Capitolo 34

L’unica cosa che mi impediva di urlare la mia disperazione era il dolce entusiasmo di Chris per tutta la durata del volo con Charlie Tango. Il mio cuore era in frantumi, del tutto in frantumi, in attesa di quella che poteva essere una conclusione terrificante.

Christian, naturalmente, aveva curato ogni dettaglio della nostra fuga segreta da Seattle. Una volta atterrati, avevamo trovato una berlina normale che ci aveva condotti da Ray, non c’era nessuna lussuosa Audi per noi, questa volta. Anche se i finestrini erano oscurati, si trattava di una macchina del tutto irrilevante, e dunque facile da dimenticare.

Taylor aveva anche preso la precauzione di fermarsi solo una volta arrivato all’interno del garage di Ray, aspettando a farci scendere che la saracinesca fosse del tutto chiusa. Tutto questo solo pensando alla remota possibilità che qualcuno ci tenesse d’occhio.

Il rumore della porta del garage che si richiudeva mi aveva fatto pensare alla porta della prigione, dove saremmo rimasti prigionieri fino a quando questo casino fosse risolto. Ogni secondo di lontananza da Christian era una condanna impostami da questo bastardo delinquente che ci stava alle calacgna. Lo odiavo con una crudezza che temevo mi avrebbe provocato l’ulcera.

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Non appena scendiamo dalla macchina Ray ci accoglie con una sorpresa al fianco. Sembra che Taylor abbia accettato l’offerta di Sawyer di dargli una mano nei prossimi giorni o settimane o … chissà che. Certamente Fifty fa sul serio se ha assegnato ben tre guardie solo per la nostra sicurezza, senza contare Ray che, oltre ad essere mio padre, non è meno qualificato di loro per proteggerci. Taylor raggiungerà Brandon, quando Collins e Carl arriveranno qui, questa sera; entrambi saranno assegnati a Christian e, per la mia insistenza, rimarranno incollati al suo fianco.

Ray mi stringe in un forte abbraccio. Da subito sento il peso della sua preoccupazione. “Ciao papà. Grazie per averci accolti. Mi dispiace di averti coinvolto in questa faccenda”.

“Pensare a proteggervi non è certo un lavoro ingrato per me, morirei se vi succedesse qualcosa. Non avrei scampo”. Lui mi stringe più forte e mi sembra di essere una bambina che vive per l’amore e l’approvazione di suo padre – almeno il primo passo è stato fatto. Lui è l’unico padre che io abbia mai conosciuto. “Sono contento che Christian si sia fidato di me per proteggere voi due”.

Ci vuole ogni singolo grammo della mia determinazione per non lasciarmi andare al tracollo emotivo, che però avanza a grandi passi. “Grazie,” è l’unica parola che riesco a pronunciare, per il nodo che mi stringe la gola.

Ray ci guida nella sua casa, che è stata molto modificata. Non è certo una sorpresa che sembri quasi una centrale di sicurezza, me lo aspettavo. La sala da pranzo è stata requisita come quartier generale e la tavola è invasa da cavi che arrivano ai monitor, a torri di hard disk e ad una serie di telefoni. Mi sembra di essere arrivata sul set di un film sulla FBI.

Ci sono telecamere montate in un angolo di ogni stanza, anche in bagno, noto con una fitta di sgomento. Considerando che la finestra misura solo circa 30 per 20 centimetri, non posso fare a meno di pensare che sia una esagerazione, soprattutto dal momento che tutte le finestre e le porte sono anche munite di sensori di movimento.

Taylor vede lo sguardo turbato sul mio viso, ma invece infastidirsi noto che il suo viso si ammorbidisce, perché si rende conto che tutto questo per me è scioccante. “Per le telecamere,” dice indicando l’angolo incriminato, “possiamo cambiare la posizione, per concederle un po’ di privacy, Mrs Grey”. Mi mostra il bagno sullo schermo del tablet che ha in mano. Poi aziona dei comandi che sono situati nella parte inferiore dello schermo e vedo che la telecamera si sposta, per rivolgersi verso il soffitto.

