Capitolo 9

La speranza prende a zampillare come una fontana nel mio cuore e ribolle nella mia mente mentre immagino il mio piano prendere forma. Sì, la cosa potrebbe sicuramente funzionare. Comincio a chiedermi come affrontare la situazione. Mi occuperò di risolvere il problema nel corso dei prossimi giorni. Comincerò con il parlare a Christian usando il suo linguaggio, e mi rendo ben conto che non devo sembrare né bisognosa né piagnucolosa.

Risponderò all’e-mail di Christian e poi vedrò di fare qualche ricerca. Dovrei essere in grado di trovare alcuni esempi di contratto su internet. Sorrido tra me e me, non credo che questo sia il tipo di cosa per la quale rivolgersi a un avvocato.

A: Christian Grey

Da: Anastasia Steele

Data: 18 ottobre 2016 05:17

Oggetto: Bentornato a casa

 

Caro Christian, grazie per la tua e-mail; spero che il volo sia andato bene e che tu sia ormai arrivato a casa. Condivido il tuo rammarico per il modo in cui ci siamo lasciati ieri. Penso che tutto questo sia ancora troppo recente, dovremo entrambi correggere un po’ il tiro perché le cose funzionino. Ancora una volta vorrei ripeterti quanto io mi senta profondamente dispiaciuta per quello che ho fatto cinque anni fa, non avevo assolutamente messo in conto tali complicate ripercussioni, anche se so che questo non basta a giustificarmi.

Mi piacerebbe molto che tu trascorressi più tempo con Chris e farò tutto quanto in mio potere al riguardo. Questa è una cosa di cui assolutamente non voglio discutere.

Grazie per aver accettato di aiutarmi con il mio contratto editoriale e con le relative trattative. Apprezzo la tua offerta di pubblicare i miei lavori con la Grey Publishing ma mi piace davvero Julie Logan e, come tu stesso hai detto, mi sembra che possiamo lavorare bene in coppia. Vediamo come va la negoziazione.

 

Anastasia Steele

Mi congratulo con me stessa per avere gestito la cosa tanto bene, sento di avere tenuto un tono abbastanza neutro e di avere affrontato in maniera intelligente quella situazione potenzialmente esplosiva. Apro Google, è il momento di fare qualche ricerca sul contratto.

Da qualche parte nelle profondità della mia mente mi chiedo perché Chris stia dormendo tanto, ma sono talmente immersa nel progetto che allontano il pensiero – ieri ha avuto una giornata molto impegnativa. Poi, come a un segnale, eccolo  che arriva in cucina, pallido e con gli occhi appannati.

“Mamma” dice stropicciandosi gli occhi, con una vocina roca e lamentosa. Si avvicina a me, poi mi sale in grembo e vi si rannicchia per trovare quel conforto che solo una mamma può offrire. Io avvolgo le mie braccia intorno a lui e aspiro il suo profumo: il suo corpicino, ancora col tepore del letto, sa di sonno.

“Ciao tesoro – come è andata stanotte?” A volte il mio cuore riesce a malapena a controllare tutto l’amore che prova per questo prezioso esserino.

“Mi sento male”; lui ignora la mia domanda, il suo braccio raggiunge il mio collo e  si tiene ancora più stretto mentre vi nasconde la testa.

“Cosa c’è che non va, piccolo?” La madre che è in me scatta subito in allerta mentre lo allontano per mettergli la mano sulla fronte, cercando i suoi occhi.

Certo, ha la febbre e ora che posso vedere i suoi occhi me ne rendo conto. Gemo: “Oh, no, tesoro, sembra che tu ti sia preso un malanno”. Avvolgo le braccia attorno a lui dondolandolo avanti e indietro, come amava quando era più piccolo.

“Mi fa male la gola”, dice con voce rauca.

Mi alzo con Chris ancora tra le braccia e vado in bagno. “Adesso prenderai un po’ di medicine e poi ti puoi mettere a guardare  i cartoni animati”. Il mio bambino, di solito energico, si limita ad annuire tenendo la testa sul mio collo, dimostrando che in realtà si sente molto male.

Lo appoggio sul bancone del bagno e gli guardo la gola: ha le tonsille ricoperte di piccole macchie bianche. Il mio povero bambino ha la tonsillite. Dall’armadietto del bagno prendo lo sciroppo per la febbre e ne verso un misurino che lui diligentemente ingoia. La sua smorfia mi dice che ha un sapore cattivo. Sorrido e gli arruffo i capelli poi lo prendo di nuovo in braccio. Odio quando è malato perché mi sento impotente.

