io mi chini per baciarlo lì dove mi ha indicato, ma nello spazio di un attimo lui gira la testa e le mie labbra cadono invece sulla sua bocca. Con un movimento rapido ed elegante mi tira giù, verso di lui. I miei capelli quasi strisciano al suolo mentre lui mi bacia – profondamente, sferzando la sua lingua contro la mia.

Whoa!

Altrettanto velocemente come aveva iniziato lui si ferma, e ci ritroviamo di nuovo entrambi in posizione verticale. Spingendomi per le spalle, mi manda fuori con una sonora sculacciata che mi fa sobbalzare e strillare. “Questo è perché hai alzato scortesemente gli occhi al cielo, Mrs Grey!”, ridacchia.

Che uomo esasperante! penso, ancora stordita per il bacio, mentre ritorno nella grande sala.

Hhmm, che uomo sensuale, ribatte la mia dea interiore, ancora svenuta.

Almeno lui è corretto, rifletto tra me e me vedendo la schietta faccia di Bianca incorniciata da un paio di pesanti occhiali che lei spinge al loro posto con un dito, ovviamente troppo persa nel suo mondo musicale per accorgersi di nulla che non siano i progressi del suo allievo, il mio brillante piccolo.

Sembra molto giovane, anche se sono sicura che sia più grande di quanto lasci intendere il suo viso radioso e innocente. Loro due formano un grazioso quadretto, però, entrambi concentrati sul loro compito, quasi come fratelli, e mi chiedo, non per la prima volta, come il nuovo bambino si inserirà nella nostra vita. Ci sono dei momenti in cui temo che non avrò abbastanza amore per lui. E’ quasi impossibile per me immaginare di poter amare un altro bambino tanto quanto amo Chris, ma poi considero che non avevo mai pensato, prima della sua nascita, che lo avrei amato tanto.

Come è tipico quando si è preoccupati, un pensiero angoscioso tira l’altro. Domani farò il mio controllo della sesta settimana con la dottoressa Malone, e sarà la prima volta che lasceremo l’Escala dopo la notizia della scomparsa di José. Un’uscita che penso Christian tolleri solo a causa della natura della visita. Pensandoci bene, sono sorpresa che Christian non abbia ancora installato un reparto maternità in casa.

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Nel tardo pomeriggio controllo la mia posta e non sono affatto sorpresa di trovare un messaggio sia di Kate che di Mia. Kate, in particolare, mi manda messaggi almeno tre o quattro volte al giorno, perché le terapie ormonali e il non avere in questo momento impegni di lavoro le lasciano molto tempo libero per riflettere sui suoi stati d’animo.

Da: Kate Grey

Oggetto: Arrabbiata  – ancora una volta …

Data: 5 Dicembre, 2016 14:56

A: Anastasia Grey

Ana, giuro che, se non trovo qualcosa da fare,  mi metterò a scalare le mura o strapperò la testa a qualcuno. E per qualcuno intendo Elliot! Perché gli uomini sono così stupidi? Tu sai rispondere a questa domanda? Nel mio lavoro ho trovato la risposta a tante domande difficili, ma questa rimane ostinatamente un mistero. Non ti viene da odiare chi ti suggerisce una soluzione dei tuoi problemi che è così ovvia che è la prima cosa che hai preso in considerazione e poi liquidato ritenendola inadatta, mentre ora hai bisogno di una cosa diversa? Oppure, perché non possono semplicemente tenere la bocca chiusa e ascoltare? Non ho bisogno che lui porti una parola di pace! A volte voglio solo tirar fuori un sacco di stupidaggini, mi capisci? Basta sfoghi, adesso. Dire qualcosa ad alta voce serve ad elaborare meglio i problemi.

I bambini puzzano! (fatta eccezione per Chris, ovviamente)

Incazzata nera

Kate Grey

 

Wow, lei è davvero su tutte le furie oggi. Povero Elliot, qualunque cosa faccia è destinato a essere permanentemente nei guai per i prossimi mesi, spero solo che la tratti con quei guanti di velluto che la fragilità del momento merita. A dimostrare quanto il suo stato d’animo sia altalenante, ecco che la sua seconda e-mail, che mi arriva appena un’ora dopo, è completamente diversa.