“Oh, okay” dico, sentendomi ancora un po’ riluttante per l’intrusione, che ritengo eccessiva. “Posso controllare io o devo chiedere ai ragazzi quando voglio uhm … farmi la doccia?” Le mie guance arrossiscono all’idea.

Lui ridacchia dolcemente, “Ana, Christian ucciderebbe i ragazzi se solo pensassero …” Troppo imbarazzato per finire la sua frase, arrossisce come me prima di scivolare di nuovo nella sua solita modalità professionale.  “Bisogna pensare che si tratta di una precauzione necessaria.  Se preferisce, può prendere il tablet con lei in modo da avere il controllo diretto sulle funzioni, quando viene qui”.

“Grazie,” mormoro, non del tutto in grado di abbandonare il mio turbamento anche se la sua proposta in qualche modo mi tranquillizza.

Per la nostra sicurezza Taylor insiste sul fatto che Chris e io dobbiamo condividere la stessa camera da letto e Ray ha avuto l’accortezza di sostituire il letto matrimoniale con due letti singoli. A dire il vero mi sento sollevata. Se penso a quello che questo pazzo è già riuscito a fare alla mia famiglia, tenere costantemente d’occhio Chis è una necessità assoluta.

Dopo questo giro generale, vado in cerca di Chris e del mio papà.  Li trovo in cucina, incollati alla finestra come se fosse un televisore. Seguo i loro sguardi affascinati e individuo alcuni uomini al lavoro nel cortile di casa. “Che cosa stanno facendo?” chiedo a Ray, mentre guardo gli uomini che dispongono una sorta di stuoia sul terreno.

“Stanno posando lo Sportflex.” Dopo una pausa lui continua, probabilmente rendendosi conto che deve chiarire meglio. “Siccome non potrete uscire di qua, Christian ha pensato che sarebbe stata una buona idea fare installare una struttura di legno per Chris, su cui si possa arrampicare, una specie di piccola palestra”. Loro due sono così intenti a guardare gli uomini al lavoro che Ray non può distogliere da loro lo sguardo, neppure mentre mi spiega.

“Va bene,” dico io – ancora senza la minima idea di quello che stanno facendo. “”Allora, che cosa è lo Sportflex?”

Ray porge un sacchetto di croccanti pop corn a Chris, che vi immerge una mano impaziente. “E’ il materiale che si usa sulle piste da corsa. Una specie di superficie spugnosa, che ha una grande aderenza e un po’ di rimbalzo”.

“Ah, ho capito. Così Chris non si farà male se cade?” Ragazzi, Christian pensa davvero a tutto, e come sempre, anche da un letto d’ospedale, riesce a lasciare ovunque la sua impronta prepotente. Spero che mio padre non si senta anche lui oppresso da tutto questo. “E tutto questo a te va bene, papà?”

Ridacchiando, finalmente mi guarda: “Stai scherzando? E’ grandioso!”, poi scompiglia affettuosamente i capelli di Chris. “Ci divertiremo tantissimo là fuori, sarà meglio che andare a pescare”. Dà  a Chris un cinque, il loro entusiasmo reciproco e condiviso è palpabile.

Va bene, se Chis è felice di tutto questo ne sono felice anch’io. Mi piace che Christian cerchi di rendere il stro soggiorno meno pesante. “Vi lascio in pace, continuate pure a guardare quello che succede là fuori”.

Vado nella nostra camera da letto per inviare a Christian un messaggio e per disfare i bagagli.

* Arrivati in sicurezza, ma mi manchi già moltissimo. Come ti senti? Grazie per la palestrina. Ti amo xxx*

Mentre apro la valigia, sento che è già arrivata la risposta.