Mentre lo porto nel nostro accogliente salottino mi viene in mente che Christian ha sempre detto che io lo facevo sentire impotente. Con l’intuizione di una madre mi rendo conto con quanta facilità l’eccesso di protezione si possa trasformare in una naturale estensione dell’impotenza. Adesso, io faccio di tutto per proteggere Chris; è così che Christian si è sentito nei miei confronti?

Ancora una volta sento la tristezza avvinghiare il mio cuore, la sua ferrea stretta mi dà una vaga idea del dolore che ho causato a Christian. La tristezza apre la strada alla vergogna, che oramai occupa costantemente la mia anima. Sono così stupida!

La maternità è stata un insegnamento importantissimo e mi ha permesso di comprendere molto più approfonditamente la vita e l’amore. E’ addirittura ironico che mi abbia fornito gli strumenti per capire meglio Christian. Almeno ora ho un punto di riferimento per l’amore incondizionato e posso relazionarmici meglio. Perché ci vuole del tempo per capire davvero quanto poco si sa? C’erano così tante cose di cui ero certa ma ora, guardando indietro, posso vedere quanto mi sbagliavo.

Metto Chris sul divano prima di prendere una coperta e il suo orsacchiotto preferito. Mi aspetto che la medicina faccia il suo effetto e dunque gli metta sonnolenza; lui starà comodo sul divano, se si addormenta davanti alla TV.

“Vuoi qualcosa da mangiare, piccolo?” Mi siedo sul bordo del divano e gli accarezzo la guancina bollente.

Lui scuote la testa: “Posso avere un po’ di succo di frutta, per favore, mamma?” La sua vocina roca e gli occhi stanchi mi danno una stretta al cuore.

“Certo, te lo porto subito subito!” dico con tono allegro per tirargli su il morale (e anche il mio).

Prendo il succo dal frigo e anche il mio computer portatile, poi mi siedo di fianco a lui per fare un po’ di ricerche, non mi piace lasciarlo da solo quando si sente così. Oggi devo andare al lavoro solo nel tardo pomeriggio e per quell’ora sarà arrivata mia madre per prendersi cura di lui.

Dopo aver letto un altro mucchio di esempi di contratto, un ping mi segnala l’arrivo di un nuovo messaggio di posta elettronica.

Da: Christian Grey

Oggetto: Bentornato a casa

Data: 18 ottobre 2016 03:47

A: Anastasia Steele

 

Anastasia, grazie per la tua risposta. Siamo appena atterrati a Seattle. Sono contento di vedere che sei accomodante. Cercherò di comportarmi allo stesso modo con te.

Andrea controllerà la pianificazione dei miei impegni e ti segnalerà alcuni periodi possibili per la vostra visita. Ti prego di concordare con lei e di farmi poi sapere come ti sei organizzata anche per la scuola  di Chris. Quando verrete, potrete stare con me nell’appartamento dell’Escala.

Non vedo l’ora di ricevere il tuo manoscritto.

 

Christian Grey

CEO, Grey Enterprises Holdings Inc.

Diversamente da un tempo, adesso non mi dà fastidio il tono prepotente e autorevole della sua e-mail ma quello che non mi piace invece è questa formalità tra di noi. E’ come se si rifiutasse di connettersi con me, mi tratta come un dipendente. La cosa è frustrante. Trovarsi a battagliare con Christian Grey e il suo formidabile autocontrollo non è una cosa da prendere alla leggera!

Vorrei scuoterlo per le spalle e urlargli “Ascoltami!”. Deve essere così arrabbiato con me per quello che ho fatto. Sono sicura che ci sono delle cose che vorrebbe dirmi, vorrebbe certamente dirmi – ad esempio – quanto sono stata stupida, così almeno si libererebbe una buona volta, ma il disgusto che prova per se stesso lo ha costretto invece a interiorizzare tutte quelle emozioni fino al punto di assumersi lui la colpa di quello che ho fatto io – tutto per gentile concessione di quella cagna di Elena. Cavolo, odio quella donna. Quello che potrei fare a quel mostro, ad esempio darle calci negli stinchi, allevierebbe un po’ lo stress …

Il solo pensiero mi fa sorridere compiaciuta.  Ah, bene, alzo le spalle, cercando di scuotere via il dolore che mi assale ogni volta che penso a lei – una ragazza può sognare. Prendo di nuovo i miei appunti, pronta a lottare con il testo del mio insolito contratto.

Un’ora dopo ho finito e sento il bisogno di una pausa e di fare colazione. Prendo in considerazione di portare Chris dal medico, ma prima devo rispondere al messaggio e-mail di Christian.

A: Christian Grey

Da: Anastasia Steele

Data: 18 ottobre 2016 09:39

Oggetto: Visita

 

Caro Christian, ti comunicherò quelle date al più presto, subito dopo avere ricevuto il programma dei tuoi impegni;  siamo molto felici di venire a trovarti, grazie ancora una volta per l’offerta.