Da: Kate Grey

Oggetto: calma ed equilibrio….

Data: 5 Dicembre, 2016 15:42

A: Anastasia Grey

Ehi, Ana,

come sta andando la tua giornata? Come sta andando l’editing del tuo lavoro? Scommetto che siete confinati all’Escala, in questo momento, e non riesco nemmeno a immaginare cosa stia provando quel povero Chris. Una torre nel cielo non è certo il luogo ideale per un ragazzino. Pensi che Christian ti permetterebbe di uscire se prometti di prendere con te la tua scorta? Mi piacerebbe incontrare voi ragazzi per il caffè. Dannazione, mi piacerebbe anche prendere in considerazione di farmi trascinare da te in uno di quei luoghi di gioco per bambini! Sarebbe una buona esperienza per quando finalmente riuscirò a restare incinta!. Solo un paio di giorni ancora e potremo fare il test di gravidanza.  Sono emozionata e nervosa ed eccitata … LOL! Chiamami!

La tua – per ora – equilibrata amica

Kate Grey

 

Riassumo la mia risposta a Kate in un unico messaggio e prometto di esaminare la possibilità di uscire con lei. Forse, se la nostra visita di domani alla dottoressa Malone andrà bene, Christian non sarà così nervoso alla sola idea di permetterci di uscire di casa. Sicuramente non possiamo rimanere prigionieri qui, all’Escala, per il prossimo futuro. Pigramente mi chiedo se Christian avrebbe preso in considerazione di allontanarci per un po’, di lasciare gli Stati Uniti e trovare un angolo del mondo lontano da qui in cui nasconderci fino a quando Jason rintracci José, o chiunque altro sia il nostro persecutore, e intanto apro il messaggio di Mia.

Da: Mia Grey

Oggetto: Ethan e altre cose

Data: 5 Dicembre, 2016 16:02

A: Anastasia Grey

Ehi, sorellina!

Come se la passa il mio nipotino preferito (e ovviamente i suoi amati genitori)?. Le maggiori misure di sicurezza che Christian ha messo in atto mi stanno già facendo impazzire, ma non posso dire che mi dispiaccia quell’individuo corpulento che  mi chiama “signora”. E’ molto comodo averlo intorno quando hai bisogno di una mano in più per trasportare la spesa. Lui è davvero carino quando tiene nelle sue grandi mani una borsa a righe rosa di Victoria  Secret. LOL!

Parlando di VS, ho messo in moto il nostro piano, e ho speso un bel po’ di soldi nel suddetto negozio, per eliminare la mia vecchia lingerie … *Ti strizzo l’occhio – Ecco, nella speranza che Elliot arrivi a vederla, eh? – Ti strizzo di nuovo l’occhio*.  Così ora  non devo fare altro che aspettare che arrivi sabato e poi … beh, speriamo per il meglio. Naturalmente l’”uomo ideale” è al settimo cielo per la mia improvvisa acquiescenza alle sue avances, ho già ho dovuto combattere con lui per tenerlo a freno, perché voleva che gli concedessi un appuntamento prima della data stabilita per andare a bere qualcosa assieme. E’ davvero incorreggibile, e nel modo peggiore possibile! Se devo ascoltarlo elencare i suoi beni ancora una volta, o sentirlo raccontare che grande affare è catturarlo, potrei vomitare su una delle sue cravatte volutamente eccentriche! Yuk! Ho già detto che mi auguro davvero che il tuo piano funzioni perché più di questo  una ragazza non può sopportare prima di cedere al fascino di un coltello … Oddio … vedi? Mia, nella sala da pranzo, con il candeliere …   LOL!