* Ehi baby, mi manchi anche tu. Grazie per essere andata da Ray, non hai idea di quanto sia sollevato sapendo che siete al sicuro. Spero che a Chis piaccia la palestrina, Ray è stato molto disponibile. Cerchiamo di comunicare solo per e-mail, per quanto possibile, è il modo  più sicuro di tenerci in contatto. Mi sento bene, solo odio essere bloccato in questo letto, soprattutto senza di te … Che cosa vuoi fare per quanto riguarda il fatto che Chris perderà la prescuola?*

Non me ne ero minimamente preoccupata, così mi siedo sul bordo del letto a riflettere per un minuto sulle varie possibilità. Christian aveva menzionato la possibilità di una ragazza alla pari, quando rientravamo da Las Vegas, ma ora le circostanze sono cambiate. Prendo il mio nuovo, fiammante computer portatile, la finitura argento opaco è così liscia che mi fa piacere anche solo toccarla.

Un Post-it sullo schermo indica il mio nuovo, sicuro indirizzo e-mail e mi informa che la posta del mio account precedente è stata trasferita al nuovo. Leggendo tra le righe mi rendo conto che il mio account è stato violato; si tratta di un accorgimento dell’oculato Mr Grey, che loi ha messo in atto tramite il suo esperto informatico Barney.

Ragazzi, sono contenta di non avere niente da nascondere! Christian ancora non sembra capire i confini di quello che è lecito e gli è estraneo anche il solo concetto di chiedere, anziché dire dopo avere fatto, ma ehi, io sapevo dove mi stavo cacciando. Occhi ben aperti, ricordo a me stessa per rimediare al mio cattivo umore.

Da: Anastasia Grey <<< Si noti il nome

Oggetto: Scuola e altro

Data: 28 ottobre 2016 11:00

A: Christian Grey <<< Mio marito

Grazie per il nuovo, splendido giocattolo! Mi fa piacere usarlo per prenderti in giro, adesso che sei vulnerabile. Anche a me manca essere nel tuo letto, tra le tue braccia, mi manca latua bocca … Spero che almeno questo serva a tenerti al sicuro.

Ho pensato alla scuola di Chris e per il momento non mi dispiace prendermi direttamente cura di lui.

Certo la casa non è la scuola, ma farò in modo che lui faccia qualcosa di educativo ogni giorno. Posso scovare alcuni progetti divertenti su internet mentre aspettiamo (con impazienza) che tutto questo finisca. Così come stanno le cose, andrebbe a scuola solo due volte a settimana.

Ci sono novità da questa mattina?

Ti amo, mi manchi, ti voglio.

La tua fedele e compiacente moglie che è stata tanto obbediente da venire da suo padre, su richiesta del marito, da accettare il fatto che il marito abbia violato il suo account di posta elettronica, e da tollerare – anche se a malincuore – il fatto di essere prigioniera a Montesano senza la compagnia del suo amato marito.

Anastasia Grey

Ridacchio allegramente, se non penso a cose allegre finirò in una depressione così profonda da cui non riuscirò a trovare la via d’uscita. Cerco di essere allegra, di fare battute, di prenderlo in giro  per andare avanti, ma in realtà tutto quello che vorrei fare è mangiarmi le unghie per l’ansia.

Da: Christian Grey

Oggetto: mogli compiacenti

Data: 28 ottobre 2016 11:34

A: Anastasia Grey <<< questo nome mi piace molto

Baby, la tua mail mi ha fatto sciogliere … Noi uomini fragili non dovemmo mai essere sottoposti a battute così suggestive, sono sicuro che l’infermiera che mi ha messo a posto i cuscini si è chiesta perché mi sono rifiutato di spostare il portatile così che lei potesse cambiare le lenzuola.

Non c’è stato alcun ulteriore sviluppo per quanto riguarda la nostra situazione; non importa che tu me lo chieda, ti terrò aggiornata. Per quanto riguarda Chris, penso che sia una buona idea e inoltre ti terrà la mente occupata.

Quanto a Flynn, il suo account Skype è DrJohn.Flynn. Organizzati come meglio credi.