Chris si è svegliato tardi questa mattina e ho dapprima pensato che fosse a causa della giornata di ieri, ma mi sono dovuta ricredere perché mi sono accorta che il nostro piccolo ha la tonsillite. Adesso sta riposando sul divano e penso che dovrò portarlo dal medico questa mattina. Sono sicura che abbia bisogno di antibiotici. Io lavorerò questa sera, ma mia madre sarà qui per accudirlo.

Ho allegato a questa e-mail il mio manoscritto, se lo vuoi leggere. Mi farà molto piacere avere un tuo giudizio.

Spero che tu abbia una piacevole giornata nel tuo mondo di fusioni e acquisizioni.

 

Anastasia Steele

Mentre premo il tasto di invio mi chiedo come la prenderà per il fatto che mi riferisco a Chris come al “nostro piccolo”. So che non devo aspettarmi troppo, ma non posso fare a meno di sperare che l’immagine di un tutto, di una famiglia completa lo sproni all’azione. Col senno di poi non sono sicura che sia stata una buona idea dirgli che Chris è malato, spero che non si preoccupi troppo.

Scivolo in cucina lasciando sul divano un Chris assonnato. Dopo la mia solita colazione a base di muesli e yogurt mi lavo i denti e mi vesto. Ho appena finito di spazzolarmi i capelli quando sento il trillo del campanello. Vado pigramente verso la porta domandandomi chi possa essere: non aspetto nessuno.

Stare con Christian mi ha indotta a non prendere in considerazione nessun altro uomo: lui è così incredibilmente bello e realizzato in tutto  che nessun altro è mai riuscito a farmi girare la testa. Sono arrivata ad accettare che non ci sarà mai qualcuno che possa competere con lui, ma non appena apro la porta sento il respiro mancarmi. C’è un uomo alto, estremamente attraente, che mi guarda con maliziosi occhi verdi e un candido sorriso sensuale.

Oh mio Dio! “Uhm, buongiorno … posso aiutarla?” balbetto fissandolo sfacciatamente, mentre per la sorpresa la mascella quasi cade a terra.

“Buongiorno. lei è Anastasia Steele? Sono il dottor Shawn O’Reily” dice mentre un largo sorriso gli incurva la bocca. “Sono un pediatra. Sono qui per vedere Chris”. Mi tende la grande mano in maniera gentile, come gentili suonano alle mie orecchie i dolci toni irlandesi della sua voce carezzevole.

Prendo alla cieca la mano che mi ha teso, lo shock di avere trovato questo uomo stupefacente alla mia porta e il fatto che lui sia un medico – che a sorpresa fa una visita a domicilio – mi ha reso difficile trovare le parole. “Come ha fatto …” comincio a dire, mentre la verità si fa strada in me: Christian ha organizzato la visita di un medico – un pediatra, non di meno – per Chris!

Lui immediatamente e correttamente mi spiega la situazione, assumendo un tono educato e confortante, ovviamente levigato alla perfezione. “Immagino che Mr Grey non abbia avuto il tempo di farle sapere che sarei venuto. E’ molto preoccupato per il figlio e …” un lampo veloce di imbarazzo nei suoi occhi mi fa capire la quantità oscena di soldi che gli è stata offerta per questa visita straordinaria a casa e poi continua:”… e … mi ha convinto a venire a vedere come sta Chris”.

I miei occhi stupiti sono così incollati alla sua mascella  scolpita, ai suoi ondulati capelli biondo scuro e e al suo corpo forte che mi ci vuole qualche istante per rendermi conto che devo farlo entrare. Riprendo i sensi vedendo lampeggiare i suoi occhi sorridenti. Wow!

“Ah… sì, certo, entri, prego”.  Non sono mai stata più felice di oggi per essermi spazzolata i capelli e per non avere più addosso il mio malridotto pigiama.

Il dott. O’Reily si china leggermente per attraversare la porta; la sua imponente corporatura riempie il corridoio mentre aspetta che io chiuda la porta e gli faccia strada. Mi chiedo se Christian sappia quanto è bello il buon dottore. La mia dea interiore si sta facendo vento, del tutto fuori di sé.

Il pensiero mi getta a terra: Christian deve avere controllato e ricontrollato tutti i dettagli su questo medico prima di mandarlo da noi. Non ha mai tollerato uomini attraenti intorno a me; se improvvisamente non si preoccupa che io riceva un uomo affascinante come questo, è forse perché non gli importa più nulla di me?

Merda! Sono in uno stato di totale confusione.