Comunque … ti ho contattata per informarti di come stanno andando le cose. È meglio incrociare le dita (e forse anche quelle dei piedi), sorellina, perché penso che questa sia la nostra ultima possibilità …

Mi piacerebbe incontrarti presto. Fammi sapere quando il  mio iperprotettivo fratello permetterà che tu e il mio simpatico nipote usciate fuori dalla sua vista! Altrimenti dovrò trascinare il mio culo da te.

Mwah, Mwah!

Mia Grey

 

Scuoto la testa, ridacchiando. E’ sorprendente come la sua personalità si evidenzi anche da una e-mail. Mi sembra quasi di sentire il suo modo di parlare, al ritmo delle sue solite centinaia di parole al minuto, punteggiato dal suo simpatico e stravagante senso dell’umorismo.

Dopo avere risposto a Mia e avere sbrigato il resto della mia corrispondenza vado a cercare il mio bambino per trascorrere un po’ di tempo a giocare con lui. Dovendo restare rintanati in casa, è diventato più importante che mai per me trovare cose interessanti da fargli fare prima che si annoi perché non può andare a giocare fuori o con amici della sua età. E’ in momenti come questi che mi manca tanto la mia vicina di Savannah. Avere qualcuno che abita così vicino a te e che ha un bambino della stessa età del tuo è una fortuna inestimabile. Vorrei solo poter prendere il telefono e fare qualche telefonata, ma non sono stata a Seattle abbastanza a lungo da avere allacciato amicizie. E io non voglio davvero parlare di questo a Christian, chissà mai cosa potrebbe fare per trovare a Chris un compagno di giochi dall’età appropriata alla sua.

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Martedì mattina mi sveglio di soprassalto, stordita per l’ora tarda che l’orologio sul comodino mi segnala. Pur essendo stanca quando sono finalmente riuscita ad andare a dormire, la prima metà della mia notte l’ho trascorsa senza riuscire a riposare. Ho continuato a sognare l’ecografia di oggi e tutte le cose che potrebbero andare storte con un bambino nell’utero, grazie alle lezioni frequenti che ricevo da mio marito che ora, sugli sviluppi iniziali del bambino, ne sa più di quanto non succeda a tutte le altre persone.

L’ignoranza è davvero un bene, penso, ricordando quelle poche cose veramente essenziali che io sapevo quando ho avuto Chris, essendo allora troppo coinvolta nel mio strazio per ossessionarmi sulla vita che cresceva nella mia pancia. Avevo semplicemente dato per scontato che sarebbe stato sano e si sarebbe sviluppato normalmente. Inoltre, sapendo quanto sia importante questo bambino per Christian, non posso fare a meno di preoccuparmi delle conseguenze che potrebbero esserci per lui se le cose non andassero nel modo migliore o perfettamente come vuole.

Scendo dal letto e mi stiracchio, godendomi il dolce distendersi dei miei muscoli, soprattutto di quelli della schiena. Tra poco mi sentirò tutta a disagio. Per un momento resto ferma, aspettando l’inevitabile nausea mattutina dovuta alla gravidanza, ma siccome il mio stomaco si sente sorprendentemente a posto decido di mangiare un boccone prima che il fastidio si presenti rovinandomi l’appetito.

Anche dal corridoio sento il brusio eccitato di Chris e il tono misurato di Christian, insieme a dei rumori insoliti provenienti da qualche parte nella grande sala. Il sentire loro due che interagiscono, anche se non riesco a sentire quello che si dicono in questo momento, non manca mai di farmi sorridere. Christian mi stupisce con la sua pazienza; la semplicità con cui il mio mega CEO deve comportarsi con il suo ragazzo, chiacchierando con lui al suo livello e dimenticando gli orpelli del suo ruolo importante di unico capo di una grande società, è una cosa che di sicuro peserebbe a qualunque altro uomo.

Spinta dalla curiosità entro in sala, aspettandomi di vederli intenti a qualcosa di speciale, ma il sorriso mi muore sul volto. Mi voltano le spalle e stanno guardando un gruppo di uomini con camici bianchi intenti a qualcosa che guardo con  sospetto e che mi sembra simile all’attrezzatura dell’ambulatorio di un ostetrico.