Julie Logan dovrebbe tornare per te questo fine settimana, con alcune modifiche redazionali già pronte. Ti manderà per e-mail i capitoli che devi riscrivere o modificare secondo i vostri accordi. Il suo account Skype è GreyEnterprisesJLogan.

Sarò dimesso questo pomeriggio, quando Taylor sarà tornato. So che forse non sarai d’accordo, ma saremo tutti più al sicuro al Fairmont e almeno posso lì potrò riprendere il mio lavoro. Stai tranquilla, mia madre verrà a controllarmi due volte al giorno. Sarai comunque felice di sapere che io non andrò in ufficio per i prossimi due giorni; sarà invece Andrea a venire da me.

So che sei preoccupata ma per fortuna so anche che tu sei abbastanza forte da essere coraggiosa. Come sempre tu non mi deludi mai, io sono in soggezione davanti a te, baby. Ci sono così tante cose che vorrei dirti, ma preferirei dirtele di persona. Nel frattempo ho preparato una playlist per ricordarti ciò che condividiamo e quanto mi manchi e quanto ti amo. Vedi allegato.

Laters baby

Christian Grey

CEO, Grey Enterprises Holdings Inc e marito disperatamente innamorato di sua moglie.

Anche il più forte mascara waterproof non avrebbe retto in questo momento, ma per fortuna io non adopero mascara. Lacrime incontrollate mi cadono a fiumi sulle guance, sgradite e calde, mentre il mio cuore si spezza sempre di più. Anche gli attacchi di gelosia per l’infermiera che si appoggiava al letto di Christian e per Andrea, che si troverà in una camera d’albergo con lui, mi sembrano molto più accettabili del dolore che ora consuma tutto il mio essere.

Oh Christian. Conosco alcune di quelle canzoni abbastanza bene per cogliere il senso di quello che vuole dirmi, ma ascoltare tutte le parole sarà a dir poco una crudele tortura, se non mi è permesso di stare con lui … Niente di questa separazione mi sembra giusto, ma il mio solitamente affidabile buon senso è così intriso di paura che non credo di potermi fidare di lui.

Se avessi avuto un minimo di capacità di ragionare, non avrei dovuto premere il pulsante play ma io lo ho fatto ugualmente, pur sapendo che probabilmente mi avrebbe strappato il cuore. Ascoltando i testi di Kelly mi perdo nelle parole che mio marito ha scelto solo per me.

Nonostante il vuoto nella mia anima, che la sua presenza di solito riempie, per un breve momento mi permetto di riandare col pensiero agli ultimi giorni. Adesso, pur in questa situazione, immersa negli echi del suo cuore riesco a respirare perché mi sento così vicina a lui. Se chiudo gli occhi mi sembra quasi di sentire il suo tocco rovente sulla mia pelle.

Con un balzo in gola improvvvisamente si spezza l’illusione perché le note invadenti di una chiamata Skype si sovrappongono al dolce fluire dei testi preziosi. Guardo con un cipiglio furente lo schermo, seccata per l’interruzione, fino a quando vedo il nome di mio marito.

Mi sistemo velocemente i capelli e altrettanto in fretta cerco di asciugare le lacrime per essere pronta a prendere la chiamata.

“Ciao!” dico il più brillantemente che posso, cercando di assumere un atteggiamento spavaldo  e fingendo un largo sorriso.

“Baby” mi saluta, con tono di leggero rimprovero e scuotendo la testa. E’ ovvio che le lacrime che rigano il mio viso gli fanno male proprio come fanno male a me.

Vergognandomi, chino il capo, dimentica della sua precedente dichiarazione di orgoglio. “Mi dispiace, le canzoni …”

Il suo sguardo color ardesia si ammorbidisce mentre la sua bocca si stempera in un dolce, indulgente sorriso. “Mi chiedevo perché ci mettevi così tanto tempo per rispondere. Ti sono piaciute?”