Accantono questo pensiero, desiderosa di fare buon uso della visita di questo bravo medico. “Sta facendo un pisolino in questo momento, gli ho dato un po’ di sciroppo di paracetamolo dopo avergli controllato la gola e visto che le tonsille sono infiammate”, spiego al dottor O’Reily mentre raggiungiamo il mio bambino che dorme. Ho fortunatamente recuperato la maggior parte del mio equilibrio e ora cerco di fare colpo sul medico. Resto in piedi, scuotendo i capelli sulla schiena e con un sorriso luminoso, cercando di assumere un’aria da superdonna.

Cosa c’è di sbagliato in me?  Il mio corpo cerca di provocare un flirt al quale la mia mente si ribella. Mi concentro, cercando di rimettere in riga il mio corpo. Solo perché c’è in giro un maschio virile non significa che tutte le ragazze debbano inchinarsi davanti a lui!

Lui si lascia cadere in ginocchio accanto a Chris, lanciandomi un sorriso rassicurante. “Sì, ha fatto bene, è davvero tutto quello che poteva fare in questa situazione: metterlo a suo agio in modo che possa riposare e tenere sotto controllo il dolore e la febbre”.

Tocco il viso di Chris per aiutarlo a svegliarsi e finalmente i suoi occhioni assonnati si fissano nei miei. “Ciao amico, è venuto un medico, qui, per darti un’occhiata. Vuoi fargli dare un’occhiata alla gola?” Cerco di persuaderlo blandedolo con dolcezza e mi siedo accanto a lui sul divano. Lui geme e a fatica alza lo sguardo verso il dottore. Me lo trascino in grembo per consentire al dott. O’Reily di esaminare meglio la gola e le orecchie.

Il medico fa una visita approfondita e intanto parla con Chris di calcio. Chris diventa un po’ più animato, parlando dei Bulldogs Georgia, tanto più che è anche la squadra del cuore del dottore. Come è facile distrarre i ragazzi! Il dottor O’Reily si informa sulle allergie, sull’eventuale asma e sulla dieta generale di Chris.

“Lui è solitamente molto vivace, mangia di tutto e non si ammala quasi mai, non riesco nemmeno a ricordare l’ultima volta che ha avuto bisogno di un medico”. La mia voce è un po’ affannata, ancora civettuola – quanto è fastidioso che il mio corpo possa agire in questo modo senza il consenso della mia mente?

“Nessuna infezione dell’orecchio, allora, in passato?” chiede il dottore guardando negli orecchi di Chris con una pila a forma conica.

Scuoto la testa, “No, dott. O’Reily, mi è stato detto che l’allattamento al seno potrebbe essere stato d’aiuto in questo,” chiarisco: “cioè per prevenire le infezioni dell’orecchio nei neonati”.

I suoi occhi scintillanti catturano il mio sguardo e all’improvviso avverto un lampo di qualcosa che non riesco bene a identificare. Sento che sto arrossendo e vedo i suoi occhi posarsi sui miei seni per un millesimo di secondo prima di focalizzarsi sulla mia faccia. Le sue labbra carnose si atteggiano in un sorriso lento e pigro: “La prego, mi chiami Shawn, e sì, sono sicuro che è dipeso da questo. Tante donne, oggi, preferiscono evitare l’allattamento al seno ma non si può fare ad un figlio un regalo migliore di questo” .

In qualche modo fa sembrare erotico quello che dice, soprattutto se abbinato con lo sguardo sensuale che mi rivolge. Il mio subconscio cade quasi svenuto sulla sua poltrona e la mia dea interiore si gode questo imprevisto corteggiamento. Io, invece, resto senza parole per la seconda volta oggi. Cosa?

La mia mente fa fatica a trovare qualcosa di appropriato da dire, e riesco solo a guardarlo a bocca aperta senza capire. “Uhm … allora … sono le tonsille?” La miglior difesa che il mio cervello confuso riesce a mettere in atto è un cambio di argomento. Il dott. Shawn si alza e annuisce: “Gli prescriverò un ciclo di antibiotici, lei ha ancora i farmaci per la febbre?” Lui si rende conto di quanto io sia a disagio, ma a giudicare dal suo sorriso sta trovando la cosa divertente.

“Va bene … ah, sì, grazie” Accarezzo distrattamente i capelli di Chris cercando di riprendere la padronanza di me. Mi alzo con Chris tra le braccia, sperando che lui funga da barriera umana. Forse se gli ricordo che ho un figlio il quale ha un padre – sebbene al momento assente – sarà lui a marcia indietro.

Lui inclina la testa di lato, senza dubbio in risposta al mio arrossire. Mi porge l’antibiotico dicendo “Io di solito non mi comporto così, mi piace mantenere un atteggiamento professionale”; il suo tono è quasi irridente come i suoi occhi. “Vorrei invitarla a cena, quando questo ragazzo si sentirà meglio e potrà allontanarsi”.