Oh caro. Ho parlato troppo presto. Sembra che l’Escala sia appena diventato il primo appartamento al mondo con un vero e proprio reparto maternità.

Christian deve avvertire la mia presenza dietro di loro perché si gira e mi rivolge un sorriso raggiante. “Ed ecco qui la mamma in attesa. Buongiorno Mrs Grey. Ci siamo appena organizzati proprio per te”.

“Mamma, papà dice che stiamo per andare a vedere un film del bambino! E sentiremo il suo cuore che fa bum bum!”, mi informa mio figlio, ovviamente felice all’idea, mentre viene a darmi un abbraccio.

“Uhm…. Sì”, non posso che essere d’accordo, questo è chiaramente ciò che sta per accadere, ma come posso non disperarmi davanti a questa follia. Anche solo la spesa di per sé è irragionevole, e da quanto posso vedere il mio imperioso marito si è procurato tutto l’armamentario più aggiornato e costoso. Mi chiedo se l’ambulatorio della dottoressa Malone sia dotato di tutti questi strumenti.

Christian mi fa scivolare un braccio intorno alla vita e mi bacia appena sotto l’orecchio. “Vedi?”, mi dice lentamente, fingendo deliberatamente di ignorare il mio shock. “Ora abbiamo qui tutto quello che ci serve. Possiamo controllare il bambino tutte le volte che vogliamo”.

“Uh-huh” mormoro in risposta, ancora troppo stordita per riuscire a parlare. Se  adesso intende mettermi a riposo a letto perderò la pazienza. Ma non si rende conto che tutto questo rasenta la follia?

La sua mano si muove verso il mio ventre e strofina delicatamente la superficie ancora piatta mentre parla al piccolo blip. “Solo il meglio per te, piccolo. Non vedo l’ora di ascoltare il tuo battito cardiaco!”

La mia irritazione lascia il posto all’indulgenza. Lui è così entusiasta di questo piccolino. Non posso dire di esserne sorpresa. Il pensiero che questo potesse avvenire mi è balenato per la mente ieri sera. Questo è così tipico di Christian, e il dover affrontare un evento così straordinario come la vita del suo bambino non ancora nato è probabilmente quello che lo trattiene. Forse dovrei essere grata per questo. “La dottoressa Malone sposterà l’ambulatorio qui da noi?” chiedo, fingendo di scherzare mentre guardo i ragazzi che scompaiono in una stanza per impostare l’apparecchiatura.

Christian sbuffa. “Non fare la sciocca”, ridacchia come se fossi io quella con le idee ridicole. “Abbiamo una infermiera pediatrica-ostetrica che ti verrà a fare un controllo una volta a settimana, oltre ai controlli che ti farà la dottoressa Malone. Lei sarà a nostra disposizione per tutta la durata della gravidanza e, se lo vuoi, anche dopo la nascita”.

Oh sì, io sono quella con le idee sciocche, mi dico tra me e me, limitandomi a scuotere la testa per l’esagerato programma prenatale messo in atto da Christian. “Ti ricordi che mi è già successo un’altra volta, vero?” Scompigliando i capelli di Chris rivolgo lo sguardo a mio marito, senza troppa speranza che lui potrà mai cambiare.

“La sicurezza prima di tutto” brontola accigliandosi un poco e rivolgendomi uno sguardo che dice che su questo non la spunterò. “Ora fai la brava e mangia qualcosa prima che arrivi la dottoressa Malone”.

E’ il mio turno di sbuffare. La stimata dottoressa non si trasferirà qui, ma sembra che farà visite domiciliari solo per noi.

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Bussando alla porta della camera di Chris, Christian viene a prenderci quando la dottoressa Malone si è sistemata nella nuova “infermeria” del nostro appartamento. Ancora molto soddisfatto per quello che ha organizzato, il mio uomo mi conduce per mano dalla dottoressa, portando nostro figlio sul fianco. “Vedrò il mio fratellino, adesso?” cinguetta Chris, desideroso di avere un primo contatto col bambino.