Mordendomi il labbro annuisco. Mantenere la mia voce immune da tremolii sarebbe un compito al di là delle mie fragili capacità, in questo momento.

Il suo bellissimo viso si aggrotta per la preoccupazione: “Mi dispiace, baby, io non voglio che tu sia triste, io …” Ancora una volta il mio cuore parte a raffica, per la sorpresa della sua capacità di avvertire tanto profondamente il mio dolore.

Con un coraggio che può nascere solo dall’amore incondizionato cerco di accantonare per un attimo il mio cuore disperato e gli rivolgo un sorriso sincero. “Io le adoro, quelle canzoni! Ti prego, non pensare di avermi fatto del male, per un attimo mi è sembrato di essere lì con te”. Avverto forte l’impulso del mio amore per lui e so che sicuramente si riflette sul mio viso, e so anche che lui lo potrà vedere nella mia espressione.

Lo vedo alzare la mano e appoggiare la punta delle dita allo schermo, quasi per entrare in contatto con me. Subito le mie dita si uniscono alle sue, accarezzandole.

Anche se sento di nuovo affiorare le lacrime, le ingoio perché non voglio che Christian si preoccupi per me più di quanto lo è già, ma la battaglia è difficile. Se non cambio argomento in fretta, mi trasformerò in un pasticcio piagnucolante.

Quando riprendo fiato, cerco di alleggerire l’atmosfera. “Cercare di cancellare le proprie responsabilità è molto sbagliato, Mr Grey. Trascorrerò il mio tempo libero pensando alle punizioni adeguate”. Gli strizzo l’occhio in maniera volutamente esagerata, con un sorriso emblematico.

Senza perdere un colpo lui cambia rapidamente umore, come al solito. “Ma, Mrs Grey, tu dovresti sapere che io sarò ben felice di ricevere qualsiasi punizione ti paia adeguata. Tanto perché io lo sappia, vuoi dirmi cosa posso aspettarmi?”

Le sue parole trasformano la mia battuta in una sfida, svelando il mio bluff. Guardo la piccola immagine di me sullo schermo virare ad una tonalità innaturale di rosso, ma che io sia dannata se mi arrenderò. La vanità e la competitività mi stimolano. Il guanto di sfida è stato lanciato.

“Uhm, ah …” balbetto “potrei volerti vedere ai miei piedi”.

Lui ride, gettando indietro la testa, “Va bene, dovrò strisciare ai tuoi piedi. Che altro?” I suoi occhi scintillanti mostrano che si sta divertendo a prendermi in giro.

Gah!  Lui non mi prende sul serio ovviamente non lo fa, sono troppo inibita per chiedergli questo. La mia dea interiore mette all’angolo il mio subconscio manierato e chiude il libro che stava leggendo, per occuparsi lei della cosa.

Con un respiro profondo io seguo le indicazioni della mia dea e mi tuffo a capofitto, senza pensarci troppo. “Inizieremo con un classico, credo – qualche tortura” e mi tocco la guancia con il dito fingendo di essere immersa nei pensieri.

Lui annuisce, fingendosi serio.

Prendendo l’ispirazione direttamente da quello che fa lui mi preparo a scioccare quel sorrisetto ironico. “Ti legherò le braccia e le gambe al nostro letto e ti costringerò a leccarmi fino a quando verrò sul tuo viso, e quando avrai finito ti costringerò a farlo di nuovo, poi ti lascerò li, legato e dolorante”.

L’espressione dei suoi occhi è estremamente soddisfacente, anche sullo schermo posso vedere il suo pomo d’Adamo che sale e scende lungo la gola.

Ah! Chi ride adesso?

Questa volta, quando parla, lo fa con voce sdolcinata, bassa e piacevolmente roca: “E dove vuoi che ti lecchi, Anastasia?”

Oh ragazzi, gli ho reso pan per focaccia. Il mio nome è come velluto sulle labbra, lo pronuncia in maniera sensuale, come una carezza. Il suo tono mi rende coraggiosa e prima che io me ne renda conto mi esce di bocca – senza nemmeno una stretta al cuore – una parola che non ho mai osato pronunciare: “Sulla mia figa.”