Chris se ne salta su con una risposta entusiasta, “Sì mamma, andiamo con il dottor Shawn, ci porterà a vedere una partita e potremo mangiare il gelato e stare alzati fino a tardi!” La sua eccitazione lo fa parlare in fretta. Almeno sembra sentirsi un po’ meglio.

Se non fossi così sconvolta per i modi provocanti del dottor Shawn, mi divertirei all’idea che Chris pensi di essere invitato ad un primo appuntamento – il mio bambino chiaramente non coglie ancora la complessità degli appuntamenti romantici. “Forse un’altra volta, tesoro, ma sì,” gli solletico leggermente il petto “migliorerai prima o poi  e quando starai bene andremo a fare una piccola vacanza dal mio amico Christian”. Per favore, per favore, che la mia brevettata tecnica di distrazione funzioni su Chris, prego in silenzio. Guardo esplicitamente il dottor Shawn quando pronuncio il nome di Christian, sperando che sia in grado di leggere tra le righe  il mio messaggio “non disponibile”.

La mia dea interiore non è contenta, un appuntamento romantico con qualcuno che ci desidera è proprio quello che ci serve! Lei fa il broncio e sbatte a terra i tacchi.

“Ooh, una vacanza, evviva!” Chris si agita tra le mie braccia e dimentica del tutto il “nostro” appuntamento con il dottor Shawn. Sì! Fa un cenno con la mano al dott. Shawn e scappa via alla ricerca di qualcosa da fare.

Oh no, Chris doveva essere il mio scudo di protezione. Improvvisamente mi sento del tutto indifesa in piedi da sola davanti al dottor Shawn e alle sue palesi intenzioni carnali, soprattutto perché lui mi guarda come se io non avessi nulla addosso.

“Anastasia, posso chiamarti così?” Non aspetta la mia risposta e i suoi occhi verdi si addolciscono. “Non sono il tipo di uomo che accetta un “no” in risposta e poi sono una persona paziente e so aspettare”. Lui allunga la mano e ne fa scorrere il dorso lungo il mio viso e poi accarezza leggermente il mio labbro inferiore con il polpastrello del pollice.

Mi sento indifesa come Bambi. I miei grandi occhi sono bloccati nei suoi, non riesco ad allontanare il mio sguardo per tutto l’amore e il denaro del mondo. “Io … non posso” è tutto quello che riesco a squittire, mentre la mortificazione mi fa arrossire.

Oh ragazzi, lui è davvero attraente e la sua arrogante sicurezza è tentatrice, ma non voglio assolutamente indulgere in questa fantasia – Christian è il mio uomo, non ho alcuna intenzione di lasciare che il mio corpo traditore e quella troia della mia dea interiore mi dettino le scelte.

D’altra parte – e sono sorpresa che sia il mio subconscio a dirlo – come sarebbe meno complicata la nostra vita con un uomo “normale”!

La sua espressione mi dice che lui non è affatto convinto dalla mia risposta. “Vedremo” replica in modo misurato mentre mi strizza l’occhio allusivamente, con un altro bramoso sorriso sulle labbra mentre regge il mio sguardo.

Ho la bocca secca e mi rendo conto di essere più rossa di una barbabietola. Come può godersi il mio disagio in un modo così evidente? E’ davvero poco signorile!

“Ho bisogno di vedere Chris di nuovo per una visita di controllo, giusto per essere sicuri che è guarito, diciamo tra cinque o sei giorni”. Ancora una volta capisco cosa sottendono le sue parole. Forse è il suo accento sensuale – cerco di giustificare il suo palese interesse, forse io sono impazzita!  ”Certo, verremo al suo ambulatorio”. Ottima soluzione, Ana! Mi congratulo con me stessa. Saremo in campo neutro con un sacco di persone attorno, e questo dovrebbe bastare a tenere il dottor Mc Innamorato al suo posto.

Lui estrae un biglietto da visita e me lo porge, “Non perderlo” sussurra prendendomi la mano e piegando le mie dita intorno al biglietto. La sua presa è ferma, il suo tocco sicuro e caldo. Ancora una volta i suoi intensi occhi di smeraldo mi esplorano e indugiano lentamente sul mio corpo, senza lasciare spazio a possibili fraintendimenti. Interrompe il contatto fra di noi e a grandi passi finalmente se ne va, riempiendo con le sue larghe spalle il mio corridoio.

Uff! Lascio andare un lungo respiro.

Porca vacca! E’ stato … sexy – le parole della mia dea interiore sono così tipiche di lei.

Intenso, piuttosto, pensa il mio subconscio.

Sì, concordo, e anche scioccante, e pazzo e molto fuori luogo.