Christian ed io sorridiamo. “Spero di sì, amico, ma non voglio che tu resti deluso. Il bambino potrebbe essere una bambina e quando un bambino è ancora piccolo come questo”, sollevo il mio pollice e l’indice, ad indicare una cosa delle dimensioni di un chicco di riso, “tutto quello che si può vedere nel film è un piccolo blob nero!”.

“Cos’è un blob, mamma?” mi chiede, guardandomi perplesso.

Sorridendo, gli faccio il solletico sulla pancia. “Hhhmm … sai quei fagioli di gelatina neri che ti piacciono così tanto?”

“Uh-huh”, strilla, ridacchiando e dimenandosi tra le braccia di Christian.

“Il bambino, per ora, sarà simile a quelli, poi il fagiolo svilupperà le braccia e le gambe”.

Spalanca gli occhi e boccheggia, appoggiandosi la mano sulla bocca: “Il bambino è un alieno?”

Questa volta, Christian ed io ci mettiamo a ridere. “Sciocchino! Il bambino non è un alieno!” gli spiega Christian, facendogli di nuovo il solletico sulla pancia. “Lui, o lei,” mi dà una rapida occhiata prima di tornare a guardare il figlio, “ha solo bisogno che gli crescano la testa,  le braccia e le gambe”.

Chris annuisce ma sembra ancora dubbioso quando entriamo nella camera dove è stato allestito l’ambulatorio del medico. La dottoressa Malone ci saluta con un forte abbraccio, e io sono contenta di vedere che, anche se la chiamata a casa la disturba, non lo dà a vedere. “Ana, Christian”, ci saluta prima di volgere la sua attenzione al nostro bambino. “Oh, e questo deve essere Chris, il ragazzino che sta per diventare il fratello maggiore, eh?” Con una scherzosa serietà gli stringe la mano, e noi ricambiamo con calore i suoi saluti.

“Sì”, dice lui seccamente, “ma non voglio un alieno!”

Ancora una volta dobbiamo trattenere le risate. “Va bene allora”, lei sta allo scherzo. “Vedrò cosa posso fare. Perché non aiuti papà ad andare a prendere un bicchiere d’acqua per la mamma mentre io la preparo, okay?” Sono sollevata per la sua lungimiranza. Fare un’ecografia endovaginale è abbastanza sgradevole e, anche se io non credo si debba nascondere ai bambini la realtà della vita, preferisco che sia mio figlio sia mio marito siano risparmiati da tutti gli aspetti clinici di ciò che si deve fare  per vedere il bambino in questa fase iniziale di sviluppo.

Mentre lei mi prepara facciamo due chiacchiere su come mi sento e su come prosegue la gravidanza.  Quando i miei uomini ritornano, tutto è oramai pronto. La dottoressa li indirizza dietro la mia testa, in modo che possiamo tutti guardare lo schermo.

“Okay, oggi noi misuriamo la lunghezza CRL per determinare l’età del feto”, si ferma, e si concentra su Chris, “il che significa semplicemente che vedremo l’età del bambino e, se sta buono, potremmo anche sentire il suo battito cardiaco!”, dice con entusiasmo, strizzandogli amichevolmente l’occhio. Naturalmente la mia tensione, dovuta agli ormoni, si scioglie al solo vedere come lei si sa destreggiare con il mio bambino e come il mio piccolo è adorabile.

Mi accorgo che lei sistema il sensore e poi finalmente lo vediamo, una forma nebulosa triangolare con una macchia nera al centro. “Beh”, dice, tenendo l’occhio sull’immagine. “Tu sei un fratello maggiore fortunato. Posso dirti con sicurezza che non è un alieno”.

“Evviva!” esclama Chris guardando lo schermo con gli occhi socchiusi per vedere ciò che la dottoressa vede.

“Evviva davvero! Hai un fratello o una sorella che è umano al cento per cento, proprio come te!” lei gli rivolge di nuovo un caloroso sorriso, e io lo vedo rilassarsi, di nuovo sereno per l’arrivo del bambino. Mio marito, invece, sembra essere in un altro mondo. Incurante del gioco tra il medico e Chris lui continua a fissare lo schermo, ipnotizzato.