Maledico il fatto che si è rotto il filtro tra il mio cervello e la  mia bocca.

“Cazzo, Ana!” La sua immagine si distorce per i repentini movimenti che fa il suo computer portatile, e vedo la sua immagine solo fotogramma per fotogramma.

Oh merda, è furibondo!

Una volta che l’immagine si rimette a fuoco lo sbircio, mortificata, attraverso le dita che stanno cercando di nascondere il mio rossore: “Mi dispiace, scusami”.

“Non scusarti, baby; hai detto una cosa eccitante, ma cavolo, stai cercando di uccidermi?” Lui sorride vedendo la mia espressione perplessa. “Io uhm, ho una piccola situazione qui …” La spinta della testa in direzione del suo inguine acuisce il mio rossore e mi fa capire.  Non c‘è niente di piccolo in  quella situazione …

Io faccio una risatina, completamente soddisfatta di me stessa. Yay! Tormentare Mr Esperto Di Sesso è divertente.

Per fortuna o forse purtroppo – non ne sono sicura – il mio attacco di vergogna e il successivo attacco di ridarella hanno rovinato il momento, quindi finiamo semplicemente per chiacchierare. Dopo pochi minuti, alla conclusione della conversazione, mi sento un bel po’ più leggera.

Mentre sono su Skype aggiungo il dottor Flynn e Julie Logan ai miei contatti e poi controllo la mia posta elettronica. Devo adoperare il mio tempo libero, finché Chris sta con Ray.

Il mio cuore fa un tonfo quando vedo che il primo messaggio viene da Jose. Le mie dita rimangono in bilico, immobili, sopra la tastiera, troppo intorpidite per muoversi. Il desiderio di fare la cosa giusta per lui alla fine mi dà il coraggio di aprire il messaggio.

Da: Jose Rodriguez

Oggetto: Scuse

Data: 28 ottobre 2016 09:28

A: Anastasia Grey

Mia cara Anastasia,

non hai nessun bisogno di scusarti; forse per te è una sorpresa, ma io ti conosco meglio di quanto si pensi. Sapevo che stavi mentendo dal momento in cui me lo hai detto, nessun uomo sano di mente ti avrebbe mai lasciata andare.

Sempre tuo

Jose

Cosa? Lui sapeva? Leggo di nuovo, tanto per essere sicura, ma la mia conclusione non è diversa. Lui non è arrabbiato, risentito con me? Sono sicura che era a dir poco furioso con me, tanto che ci sono stati momenti in cui ho pensato che mi potesse addirittura picchiare. Ho tenuto la cosa per me, se Christian avesse mai scoperto che mi aveva spaventata …

Inoltre secondo Ray, che ha dovuto sorbirsi gli sproloqui di Jose Senior, Jose è rimasto devastato e non si è limitato a provare solo un po’ di amarezza per la nostra rottura. L’altra cosa che mi colpisce è il fatto che mi ha lasciata andare. Questo significa che non è sano di mente? E che cosa significa quel sempre tuo? Mi aspettavo un sacco di cose in questa mail, ma nulla di quello che c’è scritto: la cosa è talmente imprevedibile che mi rende sospettosa.

Trasmetto l’e-mail a Christian poi cerco Taylor per mostrarla anche a lui. Lo trovo al telefono, mi fa un cenno con la mano libera: “E’ qui, Mr Grey. Sì, signore, non appena posso”.

Wow, Christian si muove velocemente.

“E’ il messaggio di Jose?” Taylor mi chiede, facendo spazio sul tavolo per il mio computer portatile.

“Sì, e aggiungo che mi sembra strano. Non è niente di quello che mi aspettavo”.

“Sia più specifica, Ana, mi dica tutto ciò che pensa”. Lui esegue la scansione della mia posta elettronica e apre dei file che io non saprei come trovare.