Scuoto la testa per chiarirmi le idee e cerco il mio laptop, sentendomi improvvisamente arrabbiata senza una ragione precisa. Christian dovrebbe davvero porsi alcuni precisi limiti. Il minimo che doveva fare era avvertirmi.

Prima di avere il tempo di analizzare troppo in profondità la mia rabbia improvvisa uno strano pensiero mi colpisce. Forse Christian ha deliberatamente inviato un superuomo  per mettermi alla prova? No, mi dico – non avrebbe mai potuto immaginare che Chris si sarebbe ammalato e tra l’avere letto l’e-mail e organizzato la visita del dottore non credo che avrebbe avuto il tempo di mettere a punto un piano del genere. Stranamente mi sento delusa. Almeno vorrebbe dire che stava pensando alla possibilità di tornare insieme a me.

Clicco sull’icona della posta elettronica e trovo una mail di Christian; il mio cuore fa il suo solito svolazzo mentre la apro.

Da: Christian Grey

Oggetto: Visita medica

Data: 18 ottobre 2016 09:58

A: Anastasia Steele

 

Anastasia, ho provato a telefonarti, ma come è successo tante volte in passato è difficile raggiungerti. Spero davvero che ti renda finalmente conto quanto sia importante per me poterti contattare in ogni momento.

Ho organizzato per Chris la visita a domicilio di un pediatra di fama. Per lui voglio solo il meglio.

Il dott. Shawn O’Reily gode di grande fama, è autore di numerosi libri e insegna in varie prestigiose Università.

Ho ricevuto il tuo manoscritto ed entro domani ti darò ragguagli sulla strategia negoziale da adottare.

Ti prego di tenermi informato sugli ultimi progressi di Chris.

 

Christian Grey

CEO, Grey Enterprises Holdings Inc. CEO, Grigio Enterprises Holdings Inc.

Oh, dunque aveva cercato di contattarmi. Balzo immediatamente su alla ricerca del mio cellulare. Oops! Ho quattro chiamate perse e altrettanti messaggi. Ho dimenticato di togliere l’impostazione silenziosa! A differenza di quanto faccio di solito questa mattina mi sono alzata molto presto, e mi è passato di mente. Ecco che mi sento di nuovo come un bambino che ha sbagliato, i suoi rimproveri riescono sempre a farmi regredire all’età di cinque anni! Detesto che mi abbia colta in fallo – ancora una volta.

Mi siedo per rispondere alla sua e-mail, pensando a cosa dire in mia difesa per placarlo, ma la curiosità prende il sopravvento. Con il fidato Google faccio una rapida ricerca sul dottor Shawn e capisco subito perché Christian lo ha scelto. Come Christian, lui è davvero un leader nella sua professione ma la cosa che più mi colpisce è che tutte le foto del dottor Shawn lo ritraggono in pose tediose, che ricordano la pubblicità di un libro. Sono tutte in bianco e nero e per qualche motivo porta in tutte una folta barba e degli occhiali da secchione che gli conferiscono un aspetto noioso e poco attraente. Senza il colore, non si vedono i suoi begli occhi e poiché è ritratto solo il suo viso non si ha idea dell’avvenenza del suo fisico virile.

Olé! Batto le mani dalla gioia. Christian non aveva modo di sapere che il dottor Shawn è contemporaneamente il “Dott. Mc Fantastico” e il “Dott. Mc Sensuale”! Mi sento eccitata e mi guardo attorno, inspiegabilmente e irrazionalmente temendo che qualcuno possa aver assistito alle mie fantasie femminili, anche se so di essere sola.

A: Christian Grey

Da: Anastasia Steele

Data: 18 ottobre 2016 11:09

Oggetto: Visita medica

 

Caro Christian, grazie per aver organizzato una visita a domicilio, è stato un gesto molto premuroso e la cosa mi ha fatto molto comodo. Il dottore è stato molto accurato e gentile. Chris ha davvero la tonsillite e ha iniziato un ciclo di antibiotici. Ci sarà bisogno di andare a un controllo tra una settimana. Credo che adesso si senta meglio, soprattutto perché ha preso anche dei farmaci per il dolore. Perderà un paio di giorni di pre-scuola, perché ha bisogno di riposare. Più facile a dirsi che a farsi per un bambino.

Mi scuso per le chiamate perdute, ho dimenticato di attivare la suoneria del cellulare.

Attendo con ansia il tuo giudizio sul mio manoscritto.

 

Anastasia Steele

Dopo aver dato al nostro appartamento una rapida ripulita con l’aspirapolvere, torno dal mio annoiato Chris, che non mi lascia in pace, per giocare un po’ con lui. Coloriamo, facciamo correre alcune automobiline telecomandate e gli leggo delle storie che entrambi già conosciamo a memoria.