Quando Sharon si accorge che Christian è in trance sposta il sensore verso il basso per la principale aspettativa di questa ecografia. “Okay, va tutto bene, di solito non si riesce a sentirlo così presto, ma forse siamo fortunati” sospira, manipolando delicatamente il sensore con le dita.

Christian mi tiene stretta la mano, con le dita piegate intorno alle mie in una stretta micidiale, mentre i suoi occhi si spostano tra lo schermo e il medico. Posso dire che sta trattenendo il respiro, gli occhi sempre più spalancati ad ogni secondo che passa. Per un tempo che ci sembra interminabile non sentiamo nulla, fino a quando avverto un debole suono ritmico.

Mio marito è ancora immobile e senza fiato, chiaramente non vuole che nulla interferisca con il ritmo veloce del cuore del nostro bambino che riempie la stanza immersa nel silenzio. Infine, con un respiro acuto, il suo viso si increspa in un sorriso beato. “Questo è …”; scuote la testa, raggiante, mentre va alla ricerca delle parole che non riesce a trovare perché è immerso nella sua gioia totalizzante. “E’ incredibile!”, sussurra con una voce gutturale che tradisce tutta la sua emozione.

Gli ricambio la stretta di mano, guardando la sua espressione sopraffatta che si perde nel miracolo della vita che abbiamo creato insieme. “Lo è”, concordo a bassa voce, “è assolutamente meraviglioso”.

“Pensare che c’è un bambino dentro di te, una vita, che noi abbiamo messo lì, e sentire il suo battito cardiaco, il formarsi di quella vita …” Ancora una volta gli mancano le parole mentre lui afferra quella fantastica meraviglia che è la procreazione umana.

“… è fantastico”, mormoro, completando la sua frase. Io so come si sente. La prima volta che ho sentito il battito del cuore di Chris penso che il mio si sia messo a battere con lo stesso ritmo forsennato del suo piccolo cuore fetale. Sì, pur se allora il mio cuore era a pezzi il miracolo di quello che stava avvenendo me lo ha reso molto reale.

“E, a giudicare dal ritmo, 98 battiti al minuto, è perfettamente sano”. Le parole della dottoressa Malone placano l’ansia che provavo per l’ecografia di oggi e ne è valsa la pena, perché ho visto mio marito veramente in estasi.

Christian si sporge e mi bacia la guancia, i suoi occhi risplendono di adorazione. “Grazie”, sospira. Quando interrompe il bacio mi rivolge uno sguardo reverenziale, mentre replica alla dottoressa. “Questa è una grande notizia. Possiamo confermare l’età del feto?”

“Sì, diamo un’occhiata”. Lei tocca un paio di pulsanti, prendendo delle misure. “Non che questa sia una scienza esatta, ma in base a questo calcolo dovrebbero essere sei settimane”. Appoggiandosi le mani in grembo ci rivolge un sorriso compiaciuto e il mio esasperante, prepotente e sensuale uomo si rivolge a me con il sorriso più luminoso del mondo. Sapere che ha raggiunto il suo scopo al primo colpo gli procura una gioia grande quasi quanto quella di sentire battere forte il cuore del suo bambino.

 

 

3 thoughts on “Capitolo 61

  1. Romina says:

    Bellissimo e bravissima Monique, grazie Paola il tuo lavoro è preziosissimo ed apprezzatissimo, sono molto felice quando entro e trovo il capito il italiano pubblicato, siete davvero mitiche! Complimenti!

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  2. agnese says:

    complimenti ancora una volta per la traduzione di questo capitolo…ne approfitto per fare gli auguri a te Paola e Monique di un sereno Natale e di un Buon Anno 2014…grazie di tutto

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  3. paoladonati says:

    Grazie a Romina e ad Agnese. Spero di farvi un piccolo regalo per natale! Auguri a tutte le lettrici di Meandro!

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