Gli racconto tutto quello che penso circa quel messaggio. Pochi istanti dopo mi restituisce il computer: “Ha intenzione di rispondere?”

“Non lo so”, rispondo onestamente. “Christian è arrabbiato?”

Mi guarda pensieroso per un attimo: “Non lo so, Mrs Grey, deve chiederlo a lui”.

A malincuore ritorno furtivamente nella mia stanza per controllare di nuovo la mia posta. Sono praticamente certa di trovare un ordine irato che mi aspetta. Come al solito la risposta di Christian è brusca e puntuale.

Da: Christian Grey

Oggetto: EX mariti

Data: 28 ottobre 2016 14:02

A: Anastasia Grey

Anastasia,

non devi assolutamente rispondere ai messaggi di Jose. Taylor ha in mano la situazione. Per quanto mi riguarda questa mail lo mette in cima alla nostra lista.

Christian Grey

CEO, Grey Enterprises Holdings Inc

Irritata dal suo tono dittatoriale e da quello che potrebbe stare insinuando – perché con lui non si sa mai – digito un altrettanto conciso OK. Proprio mentre mi accingo a far scattare il coperchio del computer mi arriva un messaggio Skype dal dottor Flynn.

Mrs Grey, congratulazioni per le sue recenti nozze. Io sono, come sempre, a sua disposizione e sono libero ad esempio domani mattina alle 9:00 per un incontro via Skype, se le può andare bene. Aspetto una sua conferma.

Anche se la cosa mi rende agitata, so  che questo incontro mi aiuterà.

Grazie dottor Flynn, a domani alle 9:00.

Il resto del pomeriggio lo trascorro a rimuginare tra me e me, preparandomi mentalmente per la mia sessione con Flynn e pensando allo strano messaggio di Jose mentre gioco con Chris e raggiungo il mio papà.

In onore della nostra prima notte da lui Ray si è dato da fare e ha deciso di cucinare lui. Questa è una novità per me, perché non ha mai mostrato interesse per la cucina in passato. Direi che è quello che succede vivendo da soli, alla fine non se ne può più di acquistare cibo pronto.

A Chris e a me è stato impedito di avvicinarci all’angolo cottura, ma non posso fare a meno di lanciare occhiate furtive a Ray. Se devo basarmi sulle sue impressionanti capacità di usare il coltello, si dovrebbe trattare di un buon pasto. Lui chiacchiera con me mentre prepara il cibo per noi e io mi aggiro per la stanza sentendomi di troppo.

“Forse mentre siete qui possiamo rispolverare le tue conoscenze dell’arma bianca, magari anche delle tecniche di combattimento corpo a corpo?” Lui sorride, incrociando il mio sguardo. “Ti ricordi, Annie? Come eravamo abituati a lottare qui per terra?” Egli indica con il coltello uno spazio tra il salotto e la sala da pranzo. Un luogo dove, sono orgogliosa di dirlo, ho atterrato il mio vecchio un paio di volte.

Lo guardo con affetto mentre ripenso al passato. Mi piace che lui abbia avuto il tempo di insegnarmi cose del genere, ma era il suo modo per dimostrare quanto tenesse a me. Per un uomo taciturno come lui si trattava di una preziosa dimostrazione del suo amore per me.

Una serie di ricordi si affaccia alla mia mente: “Sì, mi ricordo! Fin troppo bene. Quelle capacità di combattere e di difendersi mi sono state molto utili in più di un’occasione”. La gratitudine mi stringe il cuore. Il cuore di un padre non può che essere soddisfatto sapendo che tante volte quello che lui mi ha insegnato mi ha permesso di salvarmi da situazioni pericolose.

Le piccole orecchie di Chris si rizzano sentendo parlare di una cosa che lo interessa tanto: “Perché hai lottato con il nonno?”