Il campanello della porta mi costringe a sospendere la settima lettura de “Il gatto con gli stivali”.

Un altro visitatore inatteso, penso aprendo la porta.

Questa volta alla porta trovo Collins, quel dipendente di Christian che ieri si è occupato della sicurezza. Che cosa vuole?

“Signora”, dice facendo un cenno con la testa in segno di saluto, “devo fare un controllo. Farò un giro dell’appartamento per apportare le modifiche necessarie” Il clone di Taylor non va tanto per il sottile e noto che non mi ha chiesto nessuna autorizzazione, ma ha semplicemente detto cosa farà.

Questo deve far parte dei dettagli della sicurezza per noi cui Christian ha fatto cenno in una precedente e-mail.

Avevo dimenticato tutto questo. Beh, almeno adesso so che è meglio non ingaggiare una battaglia.

Rassegnata alla perdita della mia privacy mi allontano dalla porta e seguo Collins, il quale non perde tempo e si mette subito ad armeggiare per porre rimedio a tutti i miei errori in materia di sicurezza (a quanto pare numerosi).

Alzo gli occhi al cielo per  tutto il trambusto. Sono esausta per avere giocato tutta la mattina con Chris e comincio anche a essere a corto di attività per tenerlo occupato e tranquillo.

Verso le 2 del pomeriggio vedo che è pronto per un altro pisolino, ma prima che riesca a convincerlo il campanello suona di nuovo.

Aggrotto le sopracciglia chiedendomi per la terza volta chi possa essere. Oggi siamo molto popolari ma io sono un po’ preoccupata, non sono sicura di poter reggere a tutte queste sorprese inaspettate. Faccio per aprire la porta, ma Collins bruscamente si mette in mezzo per fermarmi.

Mi lancia uno sguardo severo: “Ci penso io, signora, per favore si allontani”.

Urgh! Mi ero già dimenticata del tutto di lui, ha un notevole talento per rendersi invisibile: è piuttosto bravo. Si tratta solo di aspettare un po’ di tempo per abituarsi, certo che il mio appartamento è troppo piccolo per tre persone!

Apre la porta e sento che fa un controllo approfondito di sicurezza sulla persona ignara che si trova davanti, poi indietreggia di un passo e mi dà un “ok” con il pollice e l’indice permettendomi, infine, di incontrare il mio visitatore. Ah, ha fatto senz’altro parte delle forze speciali, penso riconoscendo il segnale segreto che usa. Silenziosamente ringrazio Ray per avermi fatto conoscere tante cose del mondo militare – molte di più di quante di solito ne conoscano ragazze come me.

Mi avvicino alla porta, ora molto sicura, e mi trovo faccia a faccia con un giovane annoiato con i capelli castani ricci che fuoriescono da un berretto da baseball, il quale sta masticando rumorosamente un chewing gum in attesa di farmi una consegna.

“Miss Steele?” chiede, porgendomi una ricevuta da firmare.

“Sì… Che cos’è questo?” Sono perplessa perché mi porge uno scatolone.

“Non lo so signora, io lo ho solo ritirato e adesso devo consegnarlo”. Fa scoppiare fragorosamente la sua gomma e attende con impazienza che io firmi la ricevuta. Il ragazzo guarda con grande sospetto dietro di me, probabilmente chiedendosi perché qualcuno in questo quartiere ha bisogno di una guardia del corpo.

Se solo sepesse …

Infine se ne va e Collins porta in casa lo scatolone, ma solo dopo aver chiuso a chiave la porta d’ingresso con la nuova chiave elettronica con una luce rossa lampeggiante. Questi gadget tecnologici di protezione mi fanno sentire frustrata.

Naturalmente Chris pensa tutto il bene possibile di Collins e gli dà un cinque quando appoggia lo scatolone sul tavolino del salotto, proprio davanti a lui. Chris in cambio ottiene un sorriso amichevole e io sbuffo mentalmente, sono stata solo io ad affrontare i giochi e le sfinenti letture.

Non appena inizio ad aprire lo scatolone, subito Chris si precipita  e mi gira intorno come un cucciolo eccitato: “Forse sarà un cavallo o … o … o un razzo! Mamma, fai in fretta, in fretta!”

Sorrido e con attenzione mi accingo a tagliare il nastro. “E’ un po’ piccolo per essere un cavallo, tesoro, forse è una fornitura di broccoli per un anno!”

Il suo volto è una maschera di sgomento e di orrore prima che si renda conto che sto solo scherzando, e poi mi aiuta a eliminare i gusci di protezione in gommapiuma. E’ come se stesse scavando per riportare alla luce un tesoro. Quanto tempo sprecato per pulire il tappeto, penso mentre la gommapiuma vi si distende sopra come grandi fiocchi di neve.