Ray e io ci scambiamo un sorriso affettuoso, “Non ho lottato con il nonno, dolcezza, ma lui mi ha insegnato alcune mosse per contribuire a rendermi più sicura”. Scelgo con cura la mia risposta. Non voglio mentirgli e certamente non voglio proteggerlo dalla realtà di questo mondo a volte malvagio, ma allo stesso tempo se gli dico che c’è la necessità di imparare a proteggere se stessi poi magari lui capisce che ci sono cose di cui avere paura.

Senza considerare la mia risposta, che avevo formulato con tanta attenzione, lui salta su, si mette in posizione di combattimento poi butta fuori la gamba imitando incredibilmente una mossa di kick-boxing.

Ray ride in segno di approvazione, abbandonando il coltello e superando il bancone con una falcata. “Sei grande, campione. Ora, fallo di nuovo, ma questa volta mettiti lontano dal tuo avversario e pensa sempre a dove il tuo piede atterrerà, in modo da poter pianificare la prossima mossa”.

Li guardo con sentimenti contrastanti, essere in grado di proteggersi è una buona cosa da sapere, ma lui ha solo quattro. Non è troppo piccolo per imparare cose pericolose come quelle?

Vengo distratta dai miei pensieri da Taylor che entra con Collins e Carl. Non c’è bisogno di presentazioni in quanto lui ha già incontrato Ray al nostro matrimonio. Dopo un rapido saluto i tre si dirigono alla centrale operativa, che è poi la sala da pranzo di Ray. Il loro chiacchiericcio diventa un rumore di fondo mentre guardo l’improvvisata lezione di autodifesa che Ray sta impartendo a Chis.

Sorrido sentendo Ray spiegare le responsabilità che comporta la capacità di combattere, quando all’improvviso dietro di me si scatena l’inferno. I mormorii dei ragazzi riuniti attorno al tavolo si trasformano e tutti balzano in piedi, in piena azione, con Taylor che urla istruzioni urgenti.

Ma che diavolo succede?

Taylor tiene un telefono premuto contro l’orecchio, ascolta attentamente prima di inoltrare ulteriori istruzioni alla squadra. Quando si ricorda che anche noi siamo nella stanza, mette una mano sul ricevitore, gli occhi gli brillano per l’eccitazione. “Ana, abbiamo identificato il responsabile”.

Veloce come un lampo Ray afferra Chris e lo porta fuori. Grata, sprofondo in un divano vicino, pregando con tutto il cuore che non si tratti di Jose, ma alla luce del recente messaggio di posta elettronica di Christian ho il sospetto che questo sia solo un pio desiderio. Non potrei sopportare di essere responsabile anche di questo, oltre che di tutte le altre stronzate che ho causato.

Improvvisamente presa da un’energia nervosa rimbalzo sulle gambe, incapace di restare ancora ferma mentre aspetto che Taylor mi racconti cosa è successo.Quando lui termina la telefonata, gli balzo quasi addosso, alla disperata ricerca di un briciolo di informazioni.

“Mrs Grey, la polizia, seguendo gli indizi che abbiamo raccolto dopo la sparatoria, ha individuato un appartamento che appartiene a David Blackmore. Vi hanno fatto irruzione questo pomeriggio, in cerca di Blackmore, per interrogarlo, e hanno trovato una stanza piena di prove. Foto, ritagli di giornale, la trascrizione di tutti gli spostamenti di Mr Grey. Non c’è alcun dubbio per i poliziotti che sia lui il responsabile, ma non sono riusciti a localizzarlo”.

Mi ricordo che Christian ha parlato di questo ragazzo, stamattina. Un ex dipendente, quello che è stato licenziato per spionaggio industriale. Il mio occhio osserva la mappa satellitare sui due schermi che posso vedere da dove mi trovo, i nostri ragazzi sono intenti a cercare di rintracciare il colpevole, ovunque egli si trovi. Il sollievo che provo per l’innocenza di Jose è completamente oscurato dal fatto che mi rendo conto che conoscere la sua identità non significa che lo cattureremo prima che riesca a colpire ancora.

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