Tiro fuori la prima scatola e sia Chris che io restiamo senza fiato alla vista di un giocattolo stupefacente. Si tratta di una tavola in sughero con forme colorate di legno che vi si possono inserire per formare delle immagini; insieme sono forniti anche un piccolo martello e dei chiodini.  Questo non può che essere o per Chris.

Mi viene subito in mente l’ultima e-mail che ho inviato a Christian, nella quale gli dicevo come sia difficile mantenere Chris tranquillo e in riposo. E’ proprio tipico di Christian avere notato un dettaglio del genere e il mio cuore scoppia d’affetto per lui. A questo punto mi rendo conto che ogni cosa contenuta nello scatolone sarà educativa e divertente, scelta con la massima cura.

Subito dopo Chris estrae una confezione di LEGO avente ad oggetto il mondo dei pirati. Ci sono tutti i pezzetti necessari per costruire la nave dei pirati rappresentata sulla scatola. Chris strilla di gioia saltando da un piede all’altro, agitandosi per l’euforia.

L’ultima cosa è un ipad con un post-it attaccato. A questo punto mi prende la tristezza perché cala su di me un forte senso di déjà vu.

Christian mi ha regalato un ipad una volta …

Anastasia  – Questo è per te, ma mi sono permesso di scaricare alcuni filmati per bambini e anche alcune applicazioni educative per Chris. Ti prego di ricordare che gli esperti raccomandano che i bambini piccoli non usino computer, giochi elettronici e/o TV per più di due ore al giorno. Ho anche aggiunto una app per te, “Il mio posto scrittura”: si tratta di un programma che consente di scrivere su tutti i tuoi dispositivi elettronici che poi vengono sincronizzati in modo da avere sempre accesso alla versione più recente del tuo manoscritto.

Christian

La mia mente vacilla pensando come lui riesca sempre a fare per me le cose più premurose e romantiche. Il suo commento sui bambini e la TV è davvero tipico della sua natura prepotente, ma dimostra anche che lui è preso la briga di fare ricerche sul tema. Il gesto mi colpisce profondamente, soprattutto perché coinvolge il benessere di mio figlio. Sento le lacrime sgorgare e cerco di eliminarle velocemente con il dorso della mano per evitare che Chris si accorga della mia tristezza, ma è troppo tardi. Lui lascia subito cadere la scatola e corre verso di me, con il faccino serio e preoccupato, dimentico per il momento della sua gioia.

“Perché piangi mamma? Sei arrabbiata con Babbo Natale?” Lui mi accarezza i capelli e io mi sento malissimo perché non riesco a contenere le mie emozioni traboccanti. Fortunatamente la sua domanda è così divertente che scoppio a ridere nonostante le mie lacrime sciocche e immediatamente il dolce viso di Chris si rilassa.

“No tesoro, io non sono arrabbiata con Babbo Natale, io sono felice per te!” Lo afferro sotto le ascelle e me lo prendo in braccio facendogli il solletico e baciandolo.

Smetto di piangere e ci rotoliamo facendo la lotta e ridacchiando.

Sono riconoscente per la capacità di Collins di scomparire, questo non è certo un momento che si desideri condividere con estranei.

Una volta che abbiamo smesso di ridere, lui si sdraia sul pavimento e inizia ad aprire il primo giocattolo.

“Sai, questi regali non li ha mandati Babbo Natale”, gli dico. Io non voglio rovinargli la festa, ma penso che sia importante che sappia che glieli manda Christian, sarà molto utile per rafforzare la buona impressione che gli ha lasciato il loro incontro di ieri.

“Sì invece, vengono da Babbo Natale!” dice guardandomi con occhi seri “Babbo Natale è l’unico che ha abbastanza soldi per comprare un sacco di regali tutti in una volta!”.

Mi piace la logica infantile sottesa al suo ragionamento.

“Babbo Natale non compra i regali, sono i suoi elfi che li costruiscono!” gli ricordo scherzosamente, dandogli un buffetto sulla spalla.

Lo osservo con attenzione mentre pensa con serietà a quello che gli ho detto.

Gli rivolgo un sorriso incoraggiante, ma niente al mondo mi potrebbe preparare alla sua risposta, che mi gela il sangue nelle vene.

Lui guarda in basso e poi alza di nuovo lo sguardo su di me, i suoi occhi si allargano e brillano di speranza mentre con un sussurro quasi riverente mi chiede: “Me li ha mandati mio papà?”

4 thoughts on “Capitolo 9

  1. nickygiu says:

    Grazie Paola! e soprattutto Grazie MONIQUE 😀

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  2. CARLA says:

    FANTASTICO!!!I look forward to a lot of the next chapters! monique six extraordinary! paola ti adoro per quello che fai!!!